REVOLUTIONARY ROAD – RICHARD YATES – MINIMUM FAX

Revolutionary Hill è un classico esempio di sviluppo suburbano nell’America del dopoguerra.

Non è città, non è campagna. Il suo essere indefinito si estende anche ai suoi abitanti; tra loro c’è chi è completamente inserito in questa mediocrità e chi invece, come i Wheeler, pensa ancora di potersi salvare.

Non si lasceranno contaminare dagli stereotipi che caratterizzano gli abitanti delle orribili villette che li circondano.

E quando il continuo confronto con i vicini e gli amici li rivela tanto mediocri quanto loro, evidenziando il fallimento delle loro vite, la scelta di trasferirsi in Europa, a Parigi, sembra per un attimo soddisfare ogni desiderio di autoaffermazione, tipico della società americana.

April riacquista il suo atteggiamento da “regina annoiata e altera” di fronte ai suoi ospiti, Frank ritrova la stima della moglie, ottiene riconoscimenti lavorativi senza neanche troppi sforzi, intraprende una relazione extraconiugale che lo gratifica.

A che serve, allora, la Francia? Perché non realizzarsi qui, adesso? Un lavoro ben retribuito, il tentativo di convincere la moglie ad affrontare un percorso psicoanalitico, sembrano salvare Frank dal timore di rivelare ad April che lui, a Parigi, non vuole andarci e che, ad essere sinceri, non sa neanche bene il francese come le aveva fatto credere in precedenza.

La notizia dell’attesa di un terzo figlio allontana definitivamente l’argomento “trasferimento” dalle conversazioni dei Wheeler, che rimandano ogni progetto, per la felicità di Frank.

Ma non sarà lo stesso per April, e “il complesso di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia”.

Con cinismo ed ironia Richard Yates dipinge il dramma della società americana, ormai lontana dal sogno dell’american way of life.

In piena onda Beat Generation (l’anno di pubblicazione è il 1961), l’autore ce ne mostra le contraddizioni: uno stile di vita che rifiuta le regole sociali, mettendone in mostra l’ipocrisia, il moralismo e la retorica, che sfocia però in percorsi autodistruttivi caratterizzati dall’abuso di alcool.

Leggendolo non si può fare a meno di constatare che si tratta dell’inizio della fine, dei ribelli senza causa che non si differenziano poi molto dai giovani d’oggi.

Immergendovi in questo libro vi troverete spesso ad abbandonare la lettura per riflettere, per stupirvi della attualità del romanzo e per sperare, con non poco timore, che voi non siate e non sarete mai come i Wheeler.

In occasione del quindicesimo anniversario della casa editrice, in concomitanza con l’uscita nelle sale cinematografiche del film tratto da questo libro ed interpretato da Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, minimum fax ripropone nella nuova collana “i quindici”, a distanza di sei anni dalla prima edizione,un romanzo considerato un capolavoro da molti critici, ma ancora poco conosciuto dal grande pubblico.

Claudia Bena

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