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	<title>Altroquando</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>Incontro con l&#8217;opera di Federigo Tozzi – a cura di &#8220;I libri in testa&#8221; – venerdì 10 febbraio ore 19.15</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2012/02/03/incontro-con-lopera-di-federigo-tozzi-%e2%80%93-a-cura-di-i-libri-in-testa-%e2%80%93-venerdi-10-febbraio-ore-19-15/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[federigo tozzi]]></category>
		<category><![CDATA[i libri in testa]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serata dedicata allo scrittore toscano Federigo Tozzi (1883-1920). La prima di una serie di iniziative che ospiteremo, a cura dell’associazione “I libri in testa”, pericoloso gruppo di provocatori letterari...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9187" title="tozzi" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/tozzi.jpg" alt="" width="300" height="337" />Altroquando presenta</strong></p>
<h3 style="text-align: right;"><strong><em>Incontro con l&#8217;opera di Federigo Tozzi</em><br />
serata a cura dell&#8217;associazione</strong><strong><strong> <em><a href="http://www.ilibrintesta.it/index.html">I libri in testa</a></em></strong></strong></h3>
<p style="text-align: right;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Il podere</span><br />
Nel millenovecento, Remigio Selmi aveva venti anni; ed era aiuto applicato alla stazione di Campiglia. Da parecchio tempo stava in discordia con il padre e non sapeva che al suo piede bucato da una bulletta delle scarpe era ormai venuta anche la cancrena.<br />
Invece credeva che stesse meglio; senza sospettare che, se non gliene facevano sapere niente, volevano tenerlo lontano da casa più che fosse possibile.<br />
Ma una sera ricevette una cartolina dal chirurgo che lo curava; nella quale era scritto che la malattia non dava più da sperare.</em></strong></p>
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		<title>Brassenserie – venerdì 3 febbraio ore 21</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2012/01/27/brassenserie-%e2%80%93-venerdi-3-febbraio-ore-21/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[belli]]></category>
		<category><![CDATA[brassens]]></category>
		<category><![CDATA[mascolini]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla giustapposizione di diverse sensibilità nei confronti di un autore e interprete complesso e policromo, nasce La Brassenserie: uno spettacolo in cui si suona, si canta e si parla di Brassens. Gli adattamenti in italiano sono curati da Andrea Belli (voce e chitarra), quelli in romano da Mascolini (voce). Francesco Zagarese (chitarra) impreziosisce la componente musicale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>La Brassenserie</strong><br />
<em>Des oncles et d’autres amis de tonton Georges</em></h3>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-9161" title="LaBrassenseriePress" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/LaBrassenseriePress.jpg" alt="" width="400" height="259" /><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">Dalla giustapposizione di diverse sensibilità nei confronti di un autore e interprete complesso e policromo, nasce <strong><em>La Brassenserie</em></strong>: uno spettacolo in cui si suona, si canta e si parla di <strong>Brassens</strong>. Non un tributo, ma un percorso ragionato che tramite le sue canzoni porta a scoprire i diversi risvolti di un artista dai tanti volti: caustico, comico, satirico, poetico, introverso, <em>&#8230; et souvent gaillard</em>.</p>
<p>Gli adattamenti in italiano sono curati da <strong>Andrea Belli</strong> (voce e chitarra), quelli in romano da <strong>Mascolini</strong> (voce). <strong>Francesco Zagarese</strong> (chitarra) impreziosisce la componente musicale.<br />
I brani in francese sono accompagnati dalla traduzione del testo in italiano. Immagini e filmati completano il quadro.<br />
