<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Altroquando &#187; libri</title>
	<atom:link href="http://www.altroquando.com/arc/italiano/libri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.altroquando.com</link>
	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Sep 2010 17:40:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>ASSOLUZIONE DI UN AMORE – JEAN COTI – Affinità elettive edizioni – 14€</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/09/01/assoluzione-di-un-amore-%e2%80%93-jean-coti-%e2%80%93-affinita-elettive-edizioni-%e2%80%93-14e/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/09/01/assoluzione-di-un-amore-%e2%80%93-jean-coti-%e2%80%93-affinita-elettive-edizioni-%e2%80%93-14e/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 17:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=5028</guid>
		<description><![CDATA[...il romanzo di una generazione tra politica, ribellione e sentimento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1977, anno in cui veniva scritto questo romanzo, io non ero nemmeno nata. L’eco degli avvenimenti di quel periodo è però giunto fino ad oggi. I nostri genitori sono cresciuti passando dalle emozioni del movimento studentesco della fine degli <img class="alignright size-full wp-image-5029" title="tano" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/tano.jpg" alt="" width="200" height="150" />anni sessanta alla lotta armata, al terrorismo delle brigate rosse fino all’omicidio di Aldo Moro (9 Maggio 1978). Poi tutto è cambiato. Se il motto dei più (tra cui il grande scrittore Sciascia) prima di quel tragico avvenimento era “ne con questo stato, ne con le brigate rosse”, alla luce di quel gesto estremo ci fu un unanime passo indietro. Di fronte alla “fermezza” delle istituzioni, tutti furono obbligati a scegliere da che parte stare: con quello stato (il presidente del consiglio era Andreotti) o con le brigate rosse.</p>
<p>Ma nel 1977 era possibile che un dirigente della Confindustria fosse organico alle brigate rosse? E che un giudice ex sessantottino sposasse la causa del terrorismo, <img class="alignleft size-full wp-image-5030" title="cacciatalama" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cacciatalama.jpg" alt="" width="270" height="200" />più per amore di ciò che gli rievocava che per veri e propri ideali? Oggi queste cose raccontate da Jean Coti possono sembrare incredibili e invece, rileggendo le cronache di quegli anni, sono realistiche.</p>
<p>Le brigate rosse destavano una certa ammirazione, non solo nell’ambito della galassia extraparlamentare di sinistra, ma anche in alcuni ambienti dell’opinione pubblica, non tanto per le loro posizioni ideologiche (i loro “comunicati” erano prolissi e maniacali) quanto per la loro efficienza nelle operazioni “militari” e per la loro capacità di sottrarsi alle forze dell’ordine.</p>
<p>Ai giorni nostri è facile ipotizzare fitte trame di potere, simpatie rivoluzionarie da parte del potere stesso o finti atti terroristici di cui si immaginano i mandanti, <img class="alignright size-full wp-image-5031" title="attaccouniversita2" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/attaccouniversita2.jpg" alt="" width="270" height="200" />ormai niente ci stupisce più. Ma quando l’autore scrive questo instant book può solo supporlo. È il 1977, Moro non è morto, a Roma come nelle altre grandi città italiane si crede ancora nella forza della protesta…e solo qualche anno più tardi gli stessi che urlavano in piazza si possono incontrare, sempre per le strade, ma alla ricerca di ben altri sogni. Oppure dietro qualche scrivania a ricoprire ruoli di quel potere che tanto contestavano.</p>
<p>Anche questa è un’altra storia però, perché Angelica, la protagonista del libro, non è mai tornata indietro. Ha titubato, ha dubitato, ha avuto paura, ma non ha mai tradito i suoi ideali. Perfino quando il suo concetto di giustizia non combaciava con i piani, il suo coraggio e la sua determinazione l’hanno spinta ad andare avanti.</p>
<p>Forse l’assoluzione del titolo si riferisce proprio all’abnegazione con cui Angelica si dedica alla rivoluzione, finendo per perdere la cosa più importante, la propria libertà, e senza concedersi neanche le gioie dell’amore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5033" title="piazzaindipendenza2febbraio77" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/piazzaindipendenza2febbraio77.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>La terza parte del libro è in bianco, nove capitoli vuoti, forse ancora tutti da scrivere, forse perché non c’è più niente da dire, o forse perché come suggerisce Gian Franco Berti, amico dell’autore, grazie al quale questo piccolo libro è stato pubblicato dopo trent’anni, questa è una storia infinita.</p>
<p>La stesura del libro ed il ritrovamento del dattiloscritto a distanza di 33 anni è una bella storia nella storia che ci rimanda a tempi ancora più lontani, a quell’età dell’oro quando l’amicizia era ancora un valore.</p>
