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	<title>Altroquando &#187; e/o</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>DUE VOLTE – JADELIN MABIALA GANGBO – E/O</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 12:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e/o]]></category>
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		<description><![CDATA[Immaginate di avere davanti agli occhi un piccolo bambino rasta, Daniel, che vi racconta la sua vita. Due volte, perché con lui c’è anche il fratellino gemello, David.
Vivono all’inizio degli anni ottanta, vicino a Bologna, in un istituto di suore, insieme a zingare, piccoli camorristi, bambini maltrattati o non voluti, tutti prodotti dell’Italia che l’Italia cerca di nascondere rinchiudendoli tra quattro mura.
Vanno a scuola lì vicino,]]></description>
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<p class="MsoNormal">DUE VOLTE – JADELIN MABIALA GANGBO – E/O</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Immaginate di avere davanti agli occhi un piccolo bambino rasta, Daniel, che vi racconta la sua vita. Due volte, perché con lui c’è anche il fratellino gemello, David.<br />
Vivono all’inizio degli anni ottanta, vicino a Bologna, in un istituto di suore, insieme a zingare, piccoli camorristi, bambini maltrattati o non voluti, tutti prodotti dell’Italia che l’Italia cerca di nascondere rinchiudendoli tra quattro mura.<br />
Vanno a scuola lì vicino, dove sentono forte la differenza tra i compagni, che suonata la campanella tornano a casa dalle proprie famiglie. <a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/duevolte.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1815" title="duevolte" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/duevolte.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
Quando però tocca a loro andare in una famiglia felice, non vedono l’ora di rientrare a quella che ormai è casa loro.<br />
Perché comunque la loro vita è lì, e lì vogliono stare.<br />
Anche se si sente la contraddizione con il proprio mondo, dove si fuma ganja per schiarirsi le idee, si aspetta l’attivazione del cuore nero e si fanno discorsi profetici che poi non si ricordano.<br />
La domenica a messa è complicato, tutte quelle formule a memoria, quel battersi sul petto…e cos’è questo “mistero della fede”?<br />
“Almeno loro hanno un rito…ti parlano di vita eterna…sono convinto che il segreto della vita eterna si nasconde nel mistero della fede”. Dice David, suo fratello gemello. D&#8217;altronde, anche Bob Marley si è fatto battezzare.<br />
“Cos’è, non vorrai mica battezzarti? Ti ricordi cosa ha detto il babbo sui cristiani? Hanno ucciso la gente. Bruciavano le vecchie nel fuoco”, gli risponde, senza fare una piega, Daniel.<br />
Che poi lo sanno tutti che Cristo era nero, e quello bianco presente in ogni chiesa è in realtà lo zio di Michelangelo.</p>
<p class="MsoNormal">Pur non comprendendo in pieno il senso dei discorsi dei grandi, Daniel ne percepisce il significato. È attento a ciò che accade intorno a lui, ed indignato per il comportamento degli adulti: “Sono proprio degli strafottenti i grandi. Hanno un’arroganza incredibile. Fanno quelli che sanno comportarsi bene e spunta fuori che ti hanno fatto un disastro ecologico”.<br />
Non solo: zii che “sputano” le nipotine e “Taxi”, che a capo del governo, ne combina di tutti i colori. Lapsus divertenti che denotano come sostanziale l’elemento linguistico in un libro scritto in italiano da un autore africano, nato in Congo e giunto in Italia all’età di quattro anni.<br />
L’autore riesce con la sua scrittura a mantenere viva la fantasia infantile, la spensieratezza che solo i bambini hanno, pur avendone passate di tutti i colori.<br />
Vi emozionerete con lui quando riuscirà a imparare la tabellina del nove, proprio com’è successo a voi a dieci anni, solo che lo avete dimenticato.</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-1816" title="ingrandimento_322" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/ingrandimento_322.jpg" alt="" width="135" height="201" /> Consiglio questa lettura a chi, come me, ha avuto un’infanzia felice, per cui è difficile  immaginarne una altrettanto gioiosa in un istituto di suore, senza genitori, senza  giocattoli.<br />
I bambini invece sono bambini, ovunque e comunque, e se l’infanzia è loro negata, se  ne riappropriano, in un modo o nell’altro, e questo testo lo dimostra.</p>
<p class="MsoNormal">È bello fermarsi ad ascoltare quello che i bambini hanno da dire, soprattutto quando  si tratta di qualcuno che a dieci anni ne ha già passate tante, che, da non italiano, ti  racconta il tuo paese da un altro punto di vista, spensierato, sì, ma anche fortemente  critico.</p>
<p class="MsoNormal">Jadelin Mabiala Gangbo è nato a Brazzaville, in Congo, nel 1976, e vive in Italia da quando ha quattro anni. Ha pubblicato due romanzi prima di questo: “Verso la notte Bakonga (edizioni Portofranco) e “Rometta e Giulieo” (Feltrinelli editore).<br />
Con quest’ultimo libro va ad arricchire la rosa degli scrittori delle edizioni E/O, nella collana “dal mondo”, che dà voce a narratori da ogni angolo del pianeta.</p>
<p class="MsoNormal">Claudia</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Perdas de fogu &#8211; Massimo Carlotto &#8211; E/O</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 17:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e/o]]></category>
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		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevate che le bombe all’uranio impoverito sono il frutto dello smaltimento delle scorie di questo elemento, una volta esaurita la sua energia in una centrale nucleare?
