Corso di scrittura creativa @ anderquando
Cari lettori e bevitori di birra,
magari vi stavate chiedendo se avremmo mai avuto voglia di organizzare un corso di scrittura creativa in anderquando (magari anche no, ma magari sì). Ora, organizzarlo parole grosse, ma insomma ecco che con il prezioso ausilio di Andrea Cotti veniamo a proporvi un vero e proprio Corso [di] Scrittura Creativa che ha un sacco di pregi. Primo, costa poco: con 100 € vi fate un viaggio nei segreti della scrittura e insomma, non so se sul mercato se ne trovano a di meno. Secondo, è breve! Questa promenade nei meandri dell’arte narrativa è condensata in soli cinque incontri di due ore ciascuno (sotto accuratamente descritti) e con intensa levità dissigillerà come la neve al sole le vostri menti di aspiranti scriba. Terzo: è in anderquando, sarete circondati di deliziose birre e non è poco. Quarto: comincia tra poco, quasi subito. Il 5 marzo. Ed è qui la nostra sfida (non ve l’avevamo detto ma c’è anche la sfida, come in tutte le vicende più sugose della vita) si parte se si arriva al numero minimo di 10 iscritti. Allora, ci state? Avanti che aspettate, se vi intriga fatevi sotto!
[il corso, se parte, avrà luogo dalle 18:00 alle 20:00 di ogni lunedì a partire dal 5 marzo, seguitando per 5 lunedì]
THE PROGRAM
1) L’incipit. Come trovare un’idea, come cominciare a costruire una storia. Un attacco folgorante.
Le idee non stanno nascoste chissà dove, sono già qui, già attorno a noi. Imparare a osservare le cose che ci circondano, e le persone, per trovare spunti narrativi. Imparare a usare le parti della nostra vita, della nostra biografia, che possono essere interessanti. Usare tutti i materiali a nostra disposizione – cinema, giornali, internet, altri libri – per trovare gli elementi di una storia. Iniziare a combinare quegli elementi. E se è vero che noi per primi scegliamo un libro sfogliando le prime 10 pagine, imparare a scrivere quelle prime 10 pagine in modo che un lettore altro decida di scegliere un nostro racconto.
2) Il personaggio. Costruire un personaggio. Dettagli, caratteristiche, linguaggio. L’arco del personaggio, la sua evoluzione, il suo cambiamento.
Quasi sempre, ci appassioniamo a un romanzo quando ci appassioniamo ai personaggi. Imparare a costruire un personaggio rubando dalla realtà. Fare in modo che quel personaggio non sia stereotipato, ma anzi credibile, e soprattutto vivo. Definire le caratteristiche di quel personaggio: l’aspetto fisico, come si veste, come parla, i tuoi tic – fisici o linguistici – e le sue passioni, cosa ama e cosa odia. I personaggi, come le persone reali, nel tempo di un racconto o di un romanzo, non restano sempre uguali a se stessi, ma evolvono. A volte, addirittura, si trasformano. All’interno di un racconto, dunque, sapere raccontare il cambiamento del personaggio – il suo arco narrativo.
3) Il plot. Costruire la trama di una storia. Rendere interessante il racconto. Gli snodi fondamentali, l’uso del colpo di scena. La chiusura.
La costruzione di una trama avviene – fondamentalmente – compiendo delle scelte. Una volta trovato uno spunto, e un personaggio, questo personaggio si trova davanti a varie opzioni. Sta a noi, di volta in volta, scegliere l’opzione narrativamente più stimolante. Trovare gli eventi (plot-points) capaci di fare avanzare la narrazione. Trovare gli eventi che rivoluzionino la narrazione (turning-points). Decidere quali informazioni dare al lettore, e di conseguenza calibrare i colpi di scena. La scelta tra tensione e colpo di scena. Riuscire a trovare un finale che non solo funzioni e chiuda tutti i fili narrativi, ma che sia il finale perfetto per quel racconto.
4) Lo stile e il dialogo. Trovare un proprio linguaggio, una “voce” personale. L’uso dei tempi verbali. Il rapporto tra stile e racconto. Costruzione di un dialogo. Il ritmo, la “lingua”, la verosimiglianza.
Uno scrittore diventa tale quando arriva a possedere una propria “voce” riconoscibile dalle altre. Trovare questa “voce” lavorando sul proprio stile fino a renderlo il più possibile personale. La scelta delle parole, degli aggettivi, dei tempi verbali. La costruzione delle frasi. Ipotassi o paratassi. Modellare il proprio stile sulla storia che si vuole raccontare. Trovare un ritmo nella propria scrittura, e trasportare questo ritmo nei dialoghi. Adattare il ritmo dei dialoghi al contesto. Sforzarsi di rendere i dialoghi credibili. Cercare nella lingua scritta – e, appunto, in particolare nei dialoghi – una verosimiglianza con la lingua parlata.
5) La revisione, l’editing (e i rapporti con l’editoria). Scrivere e riscrivere. La ri-costruzione di un testo. Preparare un testo per gli editori, il rapporto con gli editori stessi, gli agenti letterari, i diritti d’autore, etc.
Scrivere una storia e soltanto il primo passo di tanti altri. Subito dopo, occorre rimettere mano al proprio lavoro. Saperne individuare i punti deboli e correggerli. Rimontare la storia, tagliare parti, riscriverne altre. Preparare un testo “corretto” dal punto di vista formale per presentarlo agli editori. Mandare il testo agli editori, e come sceglierli. Depositare o no il testo alla SIAE. Trovare un agente letterario. Trovato un editore, il rapporto con l’editor, sapere riscrivere, di nuovo, la propria storia. Compromessi. Cosa salvare del proprio testo, cosa cambiare. Sapere scegliere per cosa vale la pena lottare e su cosa invece lasciarsi guidare. Integrità del nostro lavoro e esigenze editoriali.























