ODDIO L’ESTATE – SABATO 19 GIUGNO, DALLE 20,30

Curiosi Altroquandiani,
è caricato a pallettoni che mi trovo ad invitarvi a un superevento che si pone all’inizio dell’estate,
una megafesta che stiamo organizzando in un posto altro,
che mi auguro possa essere veramente una grande serata.
La location è un loft, tanto originale quanto spettacolare nell’aspetto, pensato e costruito dal mio zio matto, già ideatore di tutto quello che di metallico vedete in Altroquando e Anderquando. Tanto spazio dentro e tanto spazio fuori.
La ricetta è semplice.
Musica del vivo dalle 21.00 alle 2 di notte, con tre diversi gruppi che si alterneranno nel corso della serata e che tenderanno a farvi scatenare sempre di più e di più.
Una mostra di quadri, una mostra di foto.
Ottime birre alla spina scorreranno a fiumi.
Vino rosso, vino bianco.
E il mojto, fatto con la menta raccolta dalle piante de er zio.
Qualche stuzzichino da mangiare e… il Real Italian Hot Dog (?), un panino dalle dubbie qualità nutritive, ma bbono assai.
Per entrare si pagherà 10€, che vi daranno diritto alla prima consumazione. Un obolo che ci consente di proporvi una serata musicale di alta qualità.
Che altro dire? Arrivati a 200 ingressi chiuderemo l’entrata.
Da oggi potete già acquistare il biglietto ad Altroquando, se volete essere sicuri del vostro posto o preferite evitare possibili file all’entrata.
E’ la prima serata del genere che organizziamo,
spero gradirete
a presto
Al.
p.s. Se ce l’avete, portate una piscina
Sabato 19 giugno dalle 20,30
via naide 42
Oddio l’estate
live music from 21.00
entrata 10€ con consumazione
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Il Maestro Stefano Lenci è una delle figure musicali più inquietanti e paradossali del panorama musicale italiano. E di figure musicali ne ha fatte veramente tante. Pianista dal talento cristallino ha nel suo repertorio tutto. Tranne il Califfo. Malgrado ciò la sua carriera è costellata da significativi successi di pubblico e di critica per non parlare degli insuccessi. Sostiene di aver suonato con Mazinga e l’ispettore Derrick (malgrado le loro età siano così diverse). Celebri i suoi slogan con cui è riuscito ad avvicinare alla sua arte anche un pubblico meno colto dal punto di vista musicale, qui ne ricordiamo uno per tutti: “Me ne renno conto. Estremamente”.
Cosa suonerà il 19? Noi non lo sappiamo. Lui nemmeno.
21.00 Stefano Lenci – Pianoforte e voce (alternati…)
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Scaramanouche swing da camera, per tutte le occasioni!
Ingredienti: swing, umorismo, café chantant, manouche, rock, funk, musica sinfonica, musica da camera, anni ‘30, umorismo, frank zappa e slapstick comedy.
Shakerare per un’ora, servire fresco.
Negli anni ’30 del ‘900 Django Reinhardt, grande chitarrista tzigano unisce lo swing alla enorme tradizione della musica zingara, nasce il jazz manouche reso celebre dal quintetto “Hot club de France”.
Indicato per:
- attraenti signore in dolce attesa; favorisce lo sviluppo intellettivo del pargolo – giovani e attraenti signorine; favorisce lo sviluppo del musicista
- ricche e generose signore; favorisce il benessere del musicista
- tutto il resto del pubblico; dona un placido senso di benessere variegato di buonumore è indicato pel bambino e per l’adulto
22.30 Scaramanouche
Augusto Creni – chitarra
Egidio Marchitelli – chitarra
Lucio Villani – contrabbasso e voce
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Mitica band capitolina con un seguito sempre più numeroso:
Il Balla (Bah) suona chitarre da quando può. Il Maschio (Mah), scrive testi e canzoni già dalla prima preadolescenza – fogli che scomparvero poi insieme all’acne. BAHBOHMAH nasce dall’incontro serendipico di Bah e di Mah. E Boh? Direte voi. Boh! Diciamo noi. Ne escono cose. Da uno che pensa in rock e l’altro in swing, nascono brani pop, blues, funky, reggae, ska…
24.00 BAHBOHMAH
Emiliano (bah) Ballarini – voci chitarre elettriche e acustica, flauto
Alessandro (mah) Mascolini – voci, rumours, kazoo
Primiano Di Biase – keyboards, accordeon;
Fabrizio Guarino – guitars;
Guerino Rondolone – bass, double bass;
Frank Merenda – drums.
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I quadri di Elio Altieri
Creatore della corrente tubista di cui è il primo ed unico esponente, Elio Altieri si avvale delle contaminazioni generate dalla sua attività lavorativa (consulente ed esperto nella risoluzione dei problemi e delle tecniche legate alla lavorazione del metallo ed in particolar modo alle strutture saldate) per dare vita ad originalissimi elementi di design oltre che a quadri che sono la trasposizione al tubo della opere famose dei classici, di Caravaggio, Giotto, Tiziano, Klimt. Più facile vederli che spiegarli, credetemi.
Sempre al centro Il tubo, elemento fondamentale in tutti i suoi lavori, minimalizzante ma valorizzante per la sua semplicità funzionalità e profonda essenza. Si potrebbe dire che ha “un tubo fisso”.
A chi ha voluto dare a questo elemento tubico un significato freudiano o se preferite, fallico, possiamo rispondere conoscendolo personalmente che non è di certo così, perchè se volessimo collegare la sua arte all’introspezione della sua psiche, dovremmo aspettarci di vederlo dipingere, giorno e notte, solo triangoli.
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Le foto di Federico Capurso
Si avvicina al mondo della fotografia sotto la direzione di Tommaso Sardelli, fotografo e docente di fotografia per il progetto “Laboratori Visivi – Fotografia e Formazione”e per l’Università Salesiana di Roma. Da qui, intraprende una strada di ricerca da autodidatta da cui nasce l’idea “Appartamenti di strada”. L’esposizione, figlia dell’omonimo progetto, comprende scatti in bianco e nero e a colori, le cui scene raffigurano momenti di vita quotidiana, scene da “appartamento”, trasferite però all’esterno. E viceversa, azioni legate principalmente alla vita in strada riportate ad un concetto di vita domestica. Il panorama è internazionale, con foto scattate nelle piazze e nelle vie di città italiane, europee, e statunitensi, in cui il soggetto principale è l’uomo e la sua vita: gente che balla, si fa la barba, dorme, cucina. Un tema affrontato e in alcuni casi forzato da una punta d’ironia.





















