La ragazza dello Sputnik – Haruki Murakami – Einaudi

Haruki Murakami, La ragazza dello Sputnik, Einaudi,

Chissà cosa ha pensato nel 1957 la cagnetta Laika a bordo dello Sputnik 2 (il primo era stato lanciato un mese prima), ignara vittima sacrificale in nome delle ricerche sugli esseri viventi nello spazio? Cosa lega in un banchetto di nozze una raffinata imprenditrice di origine coreana, ex musicista classica ed ora esperta di vini (Myu), una giovane aspirante scrittrice (Sumire) e un anonimo giovane maestro di scuola elementare (l’io narrante del romanzo La ragazza dello Sputnik)?

Perché si confonde la parola sputnik (in russo significa compagno di viaggio) con i beatnik, giovani scrittori degli anni ’60 tra cui Kerouac?

E ancora: perché ad un certo punto si pensa ai discendenti dello Sputnik che continuano ad attraversare il cielo, attratti alla terra dalla sola forza gravitazionale, solitari aggregati metallici che si sfiorano e si separano per sempre? Cosa spinge un bambino (Rimura “Carota” Shin’ichi, figlio dell’amante del giovane maestro) a rubare in un supermercato per tre volte rispettivamente 15 portamine, 8 compassi e svariate cucitrici? Quale evento vissuto/immaginato può far tramutare all’istante i capelli neri-corvini in un bianco totale?

A queste domande si cerca di dare una risposta ne La ragazza dello Sputnik, scritto nel 1999 dallo scrittore giapponese Haruki Murakami. Il mondo da lui creato in questo romanzo prevede un continuo spostamento di ambientazione (Giappone, Italia, Grecia) che ci fa viaggiare assieme ai protagonisti.

Tutto ruota attorno ad un elemento insolito: l’innamoramento per un’altra donna raffinata e ricca da parte di una ragazza (Sumire) che mai aveva manifestato tale inclinazione. Le differenti fasi dell’innamoramento, raccontate dal giovane maestro a sua volta segretamente innamorato di Sumire, passano attraverso l’innocenza, la passione incondizionata seppure platonica, e seguendo un turbato sodalizio vacanziero, una rivelazione di un segreto e una sparizione misteriosa, arrivano fino all’approdo definitivo: la solitudine intesa come dimensione assoluta e rifugio difensivo dal mondo e dai sentimenti.

E’ proprio la solitudine il motivo conduttore de La ragazza  dello Sputnik che segue le orbite segnate dai personaggi-  satelliti che si sfiorano e si allontanano lasciando scie di  parole. Anche la narrazione ne è influenzata, partendo da  un piano assolutamente realista e autobiografico per poi  registrare il capovolgimento del mondo reale in una  trasfigurazione onirica: lo smarrimento imperante non ci fa  più capire da quale lato dello specchio ci troviamo. In  questo novello “paese delle meraviglie” il tema del viaggio,  inteso come spostamento fisico ma anche all’interno di noi  stessi, e quello della “fine del mondo” si ripresentano  come topoi assoluti.

La solitudine dunque come destino dell’uomo, come  sostanza e nutrimento del pianeta che riceve perciò  l’energia per continuare a ruotare. Personaggi-sputnik che vanno alla deriva per l’eternità. Cosa però ci impedisce di andare ad urtarci con violenza verso qualcosa? Solo il sogno, il suo mondo esclusivo ed inclusivo che, una volta entrati dentro, non ci permette più di uscire. Solo la dimensione onirica con la sua dolce malinconia può illuminare o nascondere la fine del romanzo. La telefonata finale non si sa se è la prova del ricongiungimento dei satelliti. Forse Sumire è passata al di là dello specchio, verso l’alter ego intravisto in sogno, in una dimensione già sperimentata da Myu.

Oppure La ragazza dello Sputnik è stato solo un sogno di un grande scrittore giapponese come Haruki Murakami. Il suo stile si avvicina al pennello sottile tipico delle stampe nipponiche che lascia indovinare dietro l’apparente semplicità dell’immagine un mondo suggestivo e segreto. Ma nella delicata stampa giapponese lo scrittore nato a Kyoto ha trasmesso la sua passione per la cultura edonistica occidentale, fatta di macchine veloci, musica, vestiti eleganti e vino.

Consiglio di lasciarvi trasportare dal suo stile diretto e comunicativo: vi lascerà il segno e scuoterà il vostro Io più profondo.

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