<p>Il testo, di facile lettura, è adatto sia ai molto giovani che ancora non conoscono gli avvenimenti di quegli anni così pieni di cambiamenti, sia a coloro che li hanno vissuti con coscienza, o anche a chi quel periodo lo ha subito, cercando di voltarsi dall’altra parte…</p>
<p>Un’ultima annotazione sulla casa editrice <a href="http://www.edizioniae.it/">“Affinità Elettive”</a>: decentrata, radicata sul territorio, pubblica libri di qualità ed è gestita da una donna. Ha tutti i requisiti per un sicuro successo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/09/01/assoluzione-di-un-amore-%e2%80%93-jean-coti-%e2%80%93-affinita-elettive-edizioni-%e2%80%93-14e/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diari della bicicletta – David Byrne – Bompiani – 19€</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/07/20/diari-della-bicicletta-%e2%80%93-david-byrne-%e2%80%93-bompiani-%e2%80%93-19e/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/07/20/diari-della-bicicletta-%e2%80%93-david-byrne-%e2%80%93-bompiani-%e2%80%93-19e/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 21:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[david byrne]]></category>
		<category><![CDATA[diari della bicicletta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4816</guid>
		<description><![CDATA[Leader dei Talking Heads e solista geniale, regista, artista e autore di colonne sonore...Oltre a tutto ciò, David Byrne da anni è anche un appassionato delle due ruote e in questo libro appena pubblicato da Bompiani ci racconta come appare il mondo in bicicletta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leader dei<strong> Talking Heads </strong>e solista geniale, regista, artista e autore di colonne sonore&#8230;Oltre a tutto ciò, <strong>David Byrne </strong>da anni è anche un appassionato delle due ruote e in questo libro appena pubblicato da <strong>Bompiani</strong> ci racconta come appare il mondo in bicicletta. Vi proponiamo un estratto del capitolo dedicato a Istanbul, buona lettura!</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-4846" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bici.jpg" alt="" width="81" height="127" />&#8230;Andare in bici a Istanbul? Sei impazzito? Sì… e no. Qui il traffico è piuttosto caotico e ci sono parecchie colline, ma negli ultimi anni le strade si sono fatte così congestionate che in bicicletta posso girare il centro più rapidamente di un automobilista, quantomeno durante il giorno. Come in molti altri posti, sono praticamente l’unico in bici. Sospetto che anche qui sia soprattutto una questione di status sociale: la bicicletta, in molti paesi, è sinonimo di povertà. Quando sono andato in giro per Las Vegas mi hanno detto che le uniche altre persone a usare la bici erano quelle che avevano perso tutto, probabilmente al gioco. Avevano perduto il lavoro, la famiglia, la casa e immagino anche l’automobile – l’onta peggiore per un americano. Per spostarsi non restava loro che la bicicletta. Temo che grazie all’attuale disponibilità di auto economiche un sacco di tizi in India e in Cina abbandoneranno la bicicletta il prima possibile in modo da poter diventare anch’essi eleganti e moderni guidatori d’auto.</em></p>
<p><em>Passo davanti a caffè pieni di gente intenta a giocare a backgammon e fumare narghilè. In un negozio di scarpe trovo alcune imitazioni di articoli griffati. I minareti delle moschee offrono comodi punti di riferimento. Amo questa città. Amo la sua ubicazione geografica – delimitata dall’acqua, dispersa su tre lembi di terra, uno dei quali è dove comincia l’asia. Il suo stile di vita, che pare mediterraneo, cosmopolita e tuttavia tinto dalla profonda storia mediorientale, è inebriante.</em></p>
<p><em>Di solito non mi allontano troppo dalle numerose strade che costeggiano il Bosforo e il mar di Marmara, evitando così le molte colline dell’interno. Di tanto in tanto vedo qualche vecchia casa di legno, e così non mi è difficile immaginare come dovesse essere questo posto prima che crollassero o venissero bruciate.</em></p>
<p><strong><em> Brutti edifici moderni come icone religiose <img class="alignright size-full wp-image-4848" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/byrne.jpg" alt="" width="400" height="400" /><br />
</em></strong></p>
<p><em>Mentre vado in giro in bicicletta noto che i vecchi edifici – case di legno, palazzi in stile europeo del diciannovesimo secolo e costruzioni dell’epoca ottomana – stanno diminuendo. Ovunque mi volti vedo sorgere anonimi condomini di cemento. Mi chiedo come sia possibile che edifici e quartieri con una personalità così spiccata possano venir eliminati con tanta felicità. Cosa è passato per la testa a tutti quanti? Potrò forse ricordare un po’ troppo il principe Carlo, ma mi domando, com’ è possibile che nessuno veda quel che sta accedendo?</em></p>