Che queste bombe hanno una capacità perforante straordinaria, raggiungendo temperature elevatissime, penetrando facilmente carri armati ed autoblindo?
“Il termine corretto è sublimazione. I bersagli passano direttamente dallo stato solido a quello gassoso, ]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong>MASSIMO CARLOTTO – PERDAS DE FOGU – E/O</strong></p>
<p class="MsoNormal">Lo sapevate che le bombe all’uranio impoverito sono il frutto dello smaltimento delle scorie di questo elemento, una volta esaurita la sua energia in una centrale nucleare?<br />
Che queste bombe hanno una capacità perforante straordinaria, raggiungendo temperature elevatissime, penetrando facilmente carri armati ed autoblindo?<br />
“Il termine corretto è sublimazione. I bersagli passano direttamente dallo stato solido a quello gassoso, senza prima diventare liquidi. Goccioline finissime, che agiscono come un vero aerosol, si diffondono nell’ambiente e, una volta respirate, impiegano sessanta secondi a raggiungere il sangue, superando come niente la barriera dei polmoni. Dopo sessanta minuti hanno già invaso il fegato”. <img class="alignright size-full wp-image-1497" title="perdas" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/perdas.jpg" alt="" width="200" height="313" /></p>
<p class="MsoNormal">Non solo. Cancro, malformazioni fetali, sterilità, parkinson ed alzheimer.<br />
Ma i corpi dei soldati morti vengono sottratti alla ricerca scientifica, perché nessun esercito vuole rinunciare a questo tipo di armamento.<br />
La parola d’ordine è: “Minimizzare. Tutto. Sempre”.</p>
<p class="MsoNormal">Per questo Pierre Nazzari, ex militare in Afghanistan, disertore, ricercato, ora ricattato dal sistema, è costretto ad avvicinare Nina, ricercatrice veterinaria, convincendola affinché desista nei suoi studi. Si tratta di ricerche sui danni causati dall’inquinamento bellico del poligono di tiro Salto di Quirra, meglio conosciuto come Perdas de Fogu dal nome del vicino paese, sugli ovini dei pascoli circostanti.<br />
I risultati sono sconvolgenti, e molte le persone cui potrebbe infastidire la divulgazione degli esperimenti. Soprattutto politici.</p>
<p class="MsoNormal">Ancora una volta Carlotto c’introduce nella feccia della società, dai gradini più alti, fino ai suoi personaggi preferiti: gli “infami”; i traditori, della patria o degli ideali o dei compagni, che per rimanere vivi o per ripulirsi sono costretti a fare i mercenari a servizio di quel potente o di quel poliziotto o di quel mafioso.<br />
L’amara verità che si nasconde negli ambienti per bene dell’Italia torna ad essere protagonista del suo nuovo romanzo, non solo un ottimo noir, che sarete costretti a leggere fino alla fine tutto d’un fiato, ma, soprattutto, giornalismo d’inchiesta, come nel nostro paese manca da troppo tempo.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1496" title="carlottomassimo" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/carlottomassimo.jpg" alt="" width="500" height="399" /> Attraverso il racconto,  l’autore denuncia uno – dei  troppi – “cancri” della società  contemporanea.<br />
La stampa e la televisione si  soffermano, sviscerando col  gusto del gossip, su tutti  quei piccoli casi che ormai  intasano lo spazio dedicato  all’informazione, depistando  l’opinione pubblica ed a  discapito di quella che  dovrebbe essere la loro  ragione di esistere: FARE  INCHIESTE, SCOPRIRE,  DENUNCIARE, INFORMARE.<br />
E se informare vuol dire  proprio “mettere sotto una  certa forma”, Carlotto lo fa  davvero con stile, senza mai  abbandonare la crudezza che lo caratterizza.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Il personaggio di Pierre Nazzari ci trascina nel “girone delle polveri sottili”, testo da cui sono ricavate le informazioni, reali e tutte verificabili, frutto della ricerca e dello studio di Stefano Montanari e di sua moglie Antonella Gatti, a cui è ispirato il personaggio di Nina.<br />
Tramite questo testo potrete conoscere tutto ciò che riguarda le nanoparticelle, non solo il loro utilizzo in campo bellico, ma anche in quello farmaceutico (nei vaccini per esempio sono usate per stabilizzarli, ma ciò può causare autismo e disturbi d’apprendimento nel bambino); nel cibo addirittura per migliorarne l’aspetto o cambiarne il gusto. Organismi come slowfood, che dovrebbero essere al servizio del consumatore, sono però sostenuti economicamente dalle industrie su cui dovrebbero indagare, creando così non pochi dubbi sulla trasparenza delle loro ricerche.</p>
<p class="MsoNormal">Al romanzo hanno collaborato il gruppo di scrittori sardi riuniti sotto la sigla Mama Sabot, dieci in tutto, di cui molti lavorano da tempo con Massimo Carlotto, padovano di nascita ma già da anni trasferitosi in Sardegna.<br />
Questa cooperazione è l’unico spiraglio di luce nel buio dei suoi racconti, dove non esiste amicizia né amore, e dove ognuno è solo e contro tutti.</p>
<p class="MsoNormal">Claudia</p>
<p class="MsoNormal">
<p><!--EndFragment--></p>
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