Cercando Alice – Camilla Trinchieri – Marcos y Marcos – 17€
Durante la seconda guerra mondiale si svolge il dramma privato di una famiglia divisa dal conflitto.
Una moglie americana per un diplomatico fascista non è certo un trofeo da esibire, e Alice non riesce proprio a nascondere il suo giudizio su questa guerra, anche davanti a chi non dovrebbe.
Al dolore di un’ingiustizia mondiale si aggiunge il tradimento.
Alice è arrabbiata, delusa, impaurita. Pensa solo a punire suo marito, a salvare i suoi figli, a scappare da Praga per raggiungere la neutrale Svizzera.
È invece costretta ad andare a Roma, poco prima che i suoi connazionali inizino a bombardarla. È una nemica. I suoi figli si vergognano di essere americani. Le sue paure si trasformano in paranoie, l’affetto per i figli in ansia, ma la diagnosi è solo una: la guerra.
È il 1943, ormai troppo tardi per raggiungere la Svizzera. Con un accanimento che sfiora l’ossessione arriva a Como, trova il modo per superare il confine, ma sotto quel filo spinato passano solo Susie e Claire, le figlie, alle quali è in seguito raccontata dal padre la tragica morte della madre sotto il fuoco tedesco.
Cambridge, Massachusetts, 1956.
Susie ormai è una donna. Vive in America e aspetta un figlio.
Quella tragica notte, ne è sicura, non ci sono stati spari.
Ora che il padre è morto, si sente libera di continuare la sua ricerca.
Un ultimo tentativo per liberarsi da sensi di colpa e supposizioni lunghi dieci anni.
Insieme con quelli di sua madre, s’intrecciano i ricordi di una bambina in tempo di guerra, il suo punto di vista, le sue idee.
Da due voci così temporaneamente distanti, si arriva a un finale unico, commovente, dove emerge la forza dell’amore (familiare, naturalmente, perché quello coniugale è vissuto solo come sofferenza e incomprensione) e l’intendimento che spesso le azioni dei nostri genitori sono a fin di bene, senza sfociare nella cieca giustificazione, disapprovando la dove è giusto.
In parte autobiografico, in parte lavoro di ricostruzione storica, l’ultimo romanzo di Camilla Trinchieri – il secondo tradotto in italiano dopo “il prezzo del silenzio”, Marcos y Marcos, 2008 – racconta la guerra da un punto di vista femminile, perché se a combattere sono uomini, fratelli, mariti, figli, a casa restano donne, madri, mogli, sorelle, a lottare, sole, contro le conseguenze sempre disastrose di conflitti ingiusti e crudeli.
La guerra è “il tempo delle donne”, come ripete continuamente la simpatica Ersilia, romana che dalle operazioni belliche ci guadagna con il mercato nero, e nonostante ciò resta un personaggio positivo, poiché nessuno nel libro subisce condanne e giudizi.
E l’autrice si riappropria di questo spazio con un libro al femminile, per un pubblico femminile che si sentirà tradito e ferito quando Alice vivrà questi momenti, ricorderà i conflitti adolescenziali e generazionali tipici delle ragazze, e piangerà nel finale, perché, come recita un proverbio ceco, “tutto ha una fine, eccetto la salsiccia, che ne ha due”.





















