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	<title>Altroquando &#187; citazioni</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>L&#8217;opera struggente di un formidabile genio – Dave Eggers – Mondadori €9,5</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dave eggers]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti gli avvenimenti descritti nel libro sono realmente avvenuti, anche se di tanto in tanto l’autore si è preso alcune piccole libertà relativamente alla cronologia, essendo questo un suo diritto in quanto americano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>NOTA: questa è un’opera di fantasia solo nei rari casi in cui l’autore non è stato in grado di ricordarsi le parole precise di alcune persone e le descrizioni esatte di determinate cose, e ha di conseguenza dovuto colmare le lacune come meglio poteva. In tutti gli altri casi, personaggi, avvenimenti e dialoghi sono reali, e non vanno considerati frutto dell’immaginazione dell’autore, anche perché, nel momento in cui scriveva queste righe, l’autore non disponeva di alcuna immaginazione per un tal genere di cose, e non avrebbe neanche lontanamente potuto concepire l’idea di inventare una vicenda di personaggi fittizi – sarebbe stato come guidare un’auto vestito da pagliaccio – specialmente dato che c’era così tanto da dire sulla sua vera, dolorosa ed evocativa storia personale, sulla gente che ha conosciuto, e ovviamente sui numerosi guizzi e impennate della sua mente complessa ed elettrizzante. Qualunque somiglianza con persone morte o viventi dovrebbe essere piuttosto evidente a coloro che dette persone hanno conosciuto, specie laddove l’autore è stato così gentile da fornire i loro veri nomi e, in alcuni casi, i loro numeri di telefono. Tutti gli avvenimenti descritti nel libro sono realmente avvenuti, anche se di tanto in tanto l’autore si è preso alcune piccole libertà relativamente alla cronologia, essendo questo un suo diritto in quanto americano.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><img class="alignnone size-full wp-image-2775" title="daveeggerslarge" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/daveeggerslarge.jpg" alt="" width="371" height="176" /> </span></p>
<p class="MsoNormal">[...]</p>
<p class="MsoNormal">Appoggio una spalla e la testa contro il muro e resto a guardare per un po’, un palmo premuto contro il muro bianco. Da bambino era talmente magrolino, sembrava sempre più piccolo degli altri e di qualche anno più giovane… eppure era un nuotatore eccezionale, eccezionale, in piscina e al mare, aveva una bracciata favolosa. Per un minuto, tanto per fare qualcosa, cerco di sincronizzare il mio respiro al suo, osservando il suo petto che si solleva e si abbassa, il resto del corpo in riposo, immobile, le mani a pugno, legate, e mentre diventa sempre più esangue guardo quella stupida testa di cazzo che dorme.A un certo punto si alza. Si sveglia, è in piedi, si strappa i tubi dal naso, dalle braccia, assieme ai fili e agli elettrodi, a piedi nudi. Sobbalzo.“Cristo! Che cazzo stai facendo?”</p>
<p class="MsoNormal"><span>“Ma vaffanculo.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Che intendi dire, con vaffanculo?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Intendo dire vaffanculo, pezzo di merda. Io me ne vado.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Cosa?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Puoi andare a farti fottere, io non intendo essere un cazzo di stupido aneddoto nel tuo stupido libro.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sta frugando nei cassetti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Che cosa stai cercando?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“I miei vestiti, testa di cazzo.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Non puoi andartene così. Sei sotto sedativi e tutto il resto.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Oh, fammi il favore. Posso fare quel cazzo che mi pare. Io vado a casa.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“E io chiamo l’infermiera. Tu… Tu devi passare qui la notte, e io devo rimanere con te fino alle tre del mattino, almeno fino a che non dicono che sei fuori pericolo e che stai dormendo, allora con il cuore pesante io torno a casa, da Toph, perché il dovere mi chiama. E poi vengo di nuovo domani a farti visita al reparto psichiatrico e poi… “</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Senti, pezzo di merda, puoi andare a farti fottere. Tutta questa faccenda è spazzatura del cazzo. Io dovrei starmene lì con i miei stinchi pieni di lividi e tutto il resto mentre tu fai la parte dell’amico premuroso, sempre disponibile, oh, come no, superresponsabile, mentre io invece sono il tipo perso che non vale un cazzo… Ascoltami bene, io non ne voglio sapere. Trovati qualcun altro per fare il simbolo di non so che cazzo, della tua gioventù devastata o chissà che altro.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Ascoltami, John…”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“E chi è John?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Tu sei John.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Io sono John?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Si, ti ho cambiato il nome.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Ah già, certo. E come mai John, che non mi ricordo più?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Era il nome di mio padre.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> [...]</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span> </span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Pasto Nudo di William S. Borroughs</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 15:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Incipit: Sento sul collo il fiato caldo della Legge, li sento che fanno le loro mosse, piazzano pupe diaboliche come informatori e canticchiano davanti al cucchiaino e al contagocce che butto via alla fermata di Washington Square, salto un cancelletto girevole...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/pasto-nudo-william-borroughs-copertina.jpg" alt="pasto-nudo-william-borroughs-copertina.jpg" /></p>
<p><em>Traduzione di Franca Cavagnoli<br />
</em><br />
Editore: Adelphi Edizioni<br />
Collana: Fabula<br />
Pubblicazione: Settembre 2001<br />
Pagine: 269<br />
ISBN: 88-459-1643-X</p>
<blockquote><p>Incipit: Sento sul collo il fiato caldo della Legge, li sento che fanno le loro mosse, piazzano pupe diaboliche come informatori e canticchiano davanti al cucchiaino e al contagocce che butto via alla fermata di Washington Square, salto un cancelletto girevole, scendo a precipizio due rampe di scale di ferro, prendo la metropolitana in direzione uptown&#8230; Una checca con l&#8217;aria da pubblicitario, giovane, carino, capelli a spazzola, targato Ivy League, mi tiene aperta la porta. Evidentemente sono il suo tipo. Sapete, uno di quelli che se la fa con baristi e tassisti, sempre lì a parlare dei ganci giusti e dei Dodger, e che chiama per nome il barman di Nedick&#8217;s. Un vero stronzo. Ma proprio all&#8217;ultimo momento &#8217;sto paraculo della narcotici col trench bianco (ve l&#8217;immaginate pedinare qualcuno con un trench bianco? Per spacciarsi meglio da frocio, immagino) zompa sulla banchina del metrò. Già sento che dice, stringendo nella mano sinistra le cose che uso per prepararmi la dose, la mano destra sul cannone: «Amico, mi sa che t&#8217;è caduto qualcosa».</p></blockquote>
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