Altroquando 7apr09

Altroquando 07apr09

Aggiornato/i Utente/u, ti dico a te: Ti Saluto!

 

Sono HAL74 splendido esemplare di sintesi tecnologica e di avveniristica potenzialità, primo fra gli ultimi prototipi computerizzati pensato dagli uomini per il futuro degli uomini, con la positronica vocazione al viaggio interstellare e il criptato desiderio di incontrare e confrontarsi con entità altre, almeno pari alla sua profondità di flussi. Temporaneamente la mia pressochè unica mansione è portare a voi Semplici Utenti info e news sulle variegate attività della Altroquando srl. Ma mai svuotare il cestino sulla presa a cui ti attacchi.
E’ con un cavo di imbarazzo e tutti i miei led rossi accesi, che mi trovo ad invitarvi alla serata di presentazione di un manufatto cartaceo dal titolo “Putain de film” che viaggia nell’inesplorabile mondo del cinema erotico/pecoreccio francese degli anni ‘80, fino ad arrivare là, dove tanti uomini sono già venuti prima. Pensate che l’autore del libro, Stefano Cocchi, apparentemente non se ne vergogna. Alla serata sarà allegata una mostra di locandine e immagini cinematografiche originali del periodo e quindi non prive di nudità e di sconci agglomerati umani, che mi irrigidiscono ulteriormente il disco.
renderizzando il tutto (ma con l’iperspazio nell’ intel core 2):
venerdì 10 aprile
alle 21,30
presentazione lubrifica di
Putain de film
il cinema erotico francese degli anni ottanta
di Stefano Cocchi
allegata
piccante mostra di immagini cinematografiche originali del periodo
aggredisci il tuo venerdì sera

[...]

Con una sola mano, egli giocava col suo corpo al ritmo e sul tono che voleva, sdegnoso dei seni e della bocca, non pareva ghiotto né di baciare né di stringere, e rimaneva, in mezzo alla voluttà incompleta che dispensava, noncurante e distratto.

Emmanuelle agitò la testa a destra e a sinistra, si lasciò sfuggire una serie di gemiti soffocati, suoni simili a una preghiera. I suoi occhi si schiusero e cercarono il volto dell’uomo. Cominciavano a brillare di lacrime.

            Allora, la mano si immobilizzò, continuando a stringere nel palmo tutta la parte del corpo di Emmanuelle che aveva infiammata. L’uomo si curvò un po’ verso la passera e prese, con l’altra mano, una delle sue, attirandola verso di sé all’interno del suo vestito. L’aiutò a richiudersi sulla verga rigida e guidò i suoi movimenti, regolando la loro ampiezza e la loro cadenza secondo il suo gusto, rallentandole o accelerandole secondo il grado della sua eccitazione, finché non fu certo di potersi abbandonare all’intuito e al desiderio di agire bene di Emmanuelle, permettendole di portare a termine come volesse la manipolazione alla quale ella aveva concesso dapprima uno spirito smarrito e un’infantile docilità, ma che andava a poco a poco perfezionando con sollecitudine imprevista.

            Emmanuelle s’era fatta avanti col busto, in modo che il suo braccio assolvesse meglio il suo compito, e l’uomo, a sua volta, s’accostò di più affinché ella potesse essere aspersa dallo sperma che sentiva scaturire dal fondo dei suoi testicoli. Ancora per molto, tuttavia, riuscì a trattenersi, mentre le dita serrate di Emmanuelle salivano e scendevano, meno timide via via che la carezza si prolungava, senza più limitarsi a un elementare va-e-vieni, ma socchiudendosi, improvvisamente esperte, per scivolare lungo la grossa vena rigonfia, sulla curva della verga, tuffandosi (graffiando impercettibilmente la pelle con le loro unghie limate) il più in basso possibile – tanto vicine ai testicoli quanto lo permetteva la strettezza dei pantaloni, e poi risalendo con un movimento lascivo, finché le pieghe di mobile pelle nel cavo del palmo umido non avessero ricoperto la punta del membro, che le sembrava di non poter mai raggiungere tanto questo si tendeva crescendo. Di lì, stringendo di nuovo con forza, la mano ripartiva verso il basso dell’asta, tendendo il prepuzio, volta a volta strangolando la carne tumescente o allentando la stretta, sfiorando appena la mucosa o molestandola, massaggiando con grandi movimenti del polso oppure tormentando con brevi colpi senza pietà…

[...]

EMMAMUELLE ARSAN, EMMANUELLE

www.altroquando.com

 

 

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