American Stranger. Il cinema di Monte Hellman – a cura di Michele Fadda – Edizioni Cineteca di Bologna – €12
Monte Hellman (New York, 1932) è uno dei quei registi difficili da catalogare, da definire, tanto che in Italia non esistevano prima d’ora libri dedicati alla sua spiazzante filmografia. A parte vanno naturalmente considerati i numerosi interventi apparsi sulle riviste specializzate e i puntuali cenni che il compianto Franco La Polla, tra gli altri, gli ha dedicato nei suoi miliari volumi sul cinema americano, cominciando da Sogno e realtà americana nel cinema di Hollywood (a proposito della decadenza del western).
Hellman iniziò la sua carriera con Roger Corman, come tanti di quei cineasti che poi andarono a costituire quel “movimento” che sconvolse il cinema americano, la New Hollywood. Tra i tanti cineasti cresciuti alla factory cormaniana, figura anche Jack Nicholson, il quale fu interprete dei due primi, e fondamentali, western di Monte Hellman, La Sparatoria e Le Colline Blu, entrambi del 1966 (del secondo Nicholson fu sceneggiatore oltre che interprete). La Sparatoria, in particolare,
è notevole. Western che interpreta alla perfezione la decadenza del genere, e che non a caso, accanto al già citato Nicholson, vede come protagonista Warren Oates, attore feticcio di un altro grande regista, Sam Peckinpah. Ma La Sparatoria va forse oltre Peckinpah (addirittura!), per via della sua aria trasognata, onirica, delle sue atmosfere rarefatte che in qualcuno suscitarono uno “scandaloso” paragone con il cinema europeo d’autore, e quello di Ingmar Bergman in particolare.
Per chi voglia approfondire la questione, la Cineteca di Bologna ha recentemente pubblicato American Stranger. Il cinema di Monte Hellman, volume dedicato al regista di Strada a doppia corsia, colmando quel vuoto editoriale di cui si diceva. Il volume, a cura di Michele Fadda, raccoglie vari saggi dedicati al regista newyorchese scritti da alcuni dei più importanti critici italiani, oltre a un intervento di Quentin Tarantino, il quale dichiara il proprio incondizionato amore per Hellman, ovviamente. Completano il volume tre interviste ad altrettanti studiosi: il già citato Franco La Polla, Michel Ciment e Brian Albright. In chiusura, biografia di Hellman, filmografia e bibliografia. Buona lettura!





