Si rammenta che sul primo disco di <strong>Brassens</strong>, del 1952, campeggiava la scritta <em>Chansons </em><em>PAS pour toutes les oreilles</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gadjo Jam Swing &#8211; venerdì 10 febbraio ore 21.30</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2012/01/27/gadjo-jam-swing-venerdi-11-giugno-ore-2130/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gadjo Swing, dal 1849, propongono il loro manouche, e il loro Django Reinhardt. Sempre più leggende che uomini, portano gioia e turbamenti rispettivamente negli uomini e nelle donne dei villaggi che il loro continuo andare li porta a lambire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Augusto Creni: Chitarra</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Claudio Scimia: Violino e Chitarra</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Marco Contessi: Contrabbasso</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-7994" title="gadjoo" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/gadjoo.jpg" alt="" width="350" height="232" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">Il feeling, la passione, il divertimento e la tecnica sono i punti di forza dei Gadjoswing, che, fedeli al più puro esprit manouche, amano confrontarsi con quanti più musicisti possibile e condividere con loro, e con il pubblico, la straordinaria forza, la vitalità e la poesia delle note di Django Reinhardt. costruiscono un progetto di promozione e diffusione del genere gipsy (recentemente premiato dalla prestigiosa affiliazione al più importante portale del settore, <a href="http://www.djangostation.com/">www.djangostation.com</a>), che privilegia l’esecuzione di brani originali di Django Reinhardt, rileggendoli alla luce delle interpretazioni stilistiche più recenti, da Tchavolo Schmitt a Biréli Lagrène, da Romane a Stochelo Rosenberg.<br />
Il loro repertorio spazia, dunque, dai grandi classici di Reinhardt alle melodie tradizionali gitane, dagli standard jazz degli anni trenta alle composizioni dei più noti esponenti del manouche contemporaneo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Blue Fuse Duo &#8211; venerdì 17 febbraio &#8211; ore 21.30</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2012/01/27/blue-fuse-duo-venerdi-4-giugno-ore-21-30/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[blue fuse]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Concerto dei Blue Fuse, duo chitarra e voce che spazia dal blues al jazz al rock. Umberto Fracassi (chitarra) Elena Spagnuolo (voce)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il duo è nato un pò per gioco, come è bello che sia, nel febbraio del 2008. Erano le 6 del mattino, alla chiusura di un autentico “music festival” casalingo, a casa di un amico, con il pretesto di una festa di compleanno. Le potenzialità e le piccole bellezze che ne erano sorte ci hanno spinto a fomalizzare il duo, iniziando con alcuni brani che ciascuno dei due aveva in testa da tempo.&#8221;</em></p>
<p><strong>Blue Fuse</strong> è un duo, chitarra e voce, uomo e donna, ritmo e cuore. Il repertorio si fonda su traditionals blues, country, ragtime, jazz e qualcosa dalle parti del rock. Mentori e muse sono quei mostri sacri della tradizione popolare americana, black ma non solo, che ci fanno sognare ed a cui ispirarsi – Carter Family, Johnny Cash, Jerry Reed.. Joe Pass, Ella Fitzgerald, Ray Charles, Janis Joplin etc..</p>
<p>http://www.myspace.com/bluefuseduo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poesia ed Eros – sabato 18 febbraio ore 18</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2012/01/27/poesia-ed-eros-%e2%80%93-sabato-18-febbraio-ore-18/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[gianpaolo mastropasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Iris Palomba]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianpaolo Mastropasqua e Ilaria Iris Palomba incrociano voci e testi, tratti rispettivamente da "Silenzio con variazioni", "Andante dei frammenti perduti" (Gianpaolo Mastropasqua), "I buchi neri divorano le stelle" (Ilaria Iris Palomba) e inediti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Altroquando presenta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Poesia ed Eros</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>con Ilaria Iris Palomba e Gianpaolo Mastropasqua<br />
presenta Fabio Orecchini</strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9138" title="buchineri" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/buchineri.jpg" alt="" width="199" height="286" />Poesia ed Eros. Due volti. Due voci. Due corpi. Una chitarra.<br />
Il maschile e il femminile che s’incontrano e scontrano nella poesia, dando luce a frasi, sonorità, potenzialità infinite.<br />
Le voci si rincorrono e si fuggono, si fanno eco e confusione, lotta, seduzione, sussurro.<br />
La poesia diventa musica e s’incarna nel corpo come presenza sovrannaturale, immanente e impalpabile, stella e buco nero, mente perduta e frammento d’infinito, battuto dal tocco di una chitarra che infrange i confini e le regole del suono.<br />
