Altroquando Festival del Cinema di Venezia 2007: Le tante attrattive del Movie Village
Accanto al palazzo del cinema sorge un villaggio che ospita espositori di ogni genere. Tutti di gran lunga inferiori a noi, naturalmente. Ciò non toglie che una passeggiata tra gli stand può regalare soddisfazioni e momenti di piacevole socialità. Non per la flora ambientale del villaggio, ma piuttosto per la fauna che lo popola e lo colora. Gente di ogni dove, anche di là. La maggior parte degli spazi sono istituzionali. Telecom, Lancia, Dolmen, Bim ecc. Tutto è immagine e copertina, spot immobili di se stessi senza musichetta. Non c’è cuore, insomma. Ma esposizione di merce e di chi espone la merce. Fantastico! E’ chiaro che il personale selezionato per questo compito è spesso di grande impatto visivo. Ovetti kinder umani senza sorpresa all’interno. Perciò può capitare, che so, di andare allo stand della TDK per comprare dei dvd vuoti e sentire se stessi domandare: vendete ragazze vergini? O vedere donne che vengono dalla california della tv, sfilare a mazzetti indossando magliette che pubblicizzano l’ultimo film di Valerio Mastrandrea, Non Pensarci, e ritrovarsi a pensarci molto seriamente. In tutto questo ci sono notevoli eccezioni. I simpatici ragazzi del Future Film Festival, stranamente normali, si segnalano per un imperdibile aperitivo giornaliero consistente in tocconi di mortadella e fiumi di birra gentilmente offerti a chi passa.
E’ qui che la vera indole degli umani esce fuori e va aldilà delle apparenze. Tutti spingono e magnano in maniera simile. Col passare dei giorni si scopre che anche la Patinata che lavora nello stand accanto al tuo è una persona normale, gli fanno male i piedi e a volte fa la cacca.
Tra gli spazi da segnalare, quello di Gianni Ippoliti, che col messaggio “Ridateci i Soldi” offre la possibilità alla gente comune di scrivere una stroncatura dei film in concorso e attaccarla ad un muro, così da essere visibile a tutti. La “migliore” critica vincerà una gigantesca coppa di legno creata dal maestro Codognotto. Ad orientare la gente su dove attaccare la propria recensione al veleno, la dinamica Irene, che contemporaneamente prepara una tesi cinematografica intitolata: la Coerenza nel cinema di Elio Germano.
Affettuosa citazione per lo studio Studio Universal, ma qui il discorso è un po’ diverso.E’ un fantastico chiosco, cha va dalla colazione alla notte fonda. E’ tra i pochi punti del villaggio che esiste tutto l’anno, e quindi rappresenta la vera anima del Lido. A gestirlo un ragazzo che lavora notte e giorno e che riesce a stare spesso in due posti diversi contemporaneamente. Così mi sembrava almeno. In realtà sono due gemelli. Con loro altri ragazzi svegli, lavorano forte e non rinunciano a divertirsi. Specialità è lo sprtiz, con aperol o campari.
E l’oliva ormonata che imbevuta nella stesso è una vera leccornia.
Dall’altro lato del villaggio secondo avamposto del Lido è il Pecador, straodinario paninaro che si erge a difesa del tuo gusto e del tuo stomaco, contro la costosa mediocrità degli altri posti. Tra i panini da segnalare: Il Gregory Speck, il Bread Pitt, e il Potemkin per cui ci vuole una mascella flessibile (nettamente il mio preferito)
























