Altroquando 24mag12

Altroquando 24mag12

Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi.
S.L.


[sopra un mio ritratto]

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Questa è una storia seria altroquandiani,
oggi è entrato un tizio qui dentro, un tale con le basette sfatte e l’aria da puzzone, una vera aria da zozzone di provincia, è entrato e ha preso un tomo. Uno di quelli invendibili. “Gödel, Escher, Bach”, cristo santo. Non volevo crederci. Bighellona un po’, il sallucchione, gigioneggia col volume, me lo porta in cassa. Lo voglio regalare a mio cugino, il pianista. Pensi che possa interessargli? Ti spacco la testa lurido grassone se non levi le mani unte di maionese da quel vasetto di parole magnetiche, avrei voluto dirgli e invece No, ho detto, guarda, anzi, sì, potrebbe interessargli, certo, è il libro che fa per lui. Ma scusa, che mi avevi chiesto? No, ecco, di che parla? Guarda ignobile sacco di letame che se un’altra goccia di ketchup cade su quella copia dei Babablibri ti estraggo il cervello con un uncino dal naso, ma – a questo punto avrete capito il trucco – non è quello che ho effettivamente detto, che invece più o meno suonava Sinceramente non l’ho mai letto, stranamente, ma dai, guardiamo su Wikipedia… ecco guarda dice che ‘Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante, talvolta abbreviato in GEB, è un celebre saggio di Douglas Hofstadter, pubblicato la prima volta nel 1979 per Basic Books e vincitore di un Premio Pulitzer. …’, sì, insomma, se tuo cugino si interessa di musica certamente farà per lui. Va bene – ha chiosato l’avventore – lo prendo. Andrà bene a mio cugino, o gli piace o si fa passa’ la voglia de fa l’intellettuale. D’accordo (trippone) ho detto io, vuoi che lo incarti? Incartalo pure, è un regalo. Lo incarto quindi, viene 20 euro. Ma posso cambiarlo, se l’ha già letto? Se ce lo porti incellophanato te lo cambio, ma presto. Ok. Ok. Incarto. Ma non copri il prezzo? Vado a coprire il prezzo e una volta coperto il tricheco sfogliando le pagine di un’altra copia di “Gödel, Escher, Bach” No, mi dice, ci ho ripensato. È troppo tecnico, non andrà bene. A questo punto ho preso la pistola che porto sempre nella tasca interna della giacca e gli ho sparato. E no, non c’è nessun espediente retorico. Gli ho fatto un bel buco nella testa, e poi l’ho trascinato di sotto, l’ho fatto a pezzi e l’ho messo nel frigo. È piccolo il frigo, le parti che non entravano – scapole, stinchi, un ginocchio e la sezione del cranio – sono finite nel sacco dell’indifferenziata, le butto stasera. Vediamo se torna a fare questo giochetto di farmi impacchettare “Gödel, Escher, Bach”, il poveretto.
No vabbè dai non l’ho fatto davvero.
Oppure sì?

Ps. Per l’americana che ci ha lasciato la carta di credito First Fidelity Bank in gentile e folle omaggio: ehi cara, è qui, se per caso ti arriva la newsletter passa che te la ridiamo!

Pps & N.B. Come l’ho evocata l’amica americana è tornata e le ho reso la sua carta. Questa newsletter esaudisce i desideri e fa i miracoli, un po’ come la Madonna di Civitavecchia. True story.

[Se volete dunque scrivetemi i vostri desideri, li inserisco nel prossimo comunicato, quindi contattatemi privatamente per il versamento IBAN]

V29

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da mercoledì a sabato (ad libitum)
dalle 19 alle 21
il 3 x 2
Paghi 2 birre e ne bevi 3.

Tanto vi basti.

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venerdì 25
18.00
3×2 + “Clint Eastwood”, a cura di Alessia Cervini e Alessandro Canadè

Dalle 18.00 presentazione del libro, a seguire proiezione di Un mondo perfetto (1993), e in ogni caso

“Fate molto male a ridere”.

