Festival del Cinema di Venezia 2008
65esima Mostra del Cinema di Venezia
Ancora Altroquandiani,
vi scrivo dalle lontane terre veneziane, precisamente dal Lido, dove siamo presenti in forze al festival del cinema per assicurare ai visitatori della 65esima mostra del cinema di Venezia una vasta scelta di testi filmici e non solo. Malgrado la nostra missione sia colma di alti contenuti morali e culturali gli organizzatori del festival ci trattano come venditori di fusaie e questo ci inquieta assai. Non è un caso che quest’anno ci siano molte meno presenze del passato, il cinema in tutta questa grande fiera dell’effimero è sempre più in secondo piano e a galla ci sono solo i vari interessi di organizzatori, produttori, distributori e via a discendere nella grande catena alimentare del business cinematografico. Ma torniamo a voi.

- Alessandro Alessandroni è felice al Festival di Venezia 2008
THE LIDO
Il Lido è uno strano posto, lontano anche da Venezia, fatto di verde e di strade con belle villette. Una tranquilla località di mare fondamentalmente, dove il branzino cresce felice e le zanzare se la comandano. E d’inverno deve essere tanto affascinante (3 giorni) quanto desolante. A me piace molto perchè all’improvviso ti giri e c’è il mare. In un cortile che potrebbe essere quello di qualsiasi palazzo con i motorini, le biciclette legate e un paio di panchine, dietro il muretto dove i pischelli di qui si fumano le prime sigarette c’è incredibilmente il mare e si vede Venezia, Piazza San Marco e tante altre belle cose che non so cosa siano. Poi ci sono canali bellissimi non a pagamento. E la gente ti dice “sai” alla fine delle frasi (tipo “grazie sai”) come a Gilead (la Torre Nera, Stephen King ndr). E’ un luogo da vivere in bicicletta, un posto che ha tempo.
E nei giorni del festival ai tranquilli locali si mischiano a genti di tutte le provenienze con cartellini vari appesi al collo che sfrecciano di qua e di là, scintillanti nei loro abbigliamenti, verso una proiezione, un cocktail esclusivo da scroccare, un incontro con l’autore. Un’invasione amata e odiata, come sempre accade in questi casi.
Il fulcro di tutto questo è il palazzo del cinema con intorno stand, bar, infopoint, bagni chimici e noi. Siamo incastonati tra lo spazio di Fandango Web dove imperversano le recinzioni di Johnny Palomba, veramente un tipetto in gamba, che gira mascherato per evitare le ripercussioni fisiche che i suoi strali gli comporterebbero e lo stand della Bim, dove le due hostess, Bum e Bam, sono scosciatamente professionali e mi fanno un pò paura.
E’ inutile dire che siamo i più belli di tutti.

- Johnny Palomba incontra Altroquando a Venezia
I FILM
Pochissimo il tempo che abbiamo per assistere alle proiezioni, presi come siamo dal socializzare con la fauna locale, veramente di livello, e le degustazioni alcoliche a cui impavidi ci sottoponiamo.
Zullo, detto Dario, ed io abbiamo visto Vegas di Amir Naderi, regista indipendente, underground e tante altre cose, un interessante film che si perde un po’ nella mezz’ora finale, ma comunque originale.
Gli altri due altroquandiani Mauro e Michele hanno avuto la fortuna di assistere alla proiezione di Teza, film etiope bello e coraggioso, di Haile Gerima per adesso forse il migliore del festival.
Troverete presto online le nostre recensioni.
Valentina ha invece visto il film dei Coen, Burn after reading, ridendo con l’intera sala, ma molto più forte, per tutta la durata della proiezione.

Per il resto raccogliamo i rumors di giornalisti e appassionati da cui evinciamo che:
Un giorno perfetto, di Ferzan Opztek è probabilmente il peggior film della rassegna e degli ultimi 25 anni
Il pranzo di ferragosto, di Gianni Di Gregorio ormai da tempo braccio destro di Garrone, con protagoniste quattro scatenate signore che fanno un totale di circa 260 anni e il mitico Vichingo, è un film dal bassissimo budget, godibile e da consigliare. Abbiamo sentito il regista, anche attore in questo caso, parlare della realizzazione della pellicola e di come sia riuscito a fare di necessitö virtù, modellando il film sui caratteri degli interpreti e delle dinamiche naturali che ne scaturivano. Con ottimi risultati
Su il Papà di Giovanna di Pupi Avati, pareri discordanti, ma più no che si. C’è voglia di novità…
Ponyo, di Miyazaki è piaciuto a tutti, forse un po’ meno dei precedenti, anche se si vocifera che potrebbe essere addirittura il Leone d’oro. Sicuramente lo meriterebbe per le emozioni che ha regalato a chi ama i suoi film e darebbe maggiore visibilità al cinema d’animazione, molto sottovalutato soprattutto in italia, quando è una delle costole più interessanti del cinema odierno.
Oggi siamo in attesa dello sbarco di Adriano Celentano, con Yuppi Du, il molleggiato è una delle poche vere star di questo festival
E domani si proietterà The Wrestler di Darren Aronofsky, da cui ci aspettiamo sempre grandi cose
Per adesso è tutto
Scappo
It’s Spritz Time







September 5th, 2008 at 11:55 am
Mio caro felice reportagista avvinazzato, come al solito leggere i tuoi resoconti mi fa vivere veramente le sensazioni dei luoghi e dei momenti che esperisci.
Anelo a saper di più della Pesciolina Giapponese che risponde al nome di Ponyo. Ogni notizia o olezzo che tu possa raccogliere ci farà felici.
Almeno a noi poveri romani bloccati sul raccordo.
Un abbraccio.