Silvia Dayan – Giovedì 22 Aprile – ore 20,30

Al centro del lavoro di Silvia Dayan c’è la donna, gitana, odalisca, spagnoleggiante, cosmopolita come la pittrice stessa, a volte solo un profilo, solo un fiore tra i capelli, altre volte arricchita da abiti senza tempo.
C’è la donna e c’è il suo doppio, dalla sua stessa ombra all’uomo, presente anche – soprattutto – nella sua assenza.
Perché le sue opere parlano di sentimenti e ai volti che raffigura sulle sue tele delega l’espressione dei propri impulsi. Parlano di tempo e di eros e della loro stretta connessione.
Traducono in immagini importanti poesie che hanno sicuramente influito nella sua esperienza artistica.
“…Sylvia dipinge i suoi sogni invitando anche chi osserva ad attraversarli…”
Dalla forte presenza tridimensionale alla quasi evanescenza di opere inondate di acqua a lavoro – quasi – terminato, dai caldi colori accesi carichi di forza ai morbidi toni pastello, il lavoro di Silvia Dayan è originale e sicuramente raggiunge il suo fine attraverso la contemplazione dal vivo.
Io che vivo
di vocali
che mi si strozzano in gola
che mi soffocano
ho conosciuto i colori
presagio di infinito.
Si è aperto un precipizio
Di ineffabile trasparenza.
Il silenzio del sasso
È divenuto
Un accadere di parole.
Giovanna La Vecchia





