<p><em>Lo stile internazionale, per usare la definizione del Museo d’Arte Moderna, è stati sfruttato in tutto il mondo come alibi per costruire strutture simili a bunker, atroci case popolari, smorti palazzi d’uffici, cadenti quartieri di case e uffici di cemento del Terzo Mondo. Mostruosità che in tutto il mondo hanno l’imprimatur della qualità perché scimmiottano, benché malamente, uno stile prestigioso. Perché questo stile ha attecchito ovunque? Perché, in ogni parte del mondo, splendide città vengono trasformate in un gigantesco labirinto di grigi laterizi svettanti, coperti da griglie di finestre identiche?</em></p>
<p><em>Forse, mi dico, tali strutture esprimono qualcosa. Qualcosa in più del bilancio in attivo di una società di costruzioni. Forse, oltre a essere facili ed economiche da costruire per l&#8217;impresa edile, esprimono anche un qualche genere di desiderio e aspirazione collettiva. Forse per molta gente simboleggiano un nuovo inizio, una rottura con tutte le costruzioni che li hanno fino a quel momento circondati. E soprattutto nelle città antiche, rappresentano una rottura con il passato storico&#8230; </em></p>
<p><em><strong>Diari della bicicletta </strong>– </em><strong>David Byrne </strong><em>– </em><strong>Bompiani</strong><em> – </em><strong>19€</strong></p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/07/20/diari-della-bicicletta-%e2%80%93-david-byrne-%e2%80%93-bompiani-%e2%80%93-19e/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Acqua in bocca – Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli – Minimum Fax – €10</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/07/12/acqua-in-bocca-%e2%80%93-andrea-camilleri-e-carlo-lucarelli-%e2%80%93-minimum-fax-%e2%80%93-e10/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/07/12/acqua-in-bocca-%e2%80%93-andrea-camilleri-e-carlo-lucarelli-%e2%80%93-minimum-fax-%e2%80%93-e10/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 20:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[camilleri]]></category>
		<category><![CDATA[lucarelli]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4806</guid>
		<description><![CDATA[L' idea di far scrivere alle quattro mani più gialle d'Italia un noir in cui i rispettivi commissari collaborassero per risolvere insieme il caso era parsa a tutti una formula geniale...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4811" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/lucacam1.jpg" alt="" width="180" height="145" />L&#8217; idea di far scrivere alle quattro mani più gialle d&#8217;Italia un noir in cui i rispettivi commissari collaborassero per risolvere insieme il caso era parsa a tutti una formula geniale.</p>
<p>L&#8217;idea, appunto, continua ad esserlo, ma la realizzazione non ci ha convinti. Abituati alle indagini di Grazia Negri e Salvo Montalbano stentiamo a riconoscerne i tratti distintivi. I due conducono per quasi tutta l&#8217;indagine un rapporto epistolare che non coinvolge il lettore e annoia anche un po&#8217;. Solo alla fine aumenta l&#8217;azione e spunta addirittura l&#8217;ispettore Coliandro, lui almeno un sorriso ce lo regala. Il racconto è troppo breve: 102 pagine effettive, scritte a caratteri cubitali, comprendenti illustrazione e spaziature siderali all&#8217;inizio di ogni capitolo. Un po&#8217; scontato e la soluzione troppo semplice.</p>
<p>Aspettiamo che Grazia e Salvo si conoscano meglio.</p>
<div><span style="font-family: Arial, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;font-size: medium">michele</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/07/12/acqua-in-bocca-%e2%80%93-andrea-camilleri-e-carlo-lucarelli-%e2%80%93-minimum-fax-%e2%80%93-e10/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nebbia sul ponte di Tolbiac – Delitto al luna park – Lèo Malet e Tardi – Bur editore – 18,50€</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/06/15/nebbia-sul-ponte-di-tolbiac-%e2%80%93-delitto-al-luna-park-%e2%80%93-leo-malet-e-tardi-%e2%80%93-bur-editore-%e2%80%93-1850e/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/06/15/nebbia-sul-ponte-di-tolbiac-%e2%80%93-delitto-al-luna-park-%e2%80%93-leo-malet-e-tardi-%e2%80%93-bur-editore-%e2%80%93-1850e/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 16:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4734</guid>
		<description><![CDATA[“La potenza e il fascino del tratto, la nostalgica poesia degli sfondi, il realismo che accentuava paradossalmente il fantastico, tutto mi spingeva a pensare che Tardi fosse la persona giusta..."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il disegnatore francese Jacques Tardi traduce in fumetto le atmosfere parigine nelle quali si aggira Nestor Burma così come le abbiamo immaginate leggendo i libri di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Léo_Malet">Lèo Malet</a>.</p>
<p>La scelta del bianco e nero ben si presta alla Parigi degli anni 50, perennemente sotto la pioggia o avvolta nella nebbia, per<img class="alignright size-full wp-image-4736" title="tardi" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/tardi.jpg" alt="" width="200" height="350" />rendere ancora più misteriosi i luoghi già abbastanza inquietanti descritti dall’autore. “…È una nebbia in cui formicolano migliaia di piccole luci che vengono da lontano”.</p>
