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	<title>Altroquando &#187; Cinema</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>L’ALTRO CINEMA &#8211; Cinque cineasti dimenticati</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 20:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altroquando - News]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte mercoledì 10 novembre 2010 un seminario organizzato da Altroquando - Libri e Cinema e dall’Associazione Culturale Punto di Svista...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">Parte mercoledì 10 novembre 2010 “L’altro cinema – Cinque cineasti dimenticati”, un seminario organizzato da Altroquando &#8211; Libri e Cinema e dall’Associazione Culturale Punto di Svista.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4902" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ferreri.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Ogni mercoledì e per 10 settimane, il critico cinematografico e delle arti visive Maurizio G. De Bonis analizzerà l’universo poetico di<img class="alignright size-full wp-image-4885" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ozu_2.jpg" alt="" width="130" height="180" /> cinque maestri del cinema che nel corso del Novecento hanno contribuito a trasformare il cinema da forma di spettacolo popolare a espressione artistica.</p>
<p>Lo studio delle opere di Yasujiro Ozu, John Cassavetes, Marco Ferreri, Robert Bresson, Joseph Losey sarà basato sull’utilizzazione di sequenze filmiche che verranno analizzate tecnicamente e interpretate stilisticamente e culturalmente. Il lavoro si svolgerà attraverso un dialogo continuo tra docente e allievo per ricreare uno spirito di studio del cinema dinamico e moderno.</p>
<p>A conclusione di ogni ciclo di lezioni dedicato a un singolo regista, il docente fornirà ampia bibiliografia di riferimento e videografia selezionata basata sul percorso filmografico di ogni autore preso in esame.</p>
<p><strong>I CINEASTI</strong></p>
<p>Yasujiro Ozu<img class="alignright size-full wp-image-4889" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bresson_21.jpg" alt="" width="200" height="200" /><br />
John Cassavetes<br />
Marco Ferreri<br />
Robert Bresson<br />
Joseph Losey</p>
<p><strong>PROGRAMMA<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong> 5 cicli da due lezioni.</p>
<p>Ogni ciclo sarà dedicato a uno dei maestri del cinema presi in esame. La prima lezione di ogni ciclo sarà principalmente basata sulla contestualizzazione storica dell’opera del regista oggetto di studio e sull’analisi del suo universo poetico/stilistico. La seconda lezione sarà invece incentrata sul lavoro concreto relativo all’analisi e alla comparazione di sequenze di film e all’interpretazione in chiave culturale della filmografia del regista esaminato.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DATE</strong></p>
<p style="text-align: center;">10, 17, 26, novembre; 1, 7, 15 dicembre 2010</p>
<p style="text-align: center;">12, 19, 26 gennaio 2011</p>
<p style="text-align: center;">2 febbraio 2011</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ORARIO</strong></p>
<p style="text-align: center;">Dalle 19.00 alle 21.00</p>
<p style="text-align: right;"><img class="alignleft size-full wp-image-4886" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cassavetes_2.jpg" alt="" width="200" height="300" /> <strong>INDIRIZZO</strong></p>
<p style="text-align: right;">Via del Governo Vecchio 80-82-83, Roma</p>
<p style="text-align: right;">Telefono: 06.6879825 06.68892200</p>
<p style="text-align: right;"><strong>COSTO</strong></p>
<p style="text-align: right;">150 euro per tutta la durata del seminario (20 ore)<br />
Il seminario prevede un numero massimo di 20 partecipanti</p>
<p style="text-align: right;">L’iscrizione rimarrà aperta fino a esaurimento dei posti disponibili</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: center;"><strong>PER INFORMAZIONI:</strong></p>
<p style="text-align: center;">ALTROQUANDO: <a href="mailto:comunica@altroquando.com">comunica@altroquando.com</a></p>
<p style="text-align: center;">PUNTO DI SVISTA: <a href="mailto:puntodisvista@gmail.com">puntodisvista@gmail.com</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SITI</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong><a href="http://www.altroquando.com/">altroquando.com</a> &#8211; <a href="http://www.puntodisvista.net">puntodisvista.net</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: right;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>DOCENTE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Maurizio G. De Bonis svolge da molti anni attività di critico cinematografico, fotografico e delle arti visive. È membro della Federazione Nazionale della Stampa e iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1991.</p>
<p>Attualmente è direttore responsabile di <span style="text-decoration: underline;">CultFrame &#8211; Arti Visive</span><strong>,</strong> testata giornalistica online dedicata al cinema, alla fotografia e all’arte contemporanea.</p>