<strong>Gianpaolo Mastropasqua</strong> e <strong>Ilaria Iris Palomba</strong> incrociano voci e testi, tratti rispettivamente da <em>Silenzio con variazioni</em>, <em>Andante dei frammenti perduti</em> (Gianpaolo Mastropasqua), <em>I buchi neri divorano le stelle</em> (Ilaria Iris Palomba) e inediti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il sorriso di Godot – di Stefano Giovinazzo – giovedì 2 febbraio ore 18.30</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Edilazio]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[stefano giovinazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[presentazione della raccolta di poesie di Stefano Giovinazzo, Edilazio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Altroquando presenta</strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><em>Il sorriso di Godot</em><br />
</strong><strong>di Stefano Giovinazzo</strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong>Edilazio</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>intervengono Matteo Chiavarone, Patrizia Pallotta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-9095" title="godot" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/godot.jpg" alt="" width="200" height="326" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;">Le parole de Il sorriso di Godot «sono pietre, hanno una fissità particolare e ferma, dettano l’ombra e la luce. Non flusso ma accadimenti esatti. Immagini allo specchio, in questo soliloquio dell’amore, anzi degli effetti dell’amore. C’è una volontà non tanto celata di indicare la metà o solo una parte delle cose, benché queste abbiano radici più marcate. Cedono un indizio e poi si ritraggono, sepolte da un velo di silenzio misto alla sabbia del tempo… »</p>
<p style="text-align: left;"><em>(dalla Prefazione di Irene Esther Leo)</em></p>
<p style="text-align: left;">«Stefano Giovinazzo è un poeta che ha deciso di crescere e, ciò ch’è più importante, di assumersi le responsabilità di questa crescita. Lo si capisce dal coraggio che ha e che mette in gioco nel rompere la scorza del suo stesso “guscio”, perché ha sete di parole strane, inedite, nuove, capaci di portare a una straordinaria definizione della realtà, a un impatto diverso sul mondo che conosciamo».</p>
<p style="text-align: left;"><em>(dalla Postfazione di Marco Onofrio)</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Stefano Giovinazzo</strong> è nato a Roma nel 1980. Si è laureato in Scienze della Comunicazione nel 2006, presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sul Lobbying. Dal 2005 è pubblicista iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Titolare della casa editrice indipendente Edizioni della Sera, ricopre la carica di Direttore responsabile del quotidiano Il Recensore.com e del settimanale Ghigliottina.it. Ha pubblicato <em>Dentro un amore</em> (Giulio Perrone, 2007) e <em>Finché non ti ho trovata</em> (Libertà edizioni, 2009).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mondoviaterra – di Eddy Cattaneo – martedì 31 gennaio ore 19.30</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eddy cattaneo]]></category>
		<category><![CDATA[mondoviaterra]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[presentazione del libro di Eddy Cattaneo, edito da Feltrinelli. Interviene Dario De Cristofaro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Altroquando presenta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Mondoviaterra</em><br />
di Eddy Cattaneo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Feltrinelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>interviene Dario De Cristofaro (<a href="http://www.flaneri.com/">Flanerí</a>)</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-9148" title="mondovia" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mondovia1.jpg" alt="" width="300" height="470" />Quarant’anni, ingegnere, casa in riviera, posto fisso e una relazione sentimentale stabile. Ma c’è la febbre. Eddy Cattaneo convive con la malattia dell’andare, che cova a lungo nascosta per poi esplodere. Molla tutto, si licenzia e parte. Inizia così il libro, con un taglio alla vita precedente, fatto con un semplice passo.<br />