<p>In ogni episodio della serie “i misteri di Parigi”, quindici in tutto, viene descritto un arrondissement, coprotagonista indiscusso, con le sue vie, i suoi ponti, i vicoli ciechi e i nascondigli provvidenziali. Questi due episodi si svolgono rispettivamente nel XIII e nel XII. Alla fine di ogni puntata trovate la piantina con evidenziati i luoghi dove si sviluppa l’azione.</p>
<p>Nato come risposta francese al belga Simenon, anarchico, politicamente scorretto, Lèo Malet gratifica la Francia ed asseconda lo sciovinismo francese.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4737" title="placeitalie" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/placeitalie.jpg" alt="" width="200" height="300" />Pur non amando la nona arte, un giorno passando davanti ad una libreria rimane colpito dai disegni di Tardi. “La potenza e il fascino del tratto, la nostalgica poesia degli sfondi, il realismo che accentuava paradossalmente il fantastico, il clima d’insieme, tutto mi spingeva a pensare che Tardi fosse la persona giusta nel caso in cui, un giorno…perché no? Si può sempre sognare. È una vita che non faccio altro”.</p>
<p>Così finalmente vede prender vita i suoi personaggi, che neanche lui si era mai immaginato. Soprattutto la protagonista femminile di “Nebbia sul ponte di Tolbiac”, la zingara Bélita Moralès, che appare la prima volta in questo racconto, muore (oops, forse non dovevo rivelarvi il finale, ma se leggete la prefazione al volume lo avreste saputo ugualmente) per poi rivivere in altri romanzi della serie.</p>
<p>Ed al romanzo in questione Malet è particolarmente affezionato, perché, costretto dall’editore a consegnare la prima parte senza possibilità di rivederla, si è trovato di fronte ad un testo nuovo, che si allontana dal suo stile classico, reinventandolo.</p>
<p>Ora che i suoi testi sono diventati introvabili, la Rizzoli pubblica i fumetti, e noi ne approfittiamo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4739" title="Leomalet" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/Leomalet.jpg" alt="" width="150" height="200" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/06/15/nebbia-sul-ponte-di-tolbiac-%e2%80%93-delitto-al-luna-park-%e2%80%93-leo-malet-e-tardi-%e2%80%93-bur-editore-%e2%80%93-1850e/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I MOSTRI NEL MIO PANCINO – ROMAN DIRGE – ELLIOT EDITORE &#8211; €14,50</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/05/27/i-mostri-nel-mio-pancino-%e2%80%93-roman-dirge-%e2%80%93-elliot-editore-e1450/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/05/27/i-mostri-nel-mio-pancino-%e2%80%93-roman-dirge-%e2%80%93-elliot-editore-e1450/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 16:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4468</guid>
		<description><![CDATA[...essere capaci di divertirsi con racconti schifosi e storie di mostri e di mutanti con la testa a pera i cui amici vengono mangiati vivi dagli uccelli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra Tim Burton ed Edgar Allan Poe c’è Roman Dirge, illustratore, già creatore di  Lenore, la bambina morta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4469" title="dirge.roman" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/dirge.roman_.jpg" alt="" width="400" height="250" /></p>
<p>I mostri nel mio pancino sono il risultato di una delusione amorosa…lasciato dalla sua ragazza, alla quale augura una lunga vita felice, ma una morte lenta e dolorosa,  le sensazioni emotive che si alternano nella sua mente e nella sua pancia sono raccontate come la lotta di tanti piccoli mostri. Ser dolore, conte rabbia e vanoamore si battono senza tregua contro stima e ambizione, finché, sconfitte tutte quante, resta solo il vuoto.</p>
<p><a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cat.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4471" title="cat" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cat.jpg" alt="" width="150" height="250" /></a>Dovrebbero essere favole costruttive per bambini disturbati…anche se non tutte hanno una morale, ma alcune si limitano a far sorridere o ridere di cuore (a volte è lo stesso autore ad esortarci a farlo).</p>
<p>A vederlo già si capiscono molte cose: tatuato dal collo alle dita delle mani (quelli visibili, per il resto non ho indagato ) si può dire che la sua figura non è proprio di quelle rassicuranti. Dalla sua fantasia escono personaggi come l’omino storto, testa a pera e ragazzo pane, il gatto dalla testa molto, molto grande e il diavoletto che tiene un coniglietto…che tiene un diavoletto che tiene un coniglietto…che tiene un diavoletto che tiene un coniglietto…</p>
<p>Colleziona animali imbalsamati ed ha la foto di Vincent Price attaccata in camera, è arrivato molte volte in finale al premio Eisner e che altro? Ah si, sbava nel sonno!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4470" title="dirge.roman2" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/dirge.roman2_.jpg" alt="" width="400" height="250" /></p>
<p>dicono di lui:</p>