<p>È Segretario del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani &#8211; SNCCI ed è direttore di <a href="http://www.sncci.it/">CineCriticaWeb</a>, rivista on line del SNCCI. Scrive di cinema su <strong>CineCritica</strong> (versione cartacea). Nel 2009 ha co-fondato l’Associazione Culturale Punto di Svista (di cui è Presidente), organizzazione destinata alla divulgazione culturale, nonché alla didattica, in ambito cinematografico e fotografico. È membro del Comitato di Redazione di Punto di Svista – Arti Visive in Italia, testata giornalistica dedicata alla fotografia e alla cinematografia italiane.</p>
<p>Nel 2007 ha pubblicato il libro “L’immagine della memoria &#8211; La shoah tra cinema e fotografia”<strong> </strong>(Onyx Edizioni, Roma) e nel 2009 è stato co-curatore del volume “Cinema israeliano contemporaneo” (Marsilio) e della Retrospettiva sul cinema israeliano nell’ambito della 45° Mostra Internazionale del Cinema Nuovo di Pesaro.</p>
<p>In qualità di curatore, nell’ambito di FotoGrafia-Festival Internazionale di Roma, ha allestito le mostre “Il corpo è il pensiero &#8211; Ritratti, autoritratti e nudi femminili” &#8211; fotografie di Simcha Shirman (Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, Roma 2007); “Cara Moldova” &#8211; Fotografia di Alfredo Covino (Biblioteca Rispoli, Roma 2008); “Cronache del quotidiano” &#8211; Fotografie e film di David Perlov (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma &#8211; Palazzo delle Esposizioni, Roma 2008). Nel 2006 è stato l’ideatore e il direttore artistico del “Roma Kolno’a Festival &#8211; Ebraismo e Israele nel cinema” (Casa del Cinema, Roma).</p>
<p>È ideatore e organizzatore del “Ritiro di Studio sulla Fotografia” di Prato, giunto alla terza edizione e degli incontri denominati “Immagini contemporanee”. È stato co-ideatore e co-organizzatore del convegno svoltosi a Roma il 24 aprile 2010, intitolato “Appunti sul Fotogiornalismo – La questione italiana”.</p>
<p>È docente di Metodologia della Critica nell’ambito del Master post-laurea in Critica Giornalistica organizzato dall’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, Roma.</p>
<p>In questi anni ha insegnato linguaggio cinematografico nel corso di Visual Art presso Istituto superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma e in precedenza ha insegnato per l’AIACE di Roma.</p>
<p>Ha tenuto ultimamente seminari su William Eggleston, Stephen Shore, Sophie Calle, sui rapporti tra fotografia, cinema e arte contemporanea e sui maggiori fotografi. Ha tenuto incontri su cineasti come Andreij Tarkovskij, David Lynch, Robert Altman, Luis Buñuel, Stanley Kubrick, John Cassavetes e Marco Ferreri.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4878" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/modesty-losey.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
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		<title>Altroquando al Cortoons – Teatro Palladium, Roma – dal 24 al 28 marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 15:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altroquando - News]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cortoons]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest'anno, per la prima volta, saremo presenti con un nostro stand al Cortoons. Festival Internazionale di Cortometraggi d'Animazione, che si svolgerà presso il teatro Palladium (P.zza B.Romano 8) dal 24 al 28 marzo. E data la nostra passione per il cinema d'animazione, non potevamo certo mancare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, per la prima volta, saremo presenti con un nostro stand al <em><strong><a href="http://www.cortoons.it/">Cortoons</a>. Festival Internazionale di Cortometraggi d&#8217;Animazione</strong></em>, che si svolgerà presso il teatro Palladium (P.zza B.Romano 8) dal 24 al 28 marzo. E data la nostra passione per il cinema d&#8217;animazione, non potevamo certo mancare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3693" title="coortoonslogo" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/coortoonslogo.jpg" alt="" width="350" height="266" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dal comunicato stampa di presentazione del festival:</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3696" title="1" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/1.jpg" alt="" width="285" height="400" />Giunto alla settima edizione, <strong><em>Cortoons </em><span style="font-weight: normal;">proporrà anche lungometraggi all&#8217;interno del concorso principale, come <em>Panique au Village <span style="font-style: normal;">di Stephane Aubiere e Vincent Patar, </span>Metropia<span style="font-style: normal;"> di Tarik Saleh, con le voci di Juliette Lewis e Vincent Gallo, e </span>Boogie el aceitoso<span style="font-style: normal;"> di Gustavo Cova. Il festival, diretto da Alessandro D&#8217;Urso, si divide in quattro sezioni: proiezioni di film in concorso provenienti da oltre 30 Paesi; seminari e workshop; retrospettive; eventi speciali.</span></em></span></strong></p>
<p>Il concorso ufficiale è diviso in 6 categorie:</p>
<p>lungometraggi; cortometraggi italiani; cortometraggi internazionali;  VFX (effetti speciali); videoclip animati; cortometraggi provenienti dalle migliori scuole del mondo.</p>
<p>Tra le <strong>novità</strong> dell’edizione 2010:</p>