Esce, chiude la porta e il confine tra sè e il mondo è gia valicato, comincia il viaggio per unire il vialetto di casa con Karakorum e Amazzonia, Patagonia e moschee di fango, l’India, Samarcanda e Timbuktu, gli oceani. I mezzi utilizzati sono vari, autobus, treni, canoe, lunghi tragitti a piedi e passaggi in autostop, barche a vela, cargo mercantili, con acqua, acqua e solo acqua intorno. Ma mai un aereo. Mondoviaterra è un imbuto che raccoglie queste gocce di cammino, un diario scritto sulla strada, scarabocchiato tra fazzoletti di carta, tovaglioli e pagine di quaderno strappate, fresco, ironico, un caleidoscopio di sensi che rimbalzano in ogni pagina, tra ricette e canzoni, amori e polveri. Orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere vite, tutte diverse, tutte simili. Lungo un mondo via terra.<br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><strong>Nel corso della serata l&#8217;autore illustrerà il suo giro del mondo attraverso le diapositive raccolte durante i 467 giorni di viaggio.</strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><strong>Serata realizzata in collaborazione con Flanerí (<a rel="nofollow nofollow" href="http://www.flaneri.com/" target="_blank">www.flaneri.com</a>).</strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I miei migliori amici immaginari – di Valerio Millefoglie – con Antonio Rezza &#8211; sabato 28 gennaio ore 21.00</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[antonio rezza]]></category>
		<category><![CDATA[i miei migliori amici immaginari]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[valerio millefoglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Rezza presenta "I miei migliori amici immaginari", esordio musicale di Valerio Millefoglie.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Antonio Rezza presenta<br />
</strong><strong><em>I miei migliori amici immaginari<br />
</em></strong><strong>esordio musicale di <a href="http://www.valeriomillefoglie.com/">Valerio Millefoglie</a></strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-9047" title="valerio" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/valerio.jpg" alt="" width="300" height="318" /><br />
</strong></p>
<p><strong><em>I MIEI MIGLIORI AMICI IMMAGINARI</em></strong> si compone di dieci canzoni nate per voce e pianola Bontempi, arrangiate e suonate dalla one-man-band di <strong>Massimo Martellotta</strong> dei <strong>Calibro 35</strong> e registrate da <strong>Tommaso Colliva</strong> (Afterhours, Calibro 35, Muse). L’illustratore <strong>Emiliano Ponzi</strong> (Penguin Books, The New York Times, etc.) ha interpretato i protagonisti del disco con una serie di dieci ritratti che trovano spazio all’interno del booklet.<br />
L&#8217;insicuro <strong>Uomo Striscia Pedonale</strong>, l&#8217;innamorato <strong>Conduttore Elettrico della Virginia</strong>, l&#8217;invincibile <strong>Lottatore Mascherato con gli Occhiali </strong>sono solo alcuni degli eroi che saranno presentati da un personaggio immaginario che per fortuna esiste: Antonio Rezza.<br />
<strong>Millefoglie</strong> eseguirà i brani, introdotti da <strong>Rezza</strong>, accompagnato dalla sua band portatile: un campionatore, una pianola Bontempi e una maschera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9091" title="rezza" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/rezza.jpg" alt="" width="300" height="203" /></p>
<p><strong>Antonio Rezza </strong>è un corpo mobile. Insieme a <strong>Flavia Mastrella </strong>ha realizzato e prodotto performance teatrali, film a corto e lungo respiro, trasmissioni televisive, performance e set migratori. Nel gennaio del 2010 hanno presentato, a Madrid e a Palencia, <em>Pitecus</em> in lingua spagnola. Nel Giugno del 2011 presentano <em>“7-14-21-28”</em> al Théâtre de la Ville di Parigi all’interno del Festival Face à Face. Hanno partecipato più volte al festival del Cinema di Venezia, hanno vinto il Premio Alinovi per l’arte interdisciplinare nel 2008 e stanno tentando l’espatrio dal 2002. <strong>Rezza</strong>, performer con il fiato rotto, muove da un’esperienza linguistica anti narrativa, approdata a quattro libri pubblicati da Bompiani di cui l’ultimo, <em>Credo in un solo oblio</em>,<strong> </strong>ha vinto il Premio Feronia nel 2008.</p>
<p><strong>Valerio Millefoglie </strong>è l’autore del romanzo trasformista <strong>Manuale per diventare Valerio Millefoglie</strong> (Baldini &amp; Castoldi Dalai editore). Sempre per Baldini &amp; Castoldi Dalai editore ha ideato e curato, insieme a Matteo B. Bianchi, la raccolta “<strong>Scontrini, racconti in forma di acquisto</strong>”. Ha scritto su Linus e il suo nuovo libro uscirà nel 2012 per I tipi di <strong>Einaudi Stile Libero</strong>. <em><strong>I MIEI MIGLIORI AMICI IMMAGINARI </strong></em><em>è il suo primo disco.</em></p>
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		<title>Corso base di fotografia digitale – da martedì 20 marzo, ore 20.00</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altroquando - News]]></category>

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		<description><![CDATA[Corso base di fotografia digitale tenuto da Pasquale Comegna e Carlo Gallerati.
Il costo del corso è di 230€. Le lezioni avranno inizio martedì marzo. 
