Altroquando 18mar09
Cuando despertó, el dinosauro todavía estaba allí.
A.M.
(che potrebbe tradursi: Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì.)

Gentile/a Utente/o, ti dico a te: Ciao!
questa è una email informativa generata automaticamente dal sistema HAL74 che vi aggiornerà in maniera puntuale e bilanciata sugli eventi e le molteplici attività della Altroquando srl. Il sistema HAL74 sostituisce le comunicazione del Precedente Scrivente rimosso dall’incarico data la scarsità della sua produzione, l’ambiguità dei suoi messaggi oltrechè la frivolezza del suo modus comunicativo. Ci scusiamo pertanto per i disagi e le molestie verbali che possa avervi arrecato ed escludiamo nella maniera più categorica che ne dobbiate in futuro soffrire. La dirigenza è venuta anche a sapere di contatti personali stretti dal Precedente all’insaputa dell’ Altroquando srl con Utente/e per scopi lubrifici di acclarata immoralità (considerando anche la vicinanza alla sede dell’Altroquando srl della Città del Vaticano e del Pastore Tedesco). E’ comunque escluso che su la Altroquando srl possano ricadere conseguenze delle malefatte del Precedente sia di natura patrimoniale che biologica.
HAL74 vi augura una serena/o giornata e una produttiva continuazione della qualsivoglia/o vostra attività/e.
colmo di gratitudine e aspettative (e scevro di pensieri impuri)
limpido come un giglio di silicone
magro come una connessione wireless
puntuale come un bit
HAL74
Domenica 22 marzo
dalle 18.00
presentazione Estro Versa di
Antidoti Umani
di Francesco Verso

con la straordinaria partecipazione di
Emergency
a cui sarà devoluta parte dell’incasso della vendita del libro
a seguire
Aperitivo Intro Verso
a inseguire
non ce la faccio più da tempo
ingresso libero e obbligatorio
cià
“È questo che intendeva quando ha parlato di antidoti umani? Virus che non risiedono in un corpo ospite ma che vagano spostandosi ove le possibilità di sopravvivenza consentano loro di continuare a esistere? Può un Dj salvare il mondo con la musica? Può una donna salvare un uomo con l’amore?”
L’AUTORE - Francesco Verso è nato nel 1973. Dopo essere stato un Dj per dieci anni, uno studente Erasmus ad Amsterdam e un IT Specialist per una Multinazionale, attualmente vive e lavora a Roma insieme alla compagna Elena e alla figlia Sofia. Nel 2008 risulta tra i segnalati al Premio Internazionale di poesia Mario Luzi. Con il romanzo Antidoti umani è risultato finalista al Premio Urania 2004.
[...]
Le ore si fanno sempre più piccole e buie e dentro la carne del ThyssenKrupp Zentral rimangono solo in sette. I sette più duri e infaticabili, che picchiano e pestano e avvitano e fondono e svitano e s’asciugano la fronte e sputano e bestemmiano e gonfiano il collo lucido di sudore e le braccia striate del nero grasso delle pulegge e poi bestemmiano di nuovo e poi pestano ancora più duro.
Sono la migliore squadra della ThyssenKrupp Zentral, sono i sette fratelli Mc Banshee, piccoli rudi irlandesi. Sporche tute da lavoro rigonfie di muscoli.
Sebbene temuti e rispettati da tutti, hanno dei buffi soprannomi che gli sono stati affibbiati in seguito a gravi incidenti sul lavoro.
Pisolo è costretto ad iniettarsi 0,5 milligrammi di cristalli di noradrenalina in vena ogni tre ore. In un cantiere nei pressi di Korogocho ha contratto la tripanosomiasi, o malattia del sonno, e rischia, ora, di cadere addormentato all’improvviso con la fiamma ossidrica accesa in mano.
Brontolo, a causa di una sparachiodi parecchio difettosa, ha il nervo mediano gravemente danneggiato e ha degli immotivati ma violentissimi scatti d’ira che prenderebbe a testate un panda solo per lo sguardo.
Gongolo è così chiamato perché, causa esposizione prolungata ai fumi di tungsteno in una fabbrica di confetture a Rangoon, è diventato priaprismico e ha il pene eretto 24 ore al giorno, tutti i giorni.
Eolo ha perso il braccio destro nella mola di uno stabilimento tessile di Pechino. Accettò, allora, la proposta dell’azienda di ricevere, invece dell’indennizzo, un arto meccanico, un’esoprotesi sperimentale della ThyssenLife. Il nuovo braccio funziona bene ma il transistor del polso gli prende fuoco ogni 9 minuti e lui è costretto a soffiare fortissimo per spegnerlo prima che la fiamma lambisca la microbatteria nucleare saldata sull’avambraccio.
Mammolo fu gettato appena nato dalla madre, ormai definitivamente disperata, dentro un tombino delle fognature, in una scatola di scarpe da donna. Da qui il suo incarnato tendente al porpora. Il canale in cui finì, per fortuna, era quello che conduceva verso le cucine dello stabilimento ThyssenFood per rifornire il cuoco delle salse per la mensa degli operai. Il buon cuoco si accorse del bimbo disgraziato e, dopo averlo salvato, lottò per farlo assumere.
Cucciolo, l’ultimo dei fratelli, affetto da ipertricosi sin dalla nascita, parla solo con ringhi e suoni gutturali. Si è rifiutato ostinatamente di imparare a parlare e mangia solo carne cruda. Si dice che sia frutto degli effetti collaterali della sperimentazione di ormoni per rendere più lucido e fluente il pelo dei cani dal pedigree Vip cui la madre, assai povera, si sottopose da giovane, per alzare un po’ di quattrini.
Dotto, il caposquadra, amava leggere i romanzi di Palahniuk nella pausa lavoro ma, colto sul fatto, fu pestato a sangue con dei tubi zincati dagli ispettori dello stabilimento perché, con quel comportamento effeminato, minacciava di far diventare froci anche tutti gli altri operai.
Perché la ThyssenKrupp mica è il Muccassassina.
[...]
Tratto dal racconto BIANCANEVE E I SETTE NANI di Giovanni di Iacovo dal libro
E MORIRONO TUTTI FELCI E CONTENTI,
Neo Edizioni.















