Un giorno a elBulli – Phaidon press

Un giorno a elBulli – Phaidon press – 49,95€


Cala Montjoi: sei nei pressi di Roses, città della provincia di Girona.

Sei lì perché sei un tipo organizzato, hai prenotato due anni fa.

E presumibilmente hai anche uno stipendio cospicuo.

Sono due anni che aspetti, educatamente in fila, il tuo turno.

Per telefono ti avevano chiesto preventivamente se avessi alcune peculiarità da segnalare: sei vegetariano? Sei intollerante?

Sono passati due anni da quando hanno cercato di classificarti, e con successo, in una delle seguenti categorie: novizi, esperti, spagnoli, stranieri. No, non avevi chiesto una data specifica per la prenotazione, hai dichiarato la massima disponibilità a occupare il primo posto libero, tanta era la tua brama di sperimentare.

E ora sei sulla terrazza di pietra in riva al mare, il mare che bagna Cala Montjoi.

Sei arrivato oggi, in un giorno qualunque di quelli compresi tra il primo aprile e il trenta settembre.

Sapevi da tempo, ben prima di due anni fa, che solo in questo arco di tempo ti avrebbero aperto.

Sai che sei uno dei 50 fortunati non solo di questa sera, ma dell’intera giornata, ché qui la qualità inarrivabile non consente due aperture giornaliere.

Guardi gli altri 49 che come te fanno finta di guardare il mare, mentre ti studiano.

Tutto ha finalmente inizio, e sai che le papille gustative smetteranno di dilatarsi solo a tarda notte.

Sei a elBulli, il ristorante più esclusivo del mondo, al primo posto nella top50 tra i migliori sulla faccia della terra, vincitore anche nel 2008 e per la terza volta consecutiva del Number one best restaurant in the world. Sei a elBulli, il ristorante di proprietà e diretto dallo chef più raffinato del mondo: Ferran Adrià, lui in persona, lo chef incluso dal Times nella top 100 dei personaggi più influenti di oggi, Ferran Adrià, lui in persona, il primo chef vincitore del Lucky strike designer award.

La serata è iniziata sulla terrazza e tu sorseggi un Margarita, e sbocconcelli marshmallow ai pinoli, e osservi quel tipo sofisticato che agguanta qualcosa di fritto, e lo nomina a voce alta, e anche tu finalmente capisci che si tratta di semplice tempura di finocchio marino allo zafferano con crema di ostriche.

Siete tutti lì sulla terrazza dove l’avventura si rinnova ogni sera e pensi a quanto hai aspettato (2 anni) e a quanto hai speso (200 euro per la cena – bevande escluse + viaggio a/r + pernottamento), verifichi se è il caso di pentirti e non trovi niente: anche la sola costatazione che il numero complessivo di cuochi e dipendenti supera quello dei coperti ti gratifica. Il rapporto di 70 a 50 ti fa sentire coccolato.

Ti fa sentire coccolato il pensiero che, come ogni anno, da ottobre a marzo elBulli ha chiuso i cancelli per permettere allo staff di concentrarsi sulla progettazione del menù dell’anno, un menù inedito, innovativo, rivoluzionario. Ti hanno promesso che assaggerai miscele di sapori che non hai mai provato prima, ti promettono che questo miracolo si rinnoverà ogni qual volta deciderai di tornare: pietanze sempre nuove, di anno in anno.

Si chiama menù degustazione quello di elBulli e comprende dai 28 ai 35 piatti. Impossibile mangiare al elBulli la stessa cosa due volte.

Ma come fanno? – Ti chiedi ad aperitivo terminato, quando, prendi posto in sala per divorare la parte più consistente del menù degustazione – p.es. fonduta di fegato di rana pescatrice con ponzu e kumquat al sesamo bianco.

Viaggiano per il mondo tra ristoranti e mercati alla ricerca di nuovi sapori e ingredienti, saltano da un negozio di ferramenta all’altro cercando attrezzi che mai nessuno prima ha osato utilizzare in ambito culinario, seguono corsi di specializzazione, partecipano a workshop creativi, frequentano fiere gastronomiche, mostre, gallerie e si perdono nella natura inseguendo l’ispirazione. Studiano, analizzano scrupolosamente ciascun prodotto, valutano ogni ingrediente da un punto di vista gastronomico e chimico. Collaborano con artisti di design industriale alla creazione di nuovi piatti e di nuove posate – sì, proprio come il cucchiaio che ti sei infilato in bocca. Sì, quello!! È un cucchiaio olfattivo!! È munito di una punta, dove sono state fissate quelle erbe aromatiche che stanno rilasciando la fragranza insieme al cibo.

Anche l’atto III si è consumato ma ancora ti stai leccando i baffi sporchi di sorbetto di croccante al lampone ecc…

Si torna in terrazza per gustare i morphing, un’invenzione segretissima di elBulli, bere caffè, liquori e fumare sigari, insomma per rilassarsi e chiacchierare senza limiti di orario.

Un giorno a elBulli, edito da Phaidon  Press in cinque lingue, compreso  l’italiano, illustra attraverso 1100 scatti i  retroscena, i processi creativi, le tecniche,  i menù, le ricette, gli schemi di lavoro del  più grande chef del mondo e della sua  formidabile squadra. E noi ve lo  consigliamo perché non solo è  impossibile riprodurre l’arte di Ferran  Adrià, ma è anche difficilissimo e poco  probabile che la maggior parte di noi  possano sedersi per una volta nella vita al  tavolo di elBulli.

Comunque, se volete mettervi in fila per il  2011, le prenotazioni sono aperte.

Valentina

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