Twin Peaks. David Lynch e la filosofia. La loggia nera, la garmonbozia e altri enigmi metafisici – di Roberto Manzocco – Mimesis – €14

Trasmessa per la prima volta negli Stati Uniti nell’aprile del 1990, e in Italia circa un anno dopo, Twin Peaks fu all’epoca un crack, una serie televisiva destinata a fare storia. Dirompente fu la novità rappresentata dalla creazione di David Lynch e Mark Frost, laddove si innestava nel tipico impianto della soap-opera (trama ingarbugliata, storie d’amore talmente complicate da rasentare l’inverosimile, doppiezza, ambiguità e tradimenti a tutto campo) una trama di stampo noir-horror, innervata dall’enigmatica visionarietà lynchiana. Com’è noto, Twin Peaks inizia col ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, locale reginetta di bellezza, e intorno a questo delitto ruota tutta la prima parte della serie. Che tenne letteralmente incollati allo schermo milioni di persone incredibilmente desiderosi di risolvere il mistero dei misteri, l’identità dell’assassino di Laura Palmer. Ci sono in Twin Peaks una serie di incredibili personaggi, tra cui spicca l’agente dell’FBI

Dale Cooper, interpretato da Kyle MacLachlan, tutti coinvolti nella risoluzione del caso e tutti, chi più chi meno, invischiati in una serie di intrighi e sottotrame che, se da una parte come detto fanno il verso alla complessità tipica delle soap (quanto meno a livello di intreccio), dall’altra contribuiscono a creare quel clima “nessuno è innocente, nessuno in realtà è come sembra”, che è uno dei tratti caratteristici della serie. Costretti dalla produzione a svelare anzitempo il nome dell’assassino, Lynch e Frost si allontanarono progressivamente dalla loro creatura. La quale di conseguenza va in crisi, principalmente a causa del calo di ascolti dovuto all’improvvido svelamento, abbandonata dal pubblico e dai manager televisivi. Nonostante un’ultima puntata in cui Lynch rimescola tutte le carte e getta le premesse per nuovi episodi, la serie venne quindi bruscamente, e definitivamente, interrotta.

Twin Peaks. David Lynch e la filosofia. La loggia nera, la garmonbozia e altri enigmi metafisici, di Roberto Manzocco, Mimesis, €14, cerca di interpretare alcuni degli interrogativi posti dalla serie alla luce di teorie filosofiche. In sostanza Manzocco individua, a ragione, una corrispondenza tra un certo misticismo orientale e il pensiero lynchiano. L’autore sostiene che i film di David Lynch, proprio a partire da Twin Peaks e fino all’ultimo Inland Empire, al di là dell’apparente oscurità mettono in scena un mondo governato da forze misteriose ed enigmatiche, i cui atti vanno oltre ogni umana comprensione. Talora queste forze si palesano, si mostrano dinanzi agli uomini di cui dispongono, e loro principale caratteristica è una certa sinistra ambiguità morale. Se il mondo si regge sulla contrapposizione bene – male, queste figure si incaricano di sparigliare le carte e di rendere sempre più labili i confini tra i due concetti. Ad esempio, in Twin Peaks, il Gigante che appare in sogno all’agente Cooper e che poi ritroveremo all’interno della Loggia Nera è davvero un personaggio positivo come sembra? E il Nano, l’Uomo Da Un Altro Posto che pure abita le visioni di Cooper, è egli stesso malvagio o risponde a logiche di un diverso tipo? Come suggerisce Manzocco, le azioni di queste entità non vanno interpretate secondo gli schemi consueti, essendo oscuri i loro scopi, oltre qualsiasi comprensione e definizione univoca di morale.

Manzocco fa quindi precedere all’analisi vera e propria di Twin Peaks una parte introduttiva in cui cerca di delineare il retroterra culturale e filosofico di Lynch e Frost. Gran parte della trattazione è riservata alle teorie e tecniche di meditazione trascendentale care a Lynch, le cui origini vanno ovviamente fatte risalire alla filosofia e religione induista. Lo scopo dell’autore, in questa prima parte del testo, è quindi fornire delle chiavi interpretative, delle suggestioni in compagnia delle quali potersi addentrare con profitto nei luoghi più oscuri di Twin Peaks. Viene introdotto, tra gli altri, il concetto di mana, che semplificando sarebbe la capacità del divino, o del maligno, di essere e manifestarsi in ogni cosa, anche negli oggetti inanimati, sotto forma di energia. Si fa derivare da questo concetto l’ossessione lynchiana per i cani o per l’elettricità, di solito presagio di eventi sinistri. E come non pensare, sempre a proposito di oggetti inanimati dotati di strane proprietà,  a La Signora Ceppo, altro mitico personaggio della serie televisiva?

Una volta gettate le premesse, l’autore si avventura in un analisi di Twin Peaks che si sofferma sugli episodi più ambigui, non a caso quelli diretti da Lynch stesso. Luoghi come la Loggia Nera, personaggi come l’Uomo Da Un Altro Posto, scene come quella dei sicomori: eventi imperscrutabili e misteriosi di cui si ipotizza una lettura forti delle teorie esposte nelle pagine precedenti. Il pregio maggiore del libro di Manzocco, però, è la volontà di non far aderire completamente la teoria alla creazione artistica lynchiana. In altre parole, l’autore non si fa prendere la mano dall’ermeneutica, fermandosi laddove interpretare significherebbe forzare il testo. Per ammissione dello stesso Lynch, nel processo di creazione eventi, oggetti e situazioni a volte sono semplicemente frutto del genio, dell’ispirazione o semplicemente del caso, senza che questi celino chissà quale significato nascosto . Twin Peaks non fa eccezione in questo, basti pensare che una delle creature più terrificanti della serie, Bob, è interpretato da un non-attore trovatosi per caso all’interno di un’inquadratura, riflesso in uno specchio.

Partendo da Twin Peaks, per concludere, Manzocco analizza poi i film che Lynch ha girato dopo la serie: Fuoco cammina con me (prequel della serie televisiva), Strade Perdute, Mulholland Drive, Inland Empire (viene volutamente ignorato Una Storia Vera, non certo per motivi estetici ma perchè poco funzionale al discorso, data l’atipicità che rappresenta nella filmografia lynchiana). Dei quattro film sostanzialmente viene fatta la sinossi, evidenziando quei momenti che si connettono al mondo di Twin Peaks. Mondo che è poi quello lynchiano, caratterizzato da una forte spiritualità, abitato da esseri grotteschi e inquietanti, avvolto nell’oscurità, governato dal mistero…

Twin Peaks. David Lynch e la filosofia. La loggia nera, la garmonbozia e altri enigmi metafisici, di Roberto Manzocco, Mimesis, €14

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