 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Corso base di fotografia digitale tenuto da <strong>Pasquale Comegna</strong> e <strong>Carlo Gallerati</strong>. Mostra fotografica degli allievi alla fine del corso.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il costo del corso è di 230€. Le lezioni avranno inizio martedì 20 marzo.</p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Si tratteranno i temi base del fotografare, dalla conoscenza delle funzioni principali della macchina fotografica al suo settaggio, ai tempi di esposizione e diaframmi, lunghezza focale e sensibilità, fino a trattare gli elementi base dell&#8217;elaborazione delle immagini attraverso Photoshop.</strong></p>
<p><strong>12 lezioni tra teoria e pratica, con workshop esterni su tematiche specifiche come la fotografia naturalistica, quella di architettura ed i ritratti contestualizzati, le lezioni in aula si terranno con l&#8217;utilizzo del proiettore digitale.</strong></p>
<p><strong>Docenti: Pasquale Comegna e Carlo Gallarate</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Calendario delle lezioni e delle riprese esterne</em></strong></p>
<p><strong>Martedì 20 Marzo h. 20.00 – 21.30</strong><em> Presentazione del corso<br />
Programma delle lezioni in classe e delle riprese esterne<br />
Conoscenza delle funzioni basilari dei propri apparecchi fotografici<br />
(Docenti – Pasquale Comegna &#8211; Carlo Gallerati)</em></p>
<p><strong>Martedì 27 Marzo h. 20.00 – 21.30</strong><em> Lezione tecnica<br />
Tempi di esposizione – diaframmi e profondità di campo &#8211; ISO e bilanciamento del bianco<br />
(Docente Carlo Gallerati) </em></p>
<p><strong>Domenica 1 Aprile h. 15.00 &#8211; 17.00</strong><em> Riprese esterne: Stadio dei Marmi</em><br />
<em>Studio della profondità di campo nella sua applicazione pratica – composizione dell&#8217;immagine d&#8217;arte</em><br />
<em>(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><em><strong>Martedì 3 Aprile h. 20.00 – 21.30 </strong>– Analisi delle riprese esterne<br />
(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><strong>Martedì 10 Aprile h. 20.00 – 21.30</strong><em> Lezione tecnica<br />
I vari tipi di obiettivi e loro utilizzo. Risoluzione qualitativa delle immagini<br />
(Docente Carlo Gallerati )</em></p>
<p><strong>Domenica 15 Aprile h. 15.00 – 17.00 </strong><em>R</em><em>iprese esterne Piazza Navona<br />
La foto d&#8217;architettura – prospettive e sezioni<br />
(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><strong>Martedì 17 Aprile h. 20.00 – 21.30 </strong><em>Analisi delle riprese esterne<br />
</em><em>(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><strong>Giovedì 26 Aprile h. 20.00 – 21.30 </strong><em>Lezione tecnica, immagini e loro archiviazione<br />
Conoscenza delle funzioni basilari di photoshop e sua applicazione pratica<br />
(Docente Carlo Gallerati )</em></p>
<p><strong>Domenica 6 Maggio h. 15.00 – 17.30 </strong><em>Riprese esterne Villa Borghese: come fotografare la natura<br />
(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><strong>Martedì 8 Maggio h. 20.00 – 21.30</strong><em> Analisi delle riprese esterne<br />
</em><em>(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><strong>Domenica 13 Maggio h. 20.00 – 21.30 </strong><em>R</em><em>iprese esterne Isola Tiberina<br />
Ritratto singolo e contestualizzato<br />
(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p><strong>Martedì 15 Maggio h. 20.00 &#8211; 21.30</strong> <em>Analisi delle riprese esterne -<br />
(Docente Pasquale Comegna)</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Per ulteriori informazioni scrivere a</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="mailto:pasquale.comegna@teletu.it"><strong>pasquale.comegna@teletu.it</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>oppure telefonare al 349/5848409</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pasqualecomegna.com/"><strong>www.pasqualecomegna.com</strong></a></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto Bolaño – I dispiaceri del vero poliziotto, Adelphi –19 €</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2012/01/23/roberto-bolano-%e2%80%93-i-dispiaceri-del-vero-poliziotto-adelphi-%e2%80%9319-e/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[i dispiaceri dispiaceri del vero poliziotto]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[roberto bolano]]></category>

