The Paris Review. Il libro – fandango edizioni – €29,50

Per il cinquantesimo anniversario della rivista “the Paris review”,

la fandango pubblica la raccolta completa in un libro. Un’antologia di poesie, interviste, saggi e molto altro.

“Presentare la narrativa e la poesia piuttosto che la critica” è il punto di partenza di questa rivista, che dal 1953 ad oggi continua a proporre nuovi autori che la maggior parte delle volte entrano a far parte dei grandi scrittori del nostro tempo.

“…ci sono nell’aria segnali che fanno pensare che questa generazione possa produrre e produrrà una letteratura all’altezza di quella di qualsiasi epoca passata” profetizza Bill Styron nella sua introduzione.

I nomi ci sono: Carver, Barthelme, Updike, Nabokov, Richler, Wallace, Lethem, Capote, Borges, Faulkner, Burroughs, Calvino, Pound, Vonnegut, Sontag, Eco, Oates, Auster, Roth, Garcia Marquez, Ginsberg, Eugenides, Kerouac e tanti altri ancora. C’è inoltre una raccolta di interviste agli stessi autori sull’arte di scrivere.

Un buon punto di partenza, o un ottimo approfondimento. Un paio di chili di libro che ingabbia le migliori menti del nostro secolo.

“Qual è l’impulso ultimo alla scrittura? Che tutto questo un giorno sparirà. La sola cosa che resterà saranno la prosa e le poesie, i libri, quello che sta scritto. L’uomo è stato molto fortunato a inventare il libro. Senza di esso il passato svanirebbe del tutto, e ci lascerebbe senza niente, nudi sulla terra“.

James Salter, numero 127, 1993.

“l’esperienza mi ha insegnato che i ferri del mestiere di cui abbiamo bisogno sono la carta, il tabacco, il cibo, e un goccio di whisky.”

-       “bourbon, intende?”

“no, non sono così pignolo. Tra lo scotch e il nulla, sceglierò lo scotch.”

“Sogna e spara sempre più in alto delle tue possibilità. Non preoccuparti soltanto di superare i tuoi contemporanei e predecessori. Prova a superare te stesso. Un artista è una creatura guidata da demoni. Non sa perché lo abbiano scelto, e di solito lui è troppo occupato per chiederselo. È completamente amorale e ruberà, prenderà in prestito, elemosinerà qualsiasi cosa da chiunque per portare a termine il proprio lavoro”.

“…se uno scrittore fosse costretto a derubare la madre, non esiterebbe; l’”Ode su un’urna greca” vale un numero illimitato di anziane signore”.

William Faulkner, numero 12, 1956.

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