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venerdì 25
21.30
Lenci & Fiaschi LIVE

Stefano Lenci – piano
Daniele Fiaschi – chitarra

Signori, abbiamo qui due mostri pagani della musica moderna e in questi casi è impossibile sbilanciarasi su cosa, di preciso, accadrà.
Ma c’è il rischio di assistere ad una grande serata, in cui i due, probabilmente, suoneranno.

Non prendere Lenci per Fiaschi,
solo Altroquando è il posto tosto senza mosto
(ma con luppolo)

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sabato 26
19.00
“Se ti abbraccio non aver paura”, di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos)

I ragazzi del liceo Giulio Cesare di Roma presentano il novello capolavoro di Fulvio Ervas in quello che si presume un tripudio di giuovini, scrittori, librai e genitori in sollucchero. Inoltre allego stralcio di conversazione sul tema rubato al dialogo tra due librai:

«È un capolavoro assoluto compratevelo tutti quanti, in massa, al chilo».
«Tu l’hai letto?».
«No».

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domenica 27
dalle 18.30
Black Tangle dj-set

Dicono loro stessi di loro:

Seppur di recente formazione, Black Tangle ha selezionato primizie di matrice black e afro già in diversi locali della capitale (Sinister Noise, Town House, Without Club, Ke Nako) destando stupore per il forte impatto energetico del suo dj-set.

Stasera, 27 maggio, Black Tangle vi farà muovere il collo come piccioni, con un dj-set ipercalorico ad alto tasso voltaico.

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Ed ecco intanto scoprirsi trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella campagna; e tosto che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: «La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente. — Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d’essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.» Detto questo, diede de’ sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non giganti, quelli che andava ad assaltare. Ma tanto s’era egli fitto in capo che fossero giganti, che non udiva più le parole di Sancio, né per avvicinarsi arrivava a discernere che cosa fossero realmente; anzi gridava a gran voce: «Non fuggite, codarde e vili creature, che un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia.» In questo levossi un po’ di vento per cui le grandi pale delle ruote cominciarono a moversi; don Chisciotte soggiunse: «Potreste agitar più braccia del gigante Briareo, che me l’avete pur da pagare.» Ciò detto, e raccomandandosi di tutto cuore alla Dulcinea sua signora affinché lo assistesse in quello scontro, ben coperto colla rotella, e posta la lancia in resta, galoppando quanto poteva, investì il primo mulino in cui si incontrò e diede con la lancia in una pala. Il vento in quel mentre la rivoltò con sì gran furia che ridusse in pezzi la lancia, e si tirò dietro impigliati cavallo e cavaliere, il quale andò a rotolare buon tratto per la campagna. S’affrettò Sancio Pancia a soccorrerlo quanto camminava il suo asino, e quando il raggiunse lo trovò che non si poteva movere; così fieramente era stramazzato con Ronzinante. «Dio buono! Proruppe Sancio, non diss’io alla signoria vostra che ponesse mente a ciò che faceva, e che quelli erano mulini da vento? Li avrebbe riconosciuti ognuno che non ne avesse degli altri per la testa. — T’acqueta, amico Sancio, rispose don Chisciotte; le cose della guerra sono più delle altre soggette a continuo cambiamento; massimamente perché stimo, e così senza dubbio dev’essere, che il savio Frestone, il quale mi svaligiò la stanza e portò via i libri, abbia cangiati questi giganti in mulini per togliermi la gloria di restar vincitore; sì dichiarata è l’inimicizia ch’egli mi porta! Ma alla fine dei conti non potranno prevalere le male sue arti contro la bontà della mia spada. — Faccia il signore quello che sia per il meglio,» rispose Sancio Pancia, e l’aiutò ad alzarsi ed a montare sopra a Ronzinante che stava mezzo spallato.

Miguel de Cervantes Saavedra, Don Chisciotte della Mancia (Einaudi).

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non te ne pentirai (forse)

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