<p>&#8220;Riuscite a ricordare di essere state piccole creature disturbate? Se prendete l&#8217;anima di un bambino, simbolo di purezza, innocenza e speranza, e la mettete nel corpo di un adulto, ecco quello che otterrete: un tizio che la società illuminata definirebbe uno squilibrato&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/05/27/i-mostri-nel-mio-pancino-%e2%80%93-roman-dirge-%e2%80%93-elliot-editore-e1450/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hanno tutti ragione – Paolo Sorrentino – Feltrinelli – €18</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/05/12/4387/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/05/12/4387/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 18:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[hanno tutti ragione]]></category>
		<category><![CDATA[paolo sorrentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4387</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni estratti da Hanno Tutti Ragione, esordio letterario del regista Paolo Sorrentino...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-4397" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ragione.jpg" alt="" width="300" height="470" />Che poi non ce ne eravamo neanche accorti, ma è cominciato tutto perché qualcuno aveva talento, purtroppo. Io!</em></p>
<p><em>Che altro dire? Uno passa un sacco di tempo a dirsi: va bene. Ma quello mica va bene. Quasi mai. E chiuderei qui prima ancora di cominciare se non fosse che questa vanità malsana galoppa dentro di me, più veloce di me.</em></p>
<p><em>Mi piacerebbe essere limpido, ma non servirebbe a nulla.</em></p>
<p><em>Tre conati di vomito e queste pallette piccoline di sudore freddo e giallognolo che mi accarezzano la fronte bassa, la mia fronte bassa, la fronte bassa di me, di Tony Pagoda, alias Tony P, con questi quarantaquattro anni carichi e feroci, che me li porto dietro e che non li conto, che se li conto, soffro assai. Perché uno per tutta la vita vorrebbe essere ragazzo, mica uno scherzo invecchiare. Non credo proprio. Comunque, bisogna pur sbrigarla la pratica dell’esistenza. A forza di derapate lente.</em></p>
<p><em>Niente, io sono uno di quelli che, per ingordi di etichette deficienti, viene definito “un cantante di night”. Però io non sono un’etichetta, io sono un uomo.</em></p>
<p><em>Ma che dire, col senno di poi, non era meglio essere un’etichetta?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Mi sconfinfero in questo lussuoso camerino grande quanto il salone della mia casa napoletana, con questi velluti rossi che mi stonano l’esistenza, mentre aspetto di tenere il concerto più importante di questa mia sontuosa carriera che, tutti lo sanno, ho costruito pezzetto pezzetto. Mi inginocchio e cerco di arginare l’acqua minerale che scalpita per risalire dallo stomaco al catino, segno della croce, mani congiunte, grassocce e farcite di anelli d’oro. I palmi si attaccano come calamite sudaticce. Sono fradicio di me stesso, adesso.<br />
</em></p>
<p><em>Prego, spodestando i lontani ricordi della prima comunione, ma niente, neanche un modesto Pater Noster. D’altro canto, la cocaina, se te la fai per tanto tempo tutti i santi giorni, te la massacra la memoria, altro che, e non solo quella. E io la coca me la prendo allegramente, senza tregua, da vent’anni. Poi ti racconti che non è così, nel quartiere della mente consideri la memoria un reduce resistente, aggredisci l’evidenza, è calata la suggestione, un sipario di polvere. Lo stupore, anche, ma sono bagliori rallentati. Il fetore della novità, ad un tratto.</em></p>
<p><em>È così che ti cominciano dei dolori atroci,<img class="alignright size-full wp-image-4391" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/pagoda.jpg" alt="" width="350" height="253" /> succhi ai limiti e ti ritrovi distrattamente davanti, moscia e genuflessa, la tua anima. Questo monumento invisibile.</em></p>
<p><em>Ma mica la cavi fuori così una preghierina, macché, però mi ricordo una frase che dissi una volta ad una giornalista con le tette non c’è male:</em></p>
<p><em>“Se la voce a Sinatra l’ha mandata il Signore, allora a me, più modestamente, l’ha mandata san Gennaro”, questo dissi.</em></p>
<p><em>A quei tempi ero in vena di presunzioni a macchia di leopardo. E se mi va bene questo concerto lo posso essere anche adesso un bel presuntuoso.</em></p>
<p><em>Mi rialzo ed un altro conato mi acchiappa come in un rodeo. Sento che mi sale su il gin tonic numero tre. No, niente coca quando canto. È roba che se la può permettere Mick Jagger che urla, corre e sculetta, io invece canto, io devo sentire la papilla che mi sbatte come un rullante e la corda vocale che oscilla, che poi è la mia chitarra. E questo conato ci ha origini precise, poiché lì fuori, nella maestosità del Radio City Music Hall, strozzato dall’alcol e dall’esperienza, c’è proprio lui, The Voice, pronto ad ascoltare me, questo napoletano sconosciuto negli States, ma che in Italia, Germania, Russia, Spagna, Belgio, Olanda, Brasile, Argentina e Venezuela pare che faccio faville a colpi di mitragliate di lp venduti. A colpi di mitragliate, altro che.</em></p>