<p>In collaborazione con L’Ambasciata Tunisina, il Festival propone un focus sull’animazione tunisina e presenterà la serie televisiva animata Tunis 2050. Inoltre, una retrospettiva sull&#8217;animazione spagnola presentata da Agustí Argelich, direttore artistico del FILMETS Badalona Film Festival, che presenterà il meglio del suo Festival, in collaborazione con l&#8217;Istituto Cervantes di Roma. Anche questa edizione si arricchisce della collaborazione con il critico Marco Giusti e la sua rassegna sull’animazione vintage che quest’anno verterà sull’opera di Norman Mclaren.</p>
<p>Tra gli <strong>eventi speciali</strong>:</p>
<p>-Il live di Gianni Maroccolo (bassista dei Litfiba, Marlene Kuntz, CCP, CSI, PGR  e produttore discografico) che si esibirà in  basso solo “musicando” una serie di corti d&#8217;animazione;</p>
<p>-il doppiaggio live di Lillo e Greg sui classici dell’animazione.</p>
<p>La giuria è composta fra gli altri da: Enzo d’Alo – regista, Agustí Argelich &#8211; direttore artistico del FILMETS, Moira Abramzon – coordinatrice IED – Alexey Alexeev – regista, Sergio Staino – disegnatore, Christian Uva – Docente Universitario.</p>
<div><span style="font-family: Century, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: Century, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: Century, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: Century, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: Century, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><br />
</span></div>
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		<title>Il Cinema del Multiple Self – Mattia Artibani – Sabato 6 marzo ore 18.30</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cronenberg]]></category>
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		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[David Lynch e David Cronenberg. Come dire, i "mostri" del cinema contemporaneo. Mattia Artibani, per la Inedition Editrice, analizza due film dei maestri per dirci come il tema della, e delle, identità in loro diventi cinema, ossessione e genio... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Altroquando presenta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Cinema del Multiple Self – Inedition Editrice</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>di Mattia Artibani</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>con l&#8217;autore saranno presenti Francesco Verri e Katia Rossi </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sabato 6 marzo ore 18.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3274" title="multiple" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/multiple1.jpg" alt="" width="200" height="275" /></p>
<p><strong><br />
</strong><br />
<a style="font-weight: bold;" href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mortensen.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2537" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mortensen.jpg" alt="" width="267" height="400" /></a>Temi come l&#8217;ambiguità e la scissione dell&#8217;individuo, spesso rappresentati dalla figura del doppio, sono ricorrenti nella storia del cinema e della critica del cinema. Con l&#8217;avvento della sensibilità postmoderna, dalla narrazione della dualità si è poi passati alla molteplicità, alla schizofrenia, agli universi paralleli. Per arrivare a Fred Madison e Pete Dayton,a <em>Strade Perdute</em> di David Lynch.</p>
<p>Ed è proprio a David Lynch, e a David Cronenberg, che è dedicato questo volume pubblicato dalla Inedition, <em>Il Cinema del Mu</em><em>ltiple Self </em> di Mattia Artibani. L&#8217;autore in particolare analizza due film dei maestri: <em>Mulholland Drive</em> e <em>La Promessa dell&#8217;Assassino. </em>Film nei quali i registi &#8220;concettualizzano il tema dell&#8217;identità multipla&#8221;, riuscendo, oltre a che a girare dei veri e propri capolavori e fermo restando le profonde differenze tra i due, anche a &#8220;comunicare contenuti e riflessioni nuovi e stimolanti per il discorso filosofico&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il meglio del Future Film Festival 2010 Giovedì 28 e Domenica 31 Gennaio</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/01/18/il-meglio-del-future-film-festival-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 17:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[future film festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Il meglio dei corti del FFF 2010! In contemporanea con Bologna apriamo 2 finestre sul FFF (Future Film Festival), uno dei pochi episodi italiani dedicati interamente alle nuove forme del cinema di animazione. Per il primo anno comincia la collaborazione con Altroquando, la libreria da sempre attenta (a livello maniacale!) a tutto ciò che gira intorno al cinema, ma con una passione sfrenata per l’animazione (aò, e mica ce piace solo la birra!!!)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="&lt;span class="><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SsD9nYPvNYQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/SsD9nYPvNYQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"></embed></object>&#8220;&gt;</a></p>
