MONDI POSSIBILI – Un viaggio nella storia del cinema d’animazione

I mesi appena trascorsi sono stati emblematici dello stato attuale dell’animazione in campo cinematografico.

Prima sui nostri schermi abbiamo avuto il piacere di godere della vista di Wall-e, iper-tecnologico capolavoro della Pixar, tempi cinematografici da grande cinema, citazioni e richiami de-formati di grandi opere della storia visuale, il tutto ri-assemblato in un formato perfetto.

Poi, a qualche mese di distanza, ecco uscire l’ultima fatica del maestro Miyazaki, Ponyo sulla scogliera, commovente manifesto dell’artigianato del disegno contro, o forse è meglio dire in parallelo, alla digitalizzazione dell’animazione, dove il tratto, la storia e i cromatismi fanno da padroni rispetto alla tecnologica realizzazione in 3d.

Qualche tempo prima, nel 2006, le pupille restavano estasiate  e completamente appagate di fronte alle esplosioni di colori  regalateci dal francese Michel Ocelot con Azur e Asmar, in cui  il disegno manuale si fondeva in un connubio esaltante con  l’animazione tridimensionale, portando sullo schermo una  favola a metà tra fantasia e immagini della tradizione nord- africana.

Tre capolavori, tre continenti, tre punti di vista differenti e meravigliosi.

Questa è l’animazione oggi, un genere a rischio di saturazione ma in grado di regalarci viaggi e visioni che spesso toccano picchi elevatissimi, in continua evoluzione (almeno per ora).

E all’animazione è dedicato Mondi possibili. Un viaggio nella storia del cinema d’animazione, edito da Il principe costante e scritto da Anna Antonini e Chiara Tognolotti.

Un approccio decisamente interessante, uno sguardo d’insieme su ciò che è e ciò che è stata l’animazione nel mondo. Diviso per aree geografiche, il libro è anche ricco di contenuti-extra: alla fine di ogni capitolo sono infatti presenti degli approfondimenti su singoli autori, i più importanti delle varie sezioni, in forma di interviste, propedeutiche ad una conoscenza diretta dello stile e delle realizzazioni dei capolavori del genere.

Una lettura piacevole, mai pesante e per tanti aspetti nuova, oltre 400 pagine sui Mondi possibili, i mondi dell’animazione, luoghi sempre liberamente in bilico tra realtà e fantasia

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