Interpretazione tra mondi. Il pensiero figurale di David Lynch

Autore: Basso Fossali, Pierluigi.
Titolo: Interpretazione tra mondi. Il pensiero figurale di David Lynch
Editore: Edizioni ETS
di Marco Chieffa
Confesso che in questo caso non posso fare una semplice recensione. Devo invece come prima cosa chiamare a raccolta con rulli di tamburi e grida animalesche tutti gli amanti di David Lynch (e so che sono tanti): questo libro è senza ombra di dubbio il saggio più completo sul regista edito attualmente in Italia.
Ricordo però che, come per ogni tesoro lungamente anelato e finalmente raggiunto, lo scrigno risulta duro da forzare. Non aspettatevi che il docente di semiologia Pierluigi Basso Fossali assolva un compito informativo, ceda alla sirena della post-analisi o si ripari sotto l’ombrello della polisemicità e del carattere indicibile dell’esperienza spettatoriale.
Il libro pubblicato da Edizioni ETS è uno studio semiotico sull’intero corpus lynchiano (compreso Inland Empire), dedicando a ciascuna opera uno studio monografico che può essere letto a due livelli: proprio per un lettore non specialistico non si concede troppo a teorizzazioni o a una strumentazione metodologica.
La prima edizione è stata partorita quando si seppe del Leone d’oro alla carriera nell’ambito della 63^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; ora la seconda edizione riveduta e aggiornata rende sistematica l’analisi su Inland Empire e va oltre.
Nel titolo di dice INTERPRETAZIONE TRA MONDI perché ogni film è un universo figurativo che ha una logica autonoma, ma ha bisogno di un altro “mondo” per poter essere interpretato. Il sottotitolo parla di PENSIERO FIGURALE poiché tutti i film sviluppano argomentazioni su base figurativa, con una coerenza discorsiva che va oltre la semplice concatenazione degli enunciati narrativi.
Il consiglio che posso dare è di non leggere in maniera cronologica. Il capitolo su Elephant Man risulta il più semplice, è opportuno leggere prima il saggio su Eraserhead e solo succesivamente Cuore selvaggio. Quando si parla del mediometraggio Grand mother si cita la pixillation, ovvero la giustapposizione di fotogrammi che animano oggetti inerti. Nell’analisi del primo cortometraggio Six Figures Getting Sick si discorre di loop, l’anello temporale entro cui scorre il film. Parlando di Alphabet si disquisisce di musement, che è… No, stavolta non vi dico cosa vuol dire. Scopritelo da voi…





















