Sgradevole è bello. Il mondo nel cinema di Todd Solondz – Diego Mondella – Pendragon – €14

Da Happiness sino al recentissimo Perdona e Dimentica (andatelo a vedere!), il cinema di Todd Solondz (Newark, 1959) rappresenta una delle esperienze più innovative e rigorosamente indipendenti all’interno del cinema americano contemporaneo. Film difficili i suoi, soprattutto per le tematiche affrontate, che riguardano essenzialmente nuclei familiari in crisi, famiglie borghesi che sono l’altra faccia della medaglia di un sogno americano puntigliosamente decostruito, ridicolizzato e smontato pezzo per pezzo. Secondo una felice definizione del regista Davide Ferrario, i film di Solondz raffigurano la famiglia “normale” come “un’istigazione a delinquere”.  E non sorprende che tale definizione venga da uno studioso di Rainer Werner Fassbinder, quale Ferrario è. Se si vogliono apprendere due o tre cose sulla famiglia, va infatti assolutamente visto Perché il Signor R. è diventato matto? (1970), opera tra le più sconvolgenti di Fassbinder.

Il film più famoso di Solondz è sicuramente Happiness (1998), vera e propria pietra dello scandalo per il modo “inusuale” in cui viene trattato un tema come la pedofilia (anche se Happinness non è un film sulla pedofilia). La particolarità dell’approccio di Solondz sta nell’applicare anche in questo caso una regola drammaturgica tutto sommato abbastanza semplice: il cattivo, sul grande schermo così come nelle opere di finzione in generale, va descritto mettendoci almeno un po’ di empatia se si vuole stimolare partecipazione e comprensione nello spettatore, anche di fronte a terribili misfatti. E così il dottor Bill Maplewood, psicologo per la precisione, al centro di una vicenda di pedofilia nella pellicola, ci è mostrato per quello che è: non un mostro con tre teste e tentacoli vari, ma una persona all’apparenza del tutto “normale”, professionista stimato e padre di famiglia (anche se, al pari del Signor R., non del tutto immune da pulsioni violente, come ci mostra una fortissima sequenza onirica in cui il dottore armato di mitra spara sulla folla).

Ma, ripetiamo, al centro della poetica di Solondz va posto sicuramente il nucleo familiare in tutte le sue sfaccettature, con una particolare tendenza ad assumere un punto di vista adolescenziale. Si prenda, ad esempio, Palindromes (2004), pellicola mai distribuita in Italie, un folgorante poema in nove episodi in cui la protagonista, Aviva, è un’adolescente (che di episodio in episodio cambia età aspetto e razza) ossessionata da un desiderio di maternità ingenuo quanto folle. Il film, una sorta di road-movie pervaso da una gelida ironia, affronta tutta una serie di turbe legate alla giovane età della ragazza, innanzitutto quelle legate al sesso, usando un linguaggio assolutamente non convenzionale. Tra fondamentalisti anti-aborto e ebrei ultra liberali, tra motel, autostrade e improbabili “comuni”, Solondz come al solito ci dice dell’incomunicabilità di due mondi, quello dei cosiddetti adulti e dei cosiddetti adolescenti, destinati a vedersi senza mai guardarsi.

Tutto per questo per dire che la casa editrice Pedragon ha appena pubblicato Sgradevole è bello. Il mondo nel cinema di Todd Solondz, volume dedicato al regista di Fuga dalla scuola media, scritto da Diego Mondella. Prima d’ora non esistevano monografie “solondziane”, e quindi il merito di Mondella risiede prima di tutto nell’aver colmato questa lacuna. Il libro è molto ben fatto, una buona introduzione all’opera del regista americano i cui film, come accennato, non sempre hanno trovato distributori nel nostro paese. Forse proprio a causa della “cattiva” fama di Solondz, che a partire da Happiness è stato al centro di furiose polemiche per via del suo sguardo non conforme. Il limite di questo libro, come del resto sottilmente evidenziato nell’introduzione di Mario Sesti, sta forse nel soffermarsi troppo su alcune problematiche, come la pedofilia, cercando di fornire una sorta di pubblica difesa di Solondz citando psicologi e studi scientifici che appesantiscono un pochino la trattazione. Molto interessante è invece l’intervista dello stesso Mondella al regista, in cui Todd Solondz, in occasione della presentazione veneziana del suo ultimo film, ci parla del suo modo di lavorare – scrittura, direzione degli attori, riprese – e dei suoi film passati e futuri.

Buona lettura!

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