<p><a href="&lt;span class="><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span>Il meglio dei corti dell&#8217; FFF (Future Film Festival) 2010</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span>Giovedì 28 gennaio ore 21.30</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span>Domenica 31 gennaio ore 19</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span><img class="aligncenter size-full wp-image-2733" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/logo_fff.jpg" alt="" width="500" height="98" /> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><!--StartFragment--></p>
<p></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="&lt;span class="><span>Giunto alla dodicesima edizione, il </span></a><a href="http://www.futurefilmfestival.org/it/">Future Film Festival</a> ( Bologna, 26 – 31 gennaio 2010 ) si conferma come uno spazio ideale, uno dei pochi nel nostro paese, dedicato al cinema d’animazione e al mondo in vorticosa evoluzione degli effetti speciali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Come ogni Festival del cinema che si rispetti, anche il Future Film Festival ( d’ora in poi FFF ) presenta diverse sezioni all’interno delle quali si articola il ricco programma della manifestazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2832" title="fff2" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/fff2.jpg" alt="" width="500" height="211" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Innanzitutto il concorso principale, Platinum Grand Prize, per i lungometraggi, cui si affianca il Future Film Short, per i corti d’animazione o “live con effetti speciali”. A queste due sezioni si affianca il Premio Franco La Polla, premio alla miglior tesi sul cinema di fantascienza, in onore del grande critico cinematografico recentemente scomparso. Oltre, naturalmente ai titoli che verranno presentati fuori concorsi e alla miriade di eventi speciali e retrospettive, su cui ritorneremo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Stragrande maggioranza dei film che verranno presentati al FFF provengono dal Giappone o comunque dall’ estremo oriente. Niente di cui stupirsi, così come non stupisce la pressoché totale assenza del cinema italiano, il cui immaginario è ormai prosciugato, inaridito, in balia di ultimi rigurgiti mucciniani ( così tanto per stare sull’attualità ).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2833" title="fff1" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/fff1.jpg" alt="" width="500" height="211" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Ritornando a parlare di cose serie, di particolare interesse sembrano i focus, seminari o retrospettive quest&#8217;anno dedicati alla Stop Motion e alla Motion Grapichs, con un omaggio a Saul Bass, il geniale ideatore di alcuni tra i più straordinari titoli di testa, e non solo, della storia del cinema ( avete presente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pz46qS38OgM"><em>Vertigo</em></a>? ).<img class="alignright size-full wp-image-2834" title="avatar" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/avatar.jpg" alt="" width="302" height="500" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Infine, e come poteva mancare dato il periodo, l’evento speciale di questa edizione del FFF sarà l’incontro con Joe Lettieri supervisore degli effetti speciali ( Visual Effects Supervisor) di </span><em>Avatar</em><span>…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Alla luce di tutto questo, e considerando tutto ciò che abbiamo tralasciato di menzionare, siamo ancora più orgogliosi di poter dire che per il primo anno Altroquando dedicherà ben due serate due al FFF, con una selezione del meglio del programma di questa edizione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Grazie ai nostri leggendari agganci nel mondo del cinema, ancora una volta saremo quindi in grado di mostrarvi ciò che mai nessuno potrà mostrarvi. Allargheremo, spalancheremo le porte della percezione, si consiglia di arrivare predisposti. Buona visione!</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>FRANK CAPRA – VITO ZAGARRIO – MARSILIO</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 19:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le ultime uscite della casa editrice Marsilio, una delle più prestigiose per quanto riguarda i libri di cinema, segnaliamo questo volume dedicato al regista italo-americano Frank Capra. Passato alla storia come il regista dei buoni sentimenti e dell'ottimismo, con annessa visione natalizia di La Vita è Meravigliosa, Frank Capra secondo la lettura che ne dà Vito Zagarrio possiede invece una complessità insospettabile in superficie... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
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<p class="MsoNormal"><strong>FRANK CAPRA – VITO ZAGARRIO – MARSILIO – 26€  <img class="alignright size-full wp-image-2663" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/capra1.jpg" alt="" width="190" height="280" /><br />