<p><em>Mi aspettano. Se c’è una cosa che so fare bene in questa vita è farmi aspettare. Fatti i conti, lo so fare talmente bene che poi non arriverò. Ma questa è un’altra storia.</em></p>
<p><em>È un applauso che puzza di nostalgie tipo ‘O sole mio e Munasterio e Santa Chiara quello che il pubblico di sessantenni italo americani butta addosso al palcoscenico ancora vuoto, in attesa del solito ingresso trionfale. Il mio!</em></p>
<p><em>È un pubblico, questo degli italo americani, che conosco come le mie pacche. Un pubblico nutrito a colpi di antenne direzionate sulla tv italiana, allevato a sciabolate di rigurgiti di malinconia. C’è da fidarsi di questa gente…</em></p>
<p><em><strong>Hanno tutti ragione, <span style="font-style: normal">Paolo Sorrentino, Feltrinelli, €18</span></strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/05/12/4387/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Paris Review. Il libro – fandango edizioni &#8211; €29,50</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/05/08/the-paris-review-il-libro-%e2%80%93-fandango-edizioni-e2950/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/05/08/the-paris-review-il-libro-%e2%80%93-fandango-edizioni-e2950/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 14:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4361</guid>
		<description><![CDATA[… cuori infranti, follia, sesso, amore, tradimento, gli outsider, intossicazione, guerra, capriccio, orrori, dio, morte, cena, baseball, viaggi, l’arte di scrivere e qualsiasi altra cosa esista al mondo dal 1953!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il cinquantesimo anniversario della rivista <a href="http://www.parisreview.com/index.php">“the Paris review”</a>,</p>
<p>la fandango <img class="alignright size-full wp-image-4362" title="paris_review" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/paris_review.jpg" alt="" width="176" height="264" />pubblica la raccolta completa in un libro. Un’antologia di poesie, interviste, saggi e molto altro.</p>
<p>“Presentare la narrativa e la poesia piuttosto che la critica” è il punto di partenza di questa rivista, che dal 1953 ad oggi continua a proporre nuovi autori che la maggior parte delle volte entrano a far parte dei grandi scrittori del nostro tempo.</p>
<p>“…ci sono nell’aria segnali che fanno pensare che questa generazione possa produrre e produrrà una letteratura all’altezza di quella di qualsiasi epoca passata” profetizza Bill Styron nella sua introduzione.</p>
<p>I nomi ci sono: Carver, Barthelme, Updike, Nabokov, Richler, Wallace, Lethem, Capote, Borges, Faulkner, Burroughs, Calvino, Pound, Vonnegut, Sontag, Eco, Oates, Auster, Roth, Garcia Marquez, Ginsberg, Eugenides, Kerouac e tanti altri ancora. C’è inoltre una raccolta di interviste agli stessi autori sull’arte di scrivere.</p>
<p>Un buon punto di partenza, o un ottimo approfondimento. Un paio di chili di libro <img class="alignleft size-full wp-image-4363" title="paris-review" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/paris-review.jpg" alt="" width="169" height="238" />che ingabbia le migliori menti del nostro secolo.</p>
<p>“Qual è l’impulso ultimo alla scrittura? Che tutto questo un giorno sparirà. La sola cosa che resterà saranno la prosa e le poesie, i libri, quello che sta scritto. L’uomo è stato molto fortunato a inventare il libro. Senza di esso il passato svanirebbe del tutto, e ci lascerebbe senza niente, nudi sulla terra“.</p>
<p style="text-align: right;"><em>James Salter, numero 127, 1993.</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">“l’esperienza mi ha insegnato che i ferri del mestiere di cui abbiamo bisogno sono la carta, il tabacco, il cibo, e un goccio di whisky.”</p>
<p style="text-align: center;">-       <em>“bourbon, intende?”</em></p>
<p style="text-align: center;">“no, non sono così pignolo. Tra lo scotch e il nulla, sceglierò lo scotch.”</p>
<p style="text-align: center;">
<p>&#8220;Sogna e spara sempre più in alto delle tue possibilità. Non preoccuparti soltanto di superare i tuoi contemporanei e predecessori. Prova a superare te stesso. Un artista è una creatura guidata da demoni. Non sa perché lo abbiano scelto, e di solito lui è troppo occupato per chiederselo. È completamente amorale e ruberà, prenderà in prestito, elemosinerà qualsiasi cosa da chiunque per portare a termine il proprio lavoro&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;&#8230;se uno scrittore fosse costretto a derubare la madre, non esiterebbe; l’”Ode su un’urna greca” vale un numero illimitato di anziane signore&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em>William Faulkner, numero 12, 1956.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/05/08/the-paris-review-il-libro-%e2%80%93-fandango-edizioni-e2950/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non mi uccise la morte – di Luca Moretti e Toni Bruno – Castelvecchi – €12</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/04/27/non-mi-uccise-la-morte-%e2%80%93-di-luca-moretti-e-toni-bruno-%e2%80%93-castelvecchi-%e2%80%93-e12/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/04/27/non-mi-uccise-la-morte-%e2%80%93-di-luca-moretti-e-toni-bruno-%e2%80%93-castelvecchi-%e2%80%93-e12/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 19:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[castelvecchi]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[luca moretti]]></category>
