Colloquio con Francesco Coscioni – Neo Edizioni

Ho incontrato i ragazzi della Neo Edizioni per la prima volta al Lingotto di Torino, un anno fa. A differenza di molti degli editori che li circondavano, accasciati sui loro stand augurandosi che quell’incubo chiamato fiera del libro finisse il prima possibile, i Nostri quasi saltellavano e sembravano addirittura divertirsi, nel cercare di convincere quelli che gli passavano davanti ad appiccicarsi un neo adesivo sul faccino. Ho pensato, questi sembrano vivi.

Alessandro:

“Allora Francesco, da dove nasce l’idea di aprire una casa editrice?”

Francesco:

“Da vecchie esperienze fatte durante l’università, periodo in cui sia io che Angelo, l’altro socio, ed Isabella, il nostro ufficio stampa, abbiamo avuto esperienze con piccole case editrici. E dal desiderio di realizzare prima che fosse troppo tardi una nostra passione.”

A.:

“Siete voi i fondatori della Neo Edizioni?”

F.:

“Angelo Biasella ed io.”

A.:

“Ed il nome, Neo Edizioni, da che deriva? Speravate di pubblicare Bruno Vespa?”

F::

“Ah! ah! Tra l’altro Bruno Vespa è abruzzese come noi…  In realtà ci piaceva l’idea del neo, della macchia epidermica, l’idea di creare qualcosa legato al corpo.”

A.:

“Un neo al centro dell’editoria?”

F.:

“Si, un neo nel mondo dell’editoria. Una doppia faccia: simbolo di fascino, ma anche macchia, tumore in nuce.”

A.:

“Da quanto avete cominciato?”

F.:

“La prima pubblicazione è del dicembre 2008, ma siamo nati nel 2007.”

A.:

“E come va quest’avventura?”

F.:

“Da quello che sentiamo in giro direi bene, ma è ancora troppo presto per tirare le somme. Ci dicono che il nostro è un buon inizio, che abbiamo personalità, che pubblichiamo bei libri e di carattere. Per quello che riguarda le vendite credo sia ancora presto per farsi un’idea, magari potresti dirmelo tu che fai il libraio…”

A.:

“Ne ho venduto uno ieri, direi che siete a cavallo…Comunque trasudate entusiasmo…”

F.:

“Merci!”

A.:

“…e il mondo dell’editoria è fin troppo moscio per i miei gusti. Bisognerebbe sdoganare il libro, da oggetto sacro e intoccabile per una casta di elevati a oggetto per tutti, molto toccabile e da consumarsi preferibilmente ora.”

F.:

“Ci trovi pienamente d’accordo.”

A.:

“Francesco, parlaci brevemente di Palace of the end, il libro che presenterete da noi.”

F.:

Palace of the end è il decimo lavoro di una nota drammaturga canadese, Judith Thompson,  molto conosciuta nel mondo anglosassone ma sconosiuta da noi. Credo sia uno dei suoi lavori più belli e riusciti, la Thompson ha sempre affrontato tematiche dure, ed anche in questo lavoro ci propone una scrittura dura, precisa, esiziale, con uno sguardo nuovo e “sghembo” sulla guerra in Iraq. Riesce a farci capire che il male è molto lontano da dove i media ci costringono a cercarlo.”

A.:

“Cosa aspetta agli altroquandiani che verranno a vedere la presentazione di giovedì 4 marzo?”

F.:

“Prima di tutto sarà presente la traduttrice Raffaella Antonelli, il cui lavoro è già stato apprezzato non solo dai lettori, ma anche dalla stampa nazionale. Quindi è un’opportunità per conoscere il personaggio Judith Thompson di cui lei è amica e conoscitrice. Ci saranno delle intense letture e credo sarà un buon momento di riflessione su aspetti ancora vicini. Iraq, certo, ma anche su certi modi falsati che abbiamo di conoscere quello che accade attorno a noi. E poi, è la presentazione di un gran libro…”

A:

“E’ vero che in realtà avete scelto Altroquando come sede della serata perche avete intenzione di scolarvi tutti i fusti di birra presenti per poi disperdervi nella notte intorno Piazza Navona, e magari risvegliarvi la mattina dopo su qualche panchina come quest’estate a Castel Sant’Angelo?

F.:

“Sotto sotto si…la birra di Altroquando è un elisir!

Anche se dormire su qualche panchina con questo clima…beh, sarebbe rischioso ma il rischio è il nostro mestiere.”

A.:

“Francesco chiudiamo con un tuo consiglio di lettura, di un libro non vostro ovviamente…”

F.:                                                                                              

“Ultimamente ho letto Rumore Bianco di Don Delillo e per me è stata una sorpresa.  Sugli esordienti consiglierei Airbag di Gianni Solla e L’altra Agata di Carla d’Alessio.

A.:

“Grazie Francesco, ci vediamo tra qualche giorno in AnderQuando… ma, attento hai qualcosa sopra il labbro!”

F.:

“Dove qui? Ma è il neo…”

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