La separazione del maschio – di Francesco Piccolo – 11€

La confessione del maschio, la dichiarazione semplice, chiara e universale di come la maggior parte degli uomini la pensa. È così, non potrebbe essere diversamente. Non è tradimento. È proprio un’altra cosa.

Un libro che la tua donna non dovrebbe mai leggere o che tutte le donne dovrebbero leggere. Sono ancora indecisa. Per ora aspetto il finale felice.

Quando Teresa se n’è andata, c’ho messo poco più di un minuto a capirlo. Non c’era nessun segno visibile che fosse andata via, la casa era come tutte le volte quando torno dopo essere andato a prendere Beatrice a scuola. Qualche volta Teresa è in casa, qualche volta no. Beatrice ha urlato come sempre dall’ingresso: c’è qualcuno?, e non ha risposto nessuno. Ma il silenzio dopo la domanda di Beatrice, una specie di tensione che era rimasta nella casa vuota, un particolare buio nel corridoio nonostante fosse ancora giorno, ogni segno quotidiano era allo stesso tempo identico agli altri giorni e profondamente diverso. Non so come succede, ma le case mostrano subito una piccola cicatrice se qualcuno che è uscito ha deciso di non tornare. Così, ho capito subito. Beatrice no, direi. Capita spesso che torniamo a casa lei urla: c’è qualcuno? – e non c’è ancora nessuno. Sono tornato in camera sua e con calma le ho chiesto cosa volesse per merenda e ho ottenuto che mangiasse dei biscotti così non dovevo prepararle nulla. Le ho dato i biscotti. Poi ho aperto l’armadio per guardare; ma se Teresa non fa come nei film, dove quelli che se ne vanno prendono tutti i vestiti che c’erano e lasciano l’armadio completamente vuoto, io non so se ne ho preso soltanto qualcuno. Eppure, ormai ero sicuro che se ne fosse andata.

La prima cosa che ho fatto, quando ho capito, è stata prendere il telefonino, cercare nella rubrica il nome di Andrea e avvertirlo in tempo per permettergli di trovare un sostituto, altrimenti si sarebbero trovati in campo con uno in  meno, una cosa spiacevole nelle partite di calcetto, capace di rovinare la serata, perché stanno un sacco di tempo ad aspettare che arrivi, poi provano a chiamarti, alla fine si arrendono e cercano inutilmente un sostituto sul posto; così la tua squadra deve giocare con uno in meno e la partita viene snaturata: tutti giocano in modo svogliato, distratto, malinconico.
Solo dopo ho provato a chiamare Teresa ma il telefonino era staccato.[…]

[…] Ho pensato che da quel momento in poi, dalla sigla dell’Almanacco di quella sera, avrei potuto non essere più un uomo sposato, e la prima risposta che si è materializzata nella mia testa è stata la seguente: posso finalmente scoparmi Alessandra. […]

[…] Comunque, anche se so che è assurdo, Beatrice dice che come le faccio io, le uova strapazzate, non le fa nessuno. Dice così perché è il primo sapore di uova strapazzate che ha sentito e quindi tutte le altre non sono soltanto diverse, portano la colpa di non essere queste. Il segreto che abbiamo adottato insieme, io e Teresa, per pigrizia, è stato quello di rendere più democratiche le pietanze. Con i bambini è molto facile fondare delle regole in cui possono credere senza dubbi. Provengono dal nulla e tutto davanti a loro deve essere fondato da capo. Le abbiamo fatto credere che le uova strapazzate fossero una prelibatezza, la pasta in bianco con l’olio fosse una prelibatezza, la pastina con il dado knorr fosse una prelibatezza. Così facciamo presto e lei è pure contenta. Se una sera torniamo tardi a casa  oppure non abbiamo voglia, le diciamo con occhi luccicanti: sai cosa facciamo stasera? E lei risponde: uova strapazzate!, oppure: pasta in bianco!, oppure: pastina in brodo! Risponde con esaltazione. È convinta che sia una serata speciale e noi ci chiediamo sempre come reagirà quando, da grande, scoprirà che era praticamente una truffa. (“sono diventata direttore d’orchestra in seguito ad una grande delusione: i miei genitori mentivano sul dado knorr”).

La separazione del maschio, di Francesco Piccolo, Eianudi, 11€

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