</strong></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Frank Capra più di ogni altro seppe incarnare lo spirito del new–<span>deal, che ad Hollywood fu declinato secondo i versanti dell&#8217;ottimismo, inguaribile ottimismo, della fiducia nelle capacità del popolo americano (c’era la grande depressione da superare), nonchè della fede cieca e illimitata circa le sorti delle giovane, ma già gloriosa democrazia stelle e strisce, qualunque cosa ciò volesse dire. Comunque sia, Capra fu il più efficace cantore di tale sistema valoriale – certo più complesso rispetto al quadro qui tratteggiato – eguagliato forse solo dal Ford di </span><em>Alba di Gloria</em><span> e di </span><em>Furore</em><span>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-full wp-image-2661" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/accaddedom.jpg" alt="" width="100" height="150" />Ora, tali caratteristiche possono essere interpretate fondamentalmente in due modi: o si dice che i Capra, e i Ford, furono oltre che grandi registi anche efficaci propagandisti di valori essenzialmente positivi e sinceramente democratici; oppure si dice che i loro film, come ad esempio </span><em>La Vita è Meravigliosa</em> o<em> Mr. Smith va a Washington </em>di Capra<span>, furono invece espressione di un’ideologia conservatrice e populista. Manifesti reazionari insomma, oltre che stucchevoli nella forma. In entrambi i casi, a Ford venivano accordate una problematicità, un’ambiguità e una tensione sconosciute a Capra.  <img class="alignright size-full wp-image-2665" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/stewart.jpg" alt="" width="200" height="262" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Forse per invertire questa tendenza, e per dare a Capra ciò che è di Capra, la Marsilio ha recentemente pubblicato una monografia dedicata al regista di <em>Accadde Una Notte</em><em>: </em><em><strong>Frank Capra. Il cinema americano tra sogno e incubo</strong></em>, €26.<span> </span>Come recita l’introduzione di Vito Zagarrio, autore oltre che di questo volume anche del &#8220;castorino&#8221; dedicato a Capra, <em><strong>Frank Capra. Il cinema americano tra sogno e incubo</strong></em> è “una proposta di controlettura” dell’opera del regista italoamericano, un tentativo di rivalutazione alla luce della più recente bibliografia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-2667" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mrdedds.jpg" alt="" width="180" height="280" /></p>
<p class="MsoNormal"><span> Un libro che si sofferma soprattutto sul primo Capra (1929-34), quello cioè secondo Zagarrio meno riconciliato, e a cui meglio si applica il concetto di “non–lieto fine”: cioè una rilettura dei famosi happy end capriani. Talmente enfatici da risultare non reali, posticci, e quindi segno di una complessità che richiede uno sguardo critico più profondo, che non si lasci ingannare dalle apparenze del volemose bene capriano.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una visione originale, quella di Zagarrio, che vale la pena di approfondire. Buona lettura. </span></p>
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		<title>SU KUBRICK – JAMES NAREMORE – KAPLAN</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2010/01/02/su-kubrick-james-naremore-kaplan-24e/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 15:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultima apparizione in ordine di tempo all'interno dell'immensa bibliografia esistente, Su Kubrick di James Naremore (Kaplan) si segnala per l'approccio analitico alla materia, che tende a leggere l'opera kubrickiana “alla luce dell’estetica del grottesco”...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-full wp-image-2585" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/clockwork.jpg" alt="" width="250" height="353" /></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Su Stanley Kubrick sono stati pubblicati in Italia <a href="http://www.altroquando.com/2009/03/03/michael-herr-con-kubrick/">moltissimi</a> libri,tanto da farne l’autore cinematografico più &#8220;criticato&#8221;, insieme a pochi altri mostri sacri come Fellini, Pasolini o Hitchcock.</p>
<p class="MsoNormal"><span>A questo proposito, vi proponiamo l’ultima uscita in materia:</span><em> Su Kubrick, di James Naremore, Kaplan, </em>24€<span>.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span>Il libro di Naremore, originariamente apparso in Inghilterra nel 2007, è diviso in sei parti: un prologo che contiene elementi biografici, soffermandosi sul rapporto che Kubrick ebbe con Hollywood e con il proprio contesto culturale, in un momento di passaggio dal modernismo al postmodernismo (e Naremore vede in Kubrick &#8220;l&#8217;ultimo dei modernisti&#8221;); quattro capitoli centrali in cui vengono analizzati i film di Kubrick, ad eccezione di</span><em> Spartacus</em><span> (che come sappiamo non è in toto ascrivibile al regista newyorchese, entrato nel progetto a riprese iniziate); infine un epilogo che presenta, in aggiunta alle conclusioni di rito, un’analisi di </span><em>A.I. Intelligenza Artificiale</em><span> che compara il progetto di Kubrick alla effettiva realizzazione che ne fece Spielberg. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Un libro originale, una lettura dei film kubrickiani “alla luce dell’estetica del grottesco”. </span></p>
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		<title>Nicholas Ray, a cura di Emanuela Martini, Il Castoro, 26€</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 00:02:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Nicholas Ray, il regista di La Gioventù Bruciata e Johnny Guitar, l'ultima edizione del Torino Film Festival ha dedicato un'approfondita retrospettiva. E puntuale come sempre, presso i tipi del Castoro esce una nuova monografia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nicholas Ray, a cura di Emanuela Martini, Il Castoro, 26€</strong></p>
