Altroquando 31mag12

Altroquando 31mag12

AVVISO: Poiché le boe che segnalano le secche sono spesso fuori posto, si raccomanda ai naviganti di stare in guardia quando rasentano queste coste.

G.D.

[Dino, il cane sbarazzino]

Altroquandiani questa è una storia vera.
Stasera a un certo punto c’erano due ragazze in libreria. Come elemento narrativo inserirò anche un cane, Dino. Che in realtà non c’era, o forse non esiste. O forse esiste nella newsletter nel momento che lo nomino, o non lo so, sticazzi. Comunque c’erano queste due tizie, in libreria, e nel racconto c’era un cane, Dino. La ragazza senza il cane ha detto all’amica, la proprietaria nonché amante – si deduceva dagli incrociati sguardi – del bel cagnone, le ha detto proprio così «L’hai letto questo, m’ha fatto ride un sacco, è da matti proprio…». La padrona di Dino non ha risposto un cazzo, ha preso il libro, hanno bighellonato un po’ e l’ha rimesso a posto. Un altro giorno (l’altroieri) un tizio ha preso lo stesso libro è venuto dritto in cassa l’ha comprato e se n’è andato. Io ho detto col tono di quello che ti dà un po’ del deficiente: «Quindi prende questo?». E lui «sì», e l’ha preso. Poi un altro giorno ancora è venuto un po’ in incognito e un po’ no un noto genio blelerino (ora non vi sto a spiegare), e ha preso lo stesso libro – c’era una sua amica che aveva intenzione di avviare un’attività in un certo settore, si è giustificato – e me ne ha chiesto un altro in consiglio (gli ho consigliato “Pesca al salmone nello Yemen”, se v’interessa*), li ha comprati tutti e due e se n’è andato. Queste storie di lettori finiscono sempre con loro che se ne vanno. Un’altra volta ancora c’erano in libreria due amici miei e due normali, sconosciuti, avventori. I miei stupidi amici hanno deciso di mettere in mezzo l’ignoto lettore, di fargli un po’ una supercazzola e insomma hanno preso sempre quello stesso libro dicendosi a vicenda frasi come «Ma l’hai letto questo?» «Eh sì, è proprio da paura!» «Forse dovremmo regalarlo a qualcuno» «Dovrebbero leggerlo tutti!» e via discorrendo come i due perfetti coglioni che sono, fino a che il malcapitato avventore cedendo – non senza mancare di sottolinearlo – al maldestro tentativo di messa in mezzo ha preso il fottuto libello e me ne ha chiesto consiglio. Io l’ho naturalmente sconsigliato «È un saggio, lasci perdere, roba tecnica», al che lui ha mollato la presa, riposto il libro e rinunciato a comprarlo. Ora tutta questa serie di aneddoti francamente senza senso potrebbe acquistarne uno se vi rivelassi il titolo del libro in questione (cosa che, ci potete giurare, di certo non farò). Ma vi dirò che ne sono l’autore, e che no, non sono un buon venditore di me stesso.

* A un certo punto mi ero messo in testa di finire le copie di questo titolo prima che uscisse il film – che razza di fissazione priva di senso (che poi le ho spinte tutte e in effetti so’ finite) (che sfide da completo demente). Anche su questo particolare mi unisco alla vostra auspicata diffusione di un sonoro “Sticazzi”..

V29

_________________________________

da mercoledì a sabato (ad libitum)
dalle 19 alle 21
*il 3 x 2
Paghi 2 birre e ne bevi 3.

Le birre rispetto alla passata settimana sono cambiate tutte, tranne una.
Come and see. O come and sea, la versione che preferisco attualmente.

* [sento sempre che non l'avrò ripetuto abbastanza mai]

_________________________________

venerdì 1
19.00
3×2 + “Brutta storia”,di Jacopo Lubich [Round Robin]

Bella presentazione?

_________________________________

venerdì 1
21.30
Caporilli, Lenci, Pintus @AnderQuando

Godereccio repertorio di brani italiani riarrangiati da Lenci + altri targati Caporilli + sorprese varie

Camilla Pintus – voce
Mario Caporilli – tromba
Stefano Lenci – piano

_________________________________

Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso con la mia famiglia nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale del’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina, non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato vari amici a dividere i capitoli con loro. Soltanto con immensa fatica, e usando una notevole astuzia, sono riuscito a salvare alcune pagine sparse che ho dedicate esclusivamente agli animali.
Nelle pagine che seguono ho cercato di dare un quadro preciso e tutt’altro che esagerato dei miei familiari; essi sono rappresentati come li vedevo io. Per spiegare alcuni dei loro tratti più strambi, comunque, mi sento in obblligo di precisare che nel periodo in cui stemmo a Corfù eravamo tutti molto giovani: Larry, il più grande, aveva ventitré anni; Leslie diciannove; Margo diciotto; mentre io ero il più piccolo, avendo appena toccato il tenero e impressionabile traguardo dei dieci anni. Non siamo mai stati molto sicuri dell’età di mia madre per il semplice motivo che lei non riesce mai a ricordarsi la sua data di nascita; posso dire soltanto che era abbastanza avanti negli anni da avere quattro figli. Mia madre vuole anche ch’io dica che è vedova, perché, come ha osservato acutamente, non si sa mai che cosa può pensare la gente.
Per condensare cinque anni di eventi, osservazione scientifica e vita felice in qualcosa che fosse un po’ meno lungo dell’Enciclopedia Britannica sono stato costretto a incastrare, sfrondare e innestare, sicché resta ben poco della cronologia originale.
[...]

Finalmente, sbadigliando e stiracchiandoci, riportammo tutta la nostra roba giù alle barche. Raggiungemmo a remi l’imboccatura della baia e poi, mentre Leslie armeggiava col motore, ci volgemmo aguardare Antiniotissa. I gigli erano come un campo di neve sotto la luna, e il cupo sfondo di ulivi era punteggiato dalle luci delle lucciole. Il fuoco che avevamo calpestato ben bene prima di andarcene splendeva come un blocco di granati accanto al bordo dei fiori. «Senza dubbio è un posto… ehm… molto bello» disse Theodore con immensa soddisfazione.
«È un posto splendido,» disse mamma, e poi gli concesse quella che per lei era la più alta onorificenza «vorrei essere sepolta qui».

Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali (Adelphi).

______________

Per info, rispo e curiositescion comunica@altroquando.com
piaciaci su facebook: http://www.facebook.com/altroquando.lib.pub
e/o stwitteraci: https://twitter.com/#!/altrolibpub
non te ne pentirai (forse)

Scrivi un commento

Devi accedere al sito per inserire un commento.