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		<description><![CDATA[In "I dispiaceri del vero poliziotto", romanzo postumo di Roberto Bolaño appena pubblicato da Adelphi, ritroviamo alcuni personaggi già conosciuti in 2666 e in altri scritti del geniale cileno. Come ad esempio il professor Amalfitano, protagonista dell'estratto che vi proponiamo. Buona lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9029" title="bolan" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bolan.jpg" alt="" width="200" height="186" />Quella sera, dopo aver riletto quattro o cinque volte la lettera, Amalfitano non poté rimanere in casa. Si mise una giacca leggera e uscì a camminare. I suoi passi lo portarono in centro, dove vagò nella piazza in cui la statua del generale Sepùlveda voltava le spalle ricambiato al gruppo scultoreo che celebrava la vittoria del popolo di Santa Teresa sui francesi, e poi si infilò in un quartiere che, malgrado fosse a due isolati dal centro, riuniva in sé – e mostrava – ogni stigma, ogni segno di povertà, squallore e pericolo. La zona rossa.<br />
Quel nome divertiva Amalfitano con un misto di amara tenerezza; anche lui, nel corso della sua vita, aveva conosciuto zone rosse. I quartieri operai, i “cordoni industriali”, prima, i luoghi liberati dalla guerriglia, dopo. Chiamare zona rossa un quartiere di puttane, tuttavia, gli sembrava azzeccato e si domandò se anche quelle lontane zone rosse della sua gioventù non fossero state enormi quartieri di puttane camuffati con la Retorica e la Dialettica. Luoghi di puttane invisibili, splendore di papponi e poliziotti, tutto il nostro sforzo, la nostra lunga rivolta carceraria.<br />
Di colpo si sentì triste e anche affamato. Contro ogni avvertenza e cautela di genere gastrointestinale si fermò da un venditore ambulante, all’angolo fra avenida Guerrero e General Mina, e comprò un panino al prosciutto e del tè all’ibisco che, nella sua fervida immaginazione, era simile al nettare di gelsomino o al succo di fiori di pesco cinesi della sua infanzia. Com’erano saggi, accidenti, com’erano delicati questi messicani, pensò mentre assaporava uno dei migliori panini della sua vita: fra il pane e il pane, panna acida, salsa di fagioli neri, avocado, lattuga, pomodoro o <em>jitomate, </em>tre o quattro pezzetti di peperoncino <em>chipotle, </em>e una sottile fetta di prosciutto, l’elemento che dava nome al panino e allo stesso tempo il meno importante. Come una lezione di filosofia. Filosofia cinese, è chiaro! pensò. Il che lo portò a ricordare quei versi del <em>Tao te ching</em>: “La loro identità è il mistero / E in questo mistero / si trova la porta di tutte le meraviglie”. Qual’era l’identità di Padilla? Pensò allontanandosi dal venditore ambulante e dirigendosi verso una grande insegna luminosa a metà di calle Mina. Il mistero, la meraviglia di essere giovane e non aver paura e di colpo averla. Ma aveva davvero paura, Padilla? o le manifestazioni che Amalfitano interpretava così erano segno di qualcos’altro? L’insegna, a grandi lettere rosse, annunciava la cantante di <em>rancheras</em> Coral Vidal, una seduta di streap-tease comunicativo e il famoso mago Alexander. Sotto la pensilina all’ingresso, in un brulichio di gente insonne, vendevano sigarette, droghe, frutta secca, riviste e giornali di Santa Teresa, Città del Messico, California e Texas. Mentre pagava un quotidiano della capitale, me ne dia uno qualunque, aveva detto all’edicolante, mi dia l’”Excélsior”, un bambino gli tirò la manica.<br />