<p><a href="http://"><img class="alignleft size-full wp-image-2544" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ray.jpg" alt="" width="220" height="320" /></a>A Nicholas Ray, il regista di <em>La Gioventù Bruciata</em> e<em> Johnny Guitar</em>, l&#8217;ultima edizione del Torino Film Festival ha dedicato un&#8217;approfondita retrospettiva. E puntuale come sempre, presso i tipi del Castoro esce una nuova monografia.</p>
<p>Nicholas Ray fu, insieme a Robert Aldrich, Samuel Fuller e pochi altri, uno degli innovatori del cinema hollywoodiano degli anni cinquanta e beniamino della nouvelle vague (troverete nel libro un intervento di Jean Luc Godard). Un cinema non ancora in crisi &#8211; si dovrà aspettare il decennio successivo infatti &#8211; ma che mostra i primi segni di decadenza, le prime crepe. I generi, caposaldo dell&#8217;industria di Hollywood, iniziano ad essere meno monolitici, venendo via via sempre meno le solide basi ideologiche su cui si erano fondati. E fu proprio attraverso i generi che registi come Aldrich e Ray furono capaci di articolare un loro proprio e originale discorso. Basti pensare a <em>Johnny Guitar</em> di Ray, in cui il western si fonde con la violenza cromatica del melodramma, sulla scia di altri sur-western come <em>Duello al Sole</em>, dando vita ad un film particolarmente allucinato in cui, fatto più unico che raro nei western, l&#8217;eroe è un&#8217;eroina: Joan Crawford, per l&#8217;esattezza.  <a href="http://"><img class="alignright size-full wp-image-2546" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/guitar.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></p>
<p>Di questo e molto altro parla il volume curato da Emanuela Martini. Oltre a biografia, filmografia e un curato apparato iconografico, oltre a testi dello stesso Ray, il libro è reso ancora più ricco da interventi di critici e appassionati dell&#8217;opera di Ray, tra cui spicca (forse per debolezza di scrive) l&#8217;intervista allo scrittore americano Jonathan Lethem.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Guida al Cinema Peplum, Oscar Lapena Marchena, Profondo Rosso, 29€</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come buona parte dei generi in voga negli 50 e 60 del secolo scorso, anche il peplum è stato spazzato via dai "super-generi del cinema moderno". Se si escludono clamorosi exploit, sempre dovuti a super produzioni, come nel caso di Il Gladiatore, i film degli antichi romani sono da tempo confinati al piccolo schermo. Il libro che vi proponiamo racconta cosa fu il peplum e insieme la stagione più produttiva del cinema di genere italiano. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guida al Cinema Peplum, Oscar Lapena Marchena, Profondo Rosso, 29€</strong></p>
<p>Il peplum, come si apprende nelle prime pagine di questo libro, era l&#8217;indumento usato dalla maggioranza<img class="alignright size-full wp-image-2529" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ursus.jpg" alt="" width="248" height="248" />delle persone al tempo degli antichi romani. Negli anni cinquanta e sessanta in Italia col termine peplum si voleva indicare invece un preciso tipo di genere cinematografico: kolossal in costume ambientati, per l&#8217;appunto, al tempo degli antichi romani. Erano tempi in cui, come tutti sanno, l&#8217;industria del cinema italiano era molto produttiva, soprattutto grazie ad una robusta produzione di genere che affiancava il cinema cosiddetto d&#8217;autore, altrettanto in salute in quei tempi. Insieme al western all&#8217;italiana, il peplum era il genere più popolare e diffuso grazie a star come Steve Reeves e abili registi &#8220;specializzati&#8221; come Pietro Francisci.</p>
<p><em>Guida al Cinema Peplum. Ercole, Ulisse, Sansone e Maciste alla conquista di Atlantide, </em>pubblicato da Profondo Rosso, è una esauriente ricognizione del genere. Oltre ad essere, appunto, una completa guida al genere, il libro di Lapena Marchena offre anche interessanti spunti critici, come nel capitolo dedicato alle implicazioni politiche dei film peplum.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stanley Kubrick’s Napoleon: The Greatest Movie Never Made, 500€</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/12/19/stanley-kubrick%e2%80%99s-napoleon-the-greatest-movie-never-made-taschen-500e/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 15:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[