		<category><![CDATA[non mi uccise la morte]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[stefano cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[toni bruno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4192</guid>
		<description><![CDATA[Non mi uccise la morte, graphic novel di Luca Moretti e Toni Bruno, racconta la vicenda di Stefano Cucchi, “arrestato a Roma il 15 ottobre del 2009, tradotto in carcere, e mai più uscito vivo”...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4195" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ucciseico.jpg" alt="" width="263" height="400" />Non mi uccise la morte</strong></em>, graphic novel di <strong>Luca Moretti</strong> e <strong>Toni Bruno</strong>, edito da <strong>Castelvecchi</strong>, racconta la tragica e tristemente nota vicenda di <a href="http://www.altrenotizie.org/societa/2801-cio-che-si-sa-di-stefano-cucchi.html">Stefano Cucchi</a>, <em>arrestato a Roma il 15 ottobre del 2009, tradotto in carcere, e mai più uscito vivo, </em>come efficacemente recita il sottotitolo di questo volume.</p>
<p>Questa vicenda, purtroppo non eccezionale nel nostro paese, ha sollevato una ondata di indignazione che, partendo dalla famiglia di Stefano, si è poi estesa ai media e ai cittadini democratici, uniti nella richiesta di giustizia e nella denuncia dell’ennesimo abuso di potere. Manifestazioni, interrogazioni parlamentari, appelli durante concerti rock, targhe poste all’interno di spazi liberati: eventi questi tutti ampiamente rendicontati nel graphic novel di Moretti e Bruno, e tutti accomunati dalla volontà di evitare l’oblio, il silenzio, da qualcuno certamente auspicato, sull’ennesimo episodio di violenza e morte, omertà e indifferenza.</p>
<p>E questo nonostante il potere abbia definito la vittima un “drogato, anoressico e sieropositivo”, come a dire che con queste caratteristiche, ammesso e non concesso che corrispondano a verità, si è naturalmente predisposti alla morte, è solo questione di attimi, non importa come o per mano di chi ciò accada. Tutto questo nonostante qualcuno abbia cercato di derubricare il decesso, e le ferite sul corpo di Stefano, come conseguenza di una caduta dalle scale ovviamente “accidentale” (vedi Pinelli, evidentemente il senso del ridicolo di queste persone ha una soglia molto bassa).<img class="alignright size-full wp-image-4200" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cucchi.jpg" alt="" width="236" height="269" /></p>
<p>Moretti e Bruno raccontano tutto ciò in maniera sincera e partecipata, senza nessuna furbizia e senza nulla celare alla vista, come dimostra l’inserto fotografico posto al centro del libro: un vero e proprio pugno nello stomaco, quelle foto del corpo di Stefano martoriato e straziato, ridotto a un cencio dal peso di soli 37 chili. E lo fanno inserendosi con piena consapevolezza all’interno di una sorta di “movimento” all&#8217;interno del quale il graphic novel incarna un afflato civile alla denuncia, all’inchiesta. Si veda il fumetto di Christian Mirra sui fatti della <a href="http://www.altroquando.com/2010/02/17/3044/">Diaz</a>, o quello di Antonini e Spataro sul caso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi">Aldrovandi</a>, o, ancora, le pubblicazioni della Becco Giallo.</p>
<p>A completare il volume è posto un saggio di Cristiano Armati sulle vittime dell’ordine pubblico in Italia negli ultimi anni, da <a href="http://veritaperaldo.noblogs.org/">Bianzino</a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caso_di_Riccardo_Rasman">Rasman</a>, da <a href="http://www.gabrielesandri.it/">Sandri</a> a <a href="http://www.piazzagrande.it/?p=590">Turrisi</a>. Storie molto simili tra loro, e che oltre una morte violenta e ingiustificata hanno in comune il fatto che i loro assassini, di cui si conoscono i nomi, sono impuniti e liberi di delinquere, protetti dalla divisa che ancora indossano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/04/27/non-mi-uccise-la-morte-%e2%80%93-di-luca-moretti-e-toni-bruno-%e2%80%93-castelvecchi-%e2%80%93-e12/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le furiose – Serge Quadruppani – DeriveApprodi – 13€</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/04/14/le-furiose-%e2%80%93-serge-quadruppani-%e2%80%93-deriveapprodi-%e2%80%93-13e/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/04/14/le-furiose-%e2%80%93-serge-quadruppani-%e2%80%93-deriveapprodi-%e2%80%93-13e/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 15:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[DeriveApprodi]]></category>
		<category><![CDATA[Quadruppani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4058</guid>
		<description><![CDATA["Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato"