Amalfitano si voltò. Era un bambino bruno, magro, sugli undici anni, con indosso una felpa gialla con l’emblema dell’Università del Wisconsin e dei pantaloncini sportivi. Venga con me, signore, mi segua, insisté il bambino davanti alla resistenza iniziale di Amalfitano. Qualcuno si era fermato a guardarli. Alla fine decise di obbedire. Il bambino s’infilò in una strada laterale piena di caseggiati che sembravano sul punto di crollare. I marciapiedi erano invasi da automobili parcheggiate male o, a giudicare dalle loro pietose condizioni, abbandonate dai proprietari. Dall’interno di certe case arrivava un guazzabuglio di televisioni a tutto volume e voci irate. Amalfitano contò fino a tre insegne di pensioni. I nomi gli parvero pittoreschi, ma non quanto l’insegna di calle Mina. Cosa significava <em>streap-tease comunicativo</em>? Che si spogliavano anche gli spettatori o che la spogliarellista annunciava a voce alta gli strumenti che poi si sarebbe tolta?<br />
Di colpo la strada rimase in silenzio, come ripiegata su se stessa. Il bambino si fermò tra due automobili particolarmente sgangherate e guardò Amalfitano negli occhi. Lui, finalmente, capì e scosse la testa. Poi forzò un sorriso e disse no,no. Tirò fuori di tasca una banconota e gliela mise in mano. Il bambino prese la banconota e se la infilò in una delle scarpe da ginnastica. Quando lo vide chinarsi Amalfitano ebbe l’impressione che un raggio di luna gli illuminasse la schiena piccolina e ossuta. Gli occhi gli si riempirono di lacrime. <em>La loro identità è il mistero</em>, ricordò. E ora? disse il bambino. Ora te ne vai a casa a dormire, disse Amalfitano e si rese immediatamente conto della stupidità del rimprovero. Mentre si avviavano, stavolta uno accanto all’altro, s’infilò la mano in tasca e gli diede altri soldi. Ehi, grazie, disse il bambino. Così questa settimana ceni, disse Amalfitano con un sospiro.<br />
Prima di lasciare la strada sentirono dei gemiti. Amalfitano si fermò. Non è nulla, spiegò il bambino, vengono da lì, è la Llorona. La mano del bambino indicò la soglia di una casa in rovina. Amalfitano si avvicinò esitante. Nel buio dell’androne si sentirono di nuovo i gemiti. Venivano dall’alto, da uno dei piani superiori. Il bambino gli stava accanto e gli indicava il punto, Amalfitano fece pochi passi nell’oscurità e non osò proseguire. Tornando indietro vide il bambino in piedi, in equilibrio sulle macerie. E’ la matta della strada che muore di Aids, disse guardando distrattamente i piani superiori. Amalfitano non fece alcun commento. In calle Mina si separarono. […]</p>
<p><strong>Roberto Bolaño, <em>I dispiaceri del vero poliziotto</em>, Adelphi, 19 €</strong></p>
<p>Il sogno di ogni vero lettore non è forse di ritrovare, anche solo per poco, i personaggi di un libro che ha appassionatamente amato? Ebbene, lo vedrà realizzarsi, per la prima volta, in questo romanzo, dove riappaiono alcuni dei personaggi di <em>2666</em>. Per poterli incontrare di nuovo, però, dovrà accettare il rischio di intraprendere un viaggio quasi iniziatico, all’interno di una foresta in cui le piste si confondono e si aggrovigliano. Ma il vero lettore non esiterà, e si trasformerà lui stesso nel vero poliziotto del titolo: colui che (come Bolaño) &#8220;cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo». Inoltrandosi dunque nella trama fittissima e imprevedibile di queste pagine, scoprirà, per esempio, che il professor Amalfi­tano è approdato in Messico dopo essere stato espulso dall&#8217;Università di Barcellona per omosessualità, e ne conoscerà il nuovo amante, un irresistibile falsario di dipinti di Larry Rivers (mentre dell’ex amante, un poeta malato di Aids, leggerà le impagabili lettere); e rivedrà anche l’incan­tevole Rosa Amalfitano, di cui sembra innamorarsi il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho, erede di una dinastia di donne violate&#8230; Nel frattempo si lascerà sedurre, il vero lettore, da digressioni letterarie impertinenti, classifiche irriguardose, biografie fittizie, atmosfere inquietanti, sogni rivelatori. Con l&#8217;im­per­tur­babile senso del ritmo e la dovizia visionaria delle sue storie, Bolaño saprà i­pnotizzare il suo lettore-po­liziotto, imponendogli un modo di raccontare nuovo e sorprendente. Sicché, alla fine, l&#8217;unico «dispiacere» che quegli proverà sarà di vedere i personaggi, già da sempre in fuga, sottrarsi ancora una volta: come se, terminato il libro, «saltassero letteralmente fuori dall&#8217;ulti­ma pagina e continuassero a fuggire».<br />
(dalla prima di copertina)</p>
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