Nel 1968, subito dopo 2001 Odissea nello spazio, Stanley Kubrick decide di dedicarsi allo sviluppo di un progetto tanto folle quanto titanico: un film sulla vita di Napoleone Bonaparte. Due anni di meticolose ricerche – possiamo solo immaginare quanto meticolose, trattandosi del regista di Barry Lyndon, cioè dell’uomo capace di usare i sofisticati obiettivi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/napoleon2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2470" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/napoleon2.jpg" alt="" width="480" height="325" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nel 1968, subito dopo <em>2001 Odissea nello spazio</em>, Stanley Kubrick decide di dedicarsi allo sviluppo di un progetto tanto folle quanto titanico: un film sulla vita di Napoleone Bonaparte.<span> </span>Due anni di meticolose ricerche – possiamo solo immaginare quanto meticolose, trattandosi del regista di <em>Barry Lyndon</em>, cioè dell’uomo capace di usare i sofisticati obiettivi della Nasa per ricreare la luce del XVIII secolo – produssero una mole considerevole di materiale e un abbozzo di sceneggiatura.  <a href="http://"><img class="alignright size-full wp-image-2474" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/kubrick2.jpg" alt="" width="242" height="280" /></a><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ma il regista di <em>Arancia Meccanica</em> come tutti sanno alla fine non girò mai il film. Difficoltà produttive – qualcuno si ricorda com’era il mondo senza il digitale? – dovute in gran parte alla meticolosità di cui sopra, impedirono quindi a Kubrick di realizzare Napoleon. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>In compenso, la casa editrice Taschen ha appena pubblicato un importante volume:<span> </span><em>Stanley Kubrick’s Napoleon: The Greatest Movie Never Made</em>, 500€. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il libro è composto da diverse schede comprese in un unico e più grande volume (se non è chiaro, guardate pure la foto qui sotto).</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2467" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/napoleon1.jpg" alt="" width="480" height="325" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
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<p class="MsoNormal"><span>Il fanatico kubrickiano potrà quindi trovare all’interno di Napoleon: bozze dei costumi di scena, studi sulle location, una dettagliata corrispondenza tra Kubrick e i vari esperti interpellati, fotografie e vario materiale effettuato per le ricerche. Oltre a due saggi e un’intervista ad un professore di Oxford, effettuata da Kubrick<span> </span>stesso…</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/napoleon3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2472" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/napoleon3.jpg" alt="" width="480" height="325" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span>Insomma, di carne al fuoco ce n’è. Ultima cosa: trattasi di edizione limitata, 1000 copie. La nostra è la numero 756.</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>La seconda guerra mondiale nel cinema polacco, Malgorzata Hendrykowska, Istituto Polacco di Roma</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/11/21/malgorzata-hendrykowska-la-seconda-guerra-mondiale-nel-cinema-polacco-istituto-polacco-di-roma-e8/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 13:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[70 anni fà iniziava la seconda guerra mondiale e i fotogrammi che si ispirano ad essa continuano a scorrere. Soprattutto per una cinematografia come quella polacca che ha costruito sugli eventi bellici il terreno fertile per svelare la storia e la politica di oggi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La seconda guerra mondiale nel cinema polacco</strong></em><strong>, Malgorzata Hendrykowska, Istituto Polacco di Roma</strong></p>
<p><a href="http://"><img class="alignleft size-full wp-image-2205" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/passeggera.jpg" alt="" width="150" height="228" /></a> E&#8217; giusto confessare che i libri che più mi piacciono sono quelli che stimolano la lettura di altri libri; o meglio la visione di film e la partecipazione ad opere teatrali; o meglio ancora la condivisione di eventi o manifestazioni pubbliche. Il tutto per accrescere la mia ambizione di completare il libro in questione ed aggiungere così nuovi tasselli.</p>
<p>La rassegna <strong>&#8220;La seconda guerra mondiale nel cinema polacco&#8221;</strong> curata dall&#8217;Istituto Polacco di Roma ha presentato un libro appositamente scritto dalla professoressa Malgorzata Hendrykowska in una serata fantastica arricchita dalla proiezione del capolavoro incompiuto di Munk <em>La passeggera </em>(<em>Pasazerka</em>) e dal documentario <em>Il ritrattista </em>(<em>Portrecista</em>) di Dobrowolski. L&#8217;analisi, attraverso filoni e tematiche, verte sui più importanti film polacchi che hanno affrontato la seconda guerra mondiale in Polonia dal 1 settembre 1939 (quando l&#8217;esercito tedesco varca le frontiere polacche) al 28 luglio 1945 (data di nascita a Varsavia del Governo Provvisorio di Unità Nazionale).</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2195" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/dannati.jpg" alt="" /></p>