Orwell - "il Grande Fratello"
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>…lei crede al paradiso?</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>- certamente, perché?</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>- vedrà il paradiso è molto sopravvalutato, ci sono solo stronzi.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>- perché mi dice questo?</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>- perché lei c’è.</em></p>
<p>Belleville 2008. Un’asiatica “cade” dalla finestra di un commissariato e un’italiana si da alla latitanza.</p>
<p>Il capitano di polizia Fleur Dipietri inizia ad indagare e rischia la morte per questo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4061" title="pinelli" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/pinelli.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Cosa c’è in comune tra l’omicidio che apre il racconto e il “malanno attivo” che colse l’anarchico Pinelli nel 69 in Italia?</p>
<p>Chi è il ragazzo che vide ciò che davvero accadde quella sera di quaranta anni fa, il cui diario Jeanne, l’italiana, custodisce con grande cura?</p>
<p>Venti episodi, introdotti ognuno da un’illustrazione di Jean-christophe Lie, tra mafia cinese e servizi segreti, anarchici nostalgici e guardie senza scrupoli, ci conducono ad un finale chiaro ed unico.<img class="alignright size-full wp-image-4059" title="Siné_Hebdo" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/Siné_Hebdo.jpg" alt="" width="150" height="200" /></p>
<p>Dopo il successo della pubblicazione a puntate sul giornale francese di satira politica ed anticlericale “Siné Hebdo”, Derive Approdi raccoglie tutti gli episodi in un libro.</p>
<p style="text-align: left;">Ancora una volta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Quadruppani">Quadruppani</a> mischia storia vera a una grande capacità narrativa, figlia dei grandi autori da lui tradotti in questi anni, da Philip K. Dick ai new italian epic, che lo consacra come uno dei maggiori esponenti del new polar francese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/04/14/le-furiose-%e2%80%93-serge-quadruppani-%e2%80%93-deriveapprodi-%e2%80%93-13e/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se niente importa. Perchè mangiamo gli animali? – Jonathan Safran Foer – Guanda – €18</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/04/07/se-niente-importa-perche-mangiamo-gli-animali-%e2%80%93-jonathan-safran-foer-%e2%80%93-guanda-%e2%80%93-e18/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2010/04/07/se-niente-importa-perche-mangiamo-gli-animali-%e2%80%93-jonathan-safran-foer-%e2%80%93-guanda-%e2%80%93-e18/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 19:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[guanda]]></category>
		<category><![CDATA[jonathan safran foer]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=4049</guid>
		<description><![CDATA[...Jonathan Safran Foer è tornato e non con un romanzo, ma con un lavoro giornalistico di inchiesta che ne ha però tutto il tono...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4053" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/j_safran_foer.jpg" alt="" width="275" height="345" />Jonathan Safran Foer è tornato e non con un romanzo, ma con un lavoro giornalistico di inchiesta che ne ha però tutto il tono. Questo libro è il frutto di tre anni di investigazioni; vi si possono trovare le denunce degli animalisti più convinti, i punti di vista degli allevatori, i dati statistici di scienziati affermati, spassosi aneddoti autobiografici; il tutto per svelare al lettore un quadro tetro e molto preoccupante.</p>
<p>Foer non si limita a descrivere  le sofferenze degli animali al mattatoio, ma punta il dito sull’ intero sistema di allevamento intensivo e del suo impatto in termini sociali, economici e soprattutto ambientali: l’allevamento industriale risponde perfettamente alla domanda di carne a basso costo, che non ha un buon sapore, non ci fa bene, ma la paghiamo poco.</p>
<p>Adesso, in termini monetari.</p>
<p>Però la pagano sulla loro pelle gli animali trattati come cose, riempiti di antibiotici ed ormoni, costretti, come i polli, a resistere in cubi di 30 centimetri dove non tramonta mai il sole.</p>
<p>La pagheranno cara i nostri figli, in termini di inquinamento ambientale, se è vero che il 51% dei gas serra derivano dall’allevamento (dati World Watch).</p>
<p>Le corporation fatturano miliardi di dollari, controllano l’America e presto tutto il mondo. Per sconfiggerle non servono guerre e neppure boicottare la carne, ma mangiarne meno e di migliore qualità, proveniente dalla filiera BIO.</p>
<p>Se siete carnivori leggete questo libro, se non lo siete leggetelo lo stesso…</p>
<p>michele</p>
<p><em>Se niente importa. Perchè mangiamo gli animali? </em>– Jonathan Safran Foer – Guanda – €18</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2010/04/07/se-niente-importa-perche-mangiamo-gli-animali-%e2%80%93-jonathan-safran-foer-%e2%80%93-guanda-%e2%80%93-e18/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
