Altroquando 14giu12

federico
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Altroquando 14giu12

Ho preso lezioni di lettura veloce e adesso sono capace di leggere Guerra e Pace in venti minuti. Parla della Russia. W.A.

[Sopra un fotogramma del posto dove mi aspetto di]

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Aficionadi altroquandiani, (un saluto particolare a te, mio fan pechinese*) (true story), dato che l'Italia non soddisfa la vostra fame di amor patrio, ci pensa la vostra libreria a rincuorarvi e tener alto il vostro morale, lontana l'uggia, spenta la depressione, smorta la fiacca, fiacca la tensione al suicidio e insomma, in poche parole, morta la morte.

* Questo asterisco è dedicato ai lettori che mi leggono da oltreconfine e meglio ancora da oltreoceano. Scrivetemi pure, rivelatemi tranquillamente la vostra confidenza***** con questo strumento (di cui faccio, come si vede, uso privato), acciò che – come è evidente – io possa pavoneggiarmi**.

** Se volete proprio esagerare invitatemi pure, soprattutto se siete in posti esotici***.

*** Ah, voi non mi conoscete e quindi ve lo dico: se mi invitate vengo. Non fate l'invito di cortesia, io poi imbocco e ve tocca sfamamme eccetera****.

**** Alla fine però sono morigerato e pulito******.

***** Dipendenza? Meglio ancora.

****** A questo punto che l'invito sia per due*******.

******* Mangiamo (quasi) sempre fuori********.

********* Guardate, se mi invitate per tutta la durata del soggiorno vi prometto una newsletter al dì, costringo a scriverla anche alla svedese ammanettata che mi porto dietro. O preferite una russa?*********

********* Come, una cubana?**********

********** Ah, certo. Dipende dove state. In Russia volete una cubana, a Cuba una russa, in Thailandia una nippo-canadese con la nonna keniana***********.

*********** È un meccanismo psicologico noto, si chiama "l'erba del vicino è sempre più verde". Vabbè, ma non vorrei perdere di vista il focus del mio discorrere:  l'invito va bene anche per me solo. E ora torniamo a noi.

Oh santo cielo quanti asterischi! Mi sono lasciato prendere la mano. Niente, la newsletter mi domina, "si scrive da sola" e ora le notizie, il 3x2, gli eventi che premono alle por–

V29 _________________________________ venerdì 15 19.00 3x2 + "Animali migratori", di Piero Balzoni [La Gru] Quando il nome dice tutto. _________________________________ sabato 16 19.00 Seconda mondiale de "Li sonetti post-bellici de Teo Baracca", con Mascolini

Dalle ricerche etnografiche di Ogigio Carella. Curati da Mascolini. Presentati da Mascolini. Il primo libro di poesie alla maniera del Sor Gioacchino Belli uscito da 70 anni a questa parte. Si può mancare? _________________________________

sabato 16 21.30 Gadjo Swing Trio || LIVE

Il lancio di questo evento è strettamente avviluppato al precedente, ne abbiamo infatti parlato con Mascolini e ci ha detto che

Chiunque tu sia, per il tuo lancio va così: di Augusto Creni stimo il suo suonar manouche e lui stima il mio fare anticlericale; a fronte di questa stima reciproca un’unica soluzione s’espone: CENSORED

Poi diventava volgare, voi moltiplicatevi, quindi accorrete (questo lo dico io).

_________________________________ domenica 17 19.00 "Cuori matti", di Daniele Magni [Bloodbuster]

Primo dizionario completo sui musicarelli anni '60 italiani. Da quei matti di Bloodbuster, tutto il cinema dalla B alla Z.

_________________________________ giovedì 21 22.00 > 04.00 Letti di Notte – Lettori e librai scatenati

In questa folle serata, da alcuni (Repubblica) definita Prima Notte Bianca delle Librerie Italiane, va in scena "la più grande condivisione di lettori mai realizzata tra librerie indipendenti d'Italia". Nello stesso momento potrete essere in una qualsiasi delle librerie che parteciperanno (virtualmente). Dove invece sarete veramente (cioè da noi) godrete di succulenti deliri editoriali ad opera di Neo/Tic/LaNuovaFrontiera, di un bel reading con incursioni nei terreni della follia con Andrea Falegnami* ("Mi faccio vivo io"), Emanuele Kraushaar ("Maria De Filippi"), Federico di Vita ("Pazzi scatenati") e Fabrizio Gabrielli ("Sforbiciate"), a inseguire una jam session che si promette di non finire mai, cioè alle 4 di notte. Quando ci arresteranno tutti.

* forse. Gli altri so' sicuri. _________________________________ NOVE LA DOCUMENTAZIONE

Non basta dire di aver avuto un'intuizione. Una volta messi per iscritto, la maggior parte di questi vaghi sospetti si rivelano per ciò che sono: qualcosa da buttare nel pozzo dei desideri, non dentro un fascicolo. Il furto del dodici novembre: chi riesce a pensare a quella macchia nera della mente, indugiando lì dove potrebbe esserci un ricordo, senza sentire freddo, senza sentirsi perso? Quella macchia ti penetra dentro come l'inchiostro nei polpastrelli. Chi non ha provato a sfregarla via? "Mi sentivo come tutti voi", aveva scritto Sivart nel suo rapporto. "Ingannato. Raggirato. Ma poi quella mattina ho avuto un'intuizione, mentre facevo colazione. Cosa importa se le intuizioni sono contrarie alla prassi? Ecco, impiegato, io ne avevo avuta una, e ho agito in base a quella. Una fortuna – per tutti noi". Nessuno si rivolse all'Agenzia per far luce sul crimine, perché nessuno sapeva che era stato commesso. Unwin andò a dormire lunedì, undici novembre, e si svegliò mercoledì, tredici novembre. Percorse in bicicletta i sette isolati fino agli uffici dell'Agenzia. Era stato un impiegato fedele per dodici anni, quattro mesi e qualche giorno, e non gli era mai venuto in mente, a quel punto della sua carriera, di fare visite non ufficiali per ragioni non ufficiali. Arrivato al quattordicesimo piano, non avendo ricevuto alcun nuovo incarico dai fattorini, aveva passato la mattina a dare gli ultimi tocchi a un caso della settimana precedente. Mancava ancora il titolo. A Unwin piacevano i titoli, nonostante non fossero richiesti dal sistema di Archiviazione dell'Agenzia. Ogni caso era numerato, e solo i numeri comparivano nei registri ufficiali. Ciononostante, dare un titolo ai vari casi era un piccolo e innocuo piacere e, occasionalmente, anche utile. Se un collega aveva una domanda riguardo questo o quell'altro caso, usare il titolo poteva far risparmiare tempo a entrambi. A pranzo Unwin stava ancora riflettendo su varie possibilità. Aveva messo un panino nella valigetta. Pane di segale con tacchino e formaggio, il suo panino del mercoledì. Niente di meglio per passare il mercoledì, pensò, che meditare sui titoli mangiando un panino di segale con tacchino e formaggio. [...] Mentre finiva il pranzo, si accorse dell'insolito numero di conversazioni telefoniche che si stavano svolgendo sul piano. Quasi tutti i suoi colleghi brusivano chini sulle cornette. Nella loro voce avvertiva un misto di paura e incredulità.

Jedediah Berry, Manuale di investigazione (Adelphi). ______________ Per info, rispo e curiositescion comunica@altroquando.com piaciaci su facebook: http://www.facebook.com/altroquando.lib.pub e/o stwitteraci: https://twitter.com/altrolibpub e/o [novità!] pinteraci: http://pinterest.com/altrolibpub/ non te ne pentirai (forse)