<p>L&#8217;evento sembra provvidenziale a me &#8220;posseduto&#8221; da <em>amour fou </em>verso il regista <a href="http://www.altroquando.com/2009/06/11/il-cinema-di-andrzej-zulawski/">Andrzej Zulawski</a>. Non è forse vero che il 17 settembre 1939, alla notizia dell&#8217;entrata dell&#8217;esercito sovietico in Polonia, lo scrittore Miroslaw Zulawski fugge verso est a Leòpoli dove un anno dopo nascerà Andrzej? Oppure sarà importante che il giovane Zulawski alla fine del corso di montaggio presso la scuola di cinema francese Idhec di Parigi scriva un saggio-tesi su <em>Kanal</em> (<em>I dannati di Varsavia</em>) di Andrzej Wajda? Proprio questo film è considerato da Malgorzata Hendrykowska il simbolo per quella generazione di polacchi che aveva vent&#8217;anni all&#8217;epoca della guerra e non riuscirà dopo a partecipare alla costruzione &#8220;monumentale&#8221; dell&#8217;orgoglio nazionale ma semmai tenterà di demitologizzare la storia nazionale per cominciare a rivelare la verità. Le sorti della cosiddetta scuola cinematografica polacca (1957-60) si intersecano con il cinema di guerra fino alla delibera del Comitato Centrale nel 1960 quando si attacca la &#8220;nera visione&#8221; che infanga l&#8217;eroismo, alla stregua dei nostri <em>Ladri di biciclette</em> e <em>Sciuscià</em>.</p>
<p>Nel libro della Hendrykowska viene citato nell&#8217;elenco finale dei 101 film di guerra <em>La terza parte della notte </em>di Zulawski, anche se sfiora solo il tema della guerra e della sofferenza in essa insita. Fare il &#8220;nutritore di pulci&#8221; in un istituto che prepara il vaccino contro il tifo per l&#8217;esercito tedesco significa sfamare una famiglia e contribuire all&#8217;insurrezione e alla resistenza polacca.</p>
<p>Questo libro nella sua precisa ricostruzione storico-cinematografica è impreziosito da molte sorprese. A cominciare da un&#8217;immagine in cui si raffigura un giovane Roman Polanski nelle vesti di attore in <em>Generazione</em> (1954), primo film di Wajda.</p>
<p><a href="http://"><img class="alignleft size-full wp-image-2196" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/lotna.gif" alt="" width="500" height="360" /></a>Il merito è della ricchezza della cinematografia polacca che ad esempio per raffigurare l&#8217;inizio del conflitto si affida alla storia di una giumenta (il film è <em>Lotna</em> del 1959 sempre di Wajda) che passa di mano in mano a tutta la cavalleria fino a morire portando via con sè un&#8217;intera civiltà.</p>
<p>Naturalmente Hendrykowska cita anche i film che riportano in vita ricordi ed episodi eroici e sacrificali, come <em>&#8230;dovunque tu sia, signor sindaco&#8230; (&#8230;gdziekolwiek jestes, panie prezydencie&#8230;</em>) che parla del sindaco di Varsavia Starzynski che anche dopo l&#8217;arrivo della Gestapo rimane senza fuggire, perfetto capitano di una nave senza speranza.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2199" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/katyn.jpg" alt="" width="278" height="400" /> Il pregio de <strong>La seconda guerra mondiale nel cinema polacco</strong><em> </em>è di accostare questa mitologia conclamata al tabù del crimine di Katyn infranto da Wajda nel 2007, quando racconta delle fosse comuni fatte dai sovietici di Stalin. Oppure di sottolineare come la politica e la censura abbiano accompagnato il tema della guerra, come nel caso del compositore Szpilman la cui storia avrebbe dovuto costituire un film già nel 1945 e vede la luce solo nel 2002 grazie a Polanski nel film <em>Il pianista</em>. O ancora citare addirittura tre versioni di un film, <em>La casa perduta </em>(<em>Dom na pustkowiu</em>), sul dramma di guerra di Rybkowski: l&#8217;ultima è &#8220;finalmente&#8221; depositaria di posizioni &#8220;utili&#8221; e &#8220;necessarie&#8221; all&#8217;Esercito Popolare comunista, per offuscare anche i film della scuola cinematografica polacca.</p>
<p>La guerra è anche genere d&#8217;azione e commedia, ad esempio nella serie televisiva di culto composta da otto episodi <em>Una posta in gioco più alta della vita </em>(<em>Stawka wieksza niz zycie</em>), 1968; ma soprattutto è ricostruzione documentaristica come nel già citato <em>Il ritrattista</em> (2005) dove Brasse racconta la sua esperienza di fotografo del campo di concentramento di Auschwitz e della sua impossibilità dopo la guerra di fare altri scatti. I segni e le mutilazioni lasciati riguardano il gruppo di persone che attende il treno nel film <em>Due ore </em>ambientato nell&#8217;immediato dopoguerra, ma anche gli spettatori di questo film che devono aspettare 11 anni, visto che nel 1946 è giudicato troppo pessimista per l&#8217;epoca socialista da avviare.</p>
<p><a href="http://"><img class="alignright size-full wp-image-2201" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/kieslwoski.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Concedetemi un ultimo vezzo. Parlare del cinema polacco per me significa citare Kieslowski: è più forte di me! Mi chiedo perchè mai la prof Malgorzata Hendrykowska non abbia citato il suo documentario <em>La fotografia </em>(<em>Zdjecie</em>) del 1968. Esso nasce da una foto mostrata da Karabasz (suo maestro della scuola di Lodz) che ritrae due bambini di quattro e sei anni armati di fucile e berretti dell&#8217;esercito mentre sorridono. Il film si basa sulla ricerca appassionata da parte di Kieslowski di questi due bambini di un tempo, fino a che li trova e filma la loro emozione.</p>
<p>Ma poi capisco che è solo un primo documentario professionale realizzato per la televisione polacca: in fondo è giusto e non poteva essere inserito nel libro. Ancora una volta la prof ha ragione. Grazie dottoressa Hendrykowska per la testimonianza che ci hai dato. E grazie all&#8217;Istituto Polacco di Roma per la preziosa regia.</p>
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