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	<title>Altroquando &#187; fotografia</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>GLI AMERICANI – ROBERT FRANK – CONTRASTO</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 14:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli americani visti dall’obiettivo del più grande fotografo vivente. La beat generation immortalata negli scatti dello svizzero Robert Frank, che gira gli U.S.A. “on the road” e, seguendo l’insegnamento dell’amico Kerouac, ne sottolinea contraddizioni e disagi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><img class="aligncenter size-full wp-image-2615" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/americani.jpg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal"><strong>GLI AMERICANI – ROBERT FRANK – CONTRASTO – 39 € <img class="alignright size-full wp-image-2620" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/americani1.jpg" alt="" width="180" height="280" /><br />
</strong></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Gli americani visti dall’obiettivo del più grande fotografo vivente. La beat generation immortalata negli scatti dello svizzero Robert Frank, che gira gli U.S.A. “on the road” e, seguendo l’insegnamento dell’amico Kerouac, ne sottolinea contraddizioni e disagi.</p>
<p class="MsoNormal">Primissimi piani si alternano a strade deserte, juke box si confondono a bare e viceversa. Inquadrature volutamente storte raccontano con le immagini un intero popolo.</p>
<p class="MsoNormal">Così Kerouac ci introduce al libro: “Un’immagine così americana: le facce non proclamano opinioni, non esprimono critiche, dicono solo: “Così siamo nella vita vera e se non ti piace non lo voglio sapere perché vivo la mia vita a modo mio e che Dio ci benedica tutti, forse” … “se ce lo meritiamo”…</p>
<p class="MsoNormal">Che poesia è questa? Che poesie potrà scrivere un giorno su questo libro di immagini un giovane scrittore nuovo, sballato, chino sulla pagina alla luce della candela per cogliere ogni grigio, misterioso dettaglio della pellicola grigia che ha catturato il vero succo rosa dell’umanità?”</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-2636" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/americani33.jpg" alt="" width="250" height="150" /></p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">A cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, il Metropolitan museum of art di New York ha dedicato una mostra a uno dei reportage fondamentali nella storia della fotografia. Potremmo noi essere da meno?</p>
<p class="MsoNormal">
<p><!--EndFragment--></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>David LaChapelle, Artists and Prostitutes, Taschen, 2500€</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Madonna e Tupac Shakur, Eminem e Uma Thurman, Muhammad Alì e Hillary Clinton(!)...
Sono solo alcuni dei personaggi inquadrati dall'occhio di David LaChapelle in questo volumone della Taschen che vi proponiamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2250" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/art1.jpg" alt="" width="480" height="347" /></a></p>
<p><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2251" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/art2.jpg" alt="" width="480" height="347" /></a></p>
<p>David LaChapelle (1963) è uno dei fotografi più influenti a livello mondiale, uno di quei personaggi per cui senza dubbio può essere usata la definizione di fotografo-star.</p>
<p>Si dice abbia mosso i primi passi negli anni ottanta &#8220;raccomandato&#8221; da Andy Warhol. Ed in effetti anche ad occhi profani, come quelli di chi scrive, le foto di LaChapelle riflettono il clima di quella strana epoca, trasudano anni ottanta: atmosfera patinata, colori ipersaturi, sgargianti scenografie, star moda hip-hop e disco music etc etc&#8230;</p>
<p>Nel 2006, per festeggiare i 25 anni di attività, la Taschen ha pubblicato il volume L<em>aChapelle Artists and Prostitutes</em>, 2500€, in edizione limitata, numerata e autografata dallo stesso LaChapelle.</p>
<p><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2253" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/art31.jpg" alt="" width="447" height="271" /></a></p>
<p>698 pagine ed altrettante fotografie riprodotte con ottima resa, 34,5&#215;50cm di formato, edizione multilingue (inglese, francese e tedesco) per illustrare, è il caso di dirlo, la carriera del più famoso fotografo vivente.</p>
<p><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2254" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/art4.jpg" alt="" width="480" height="347" /></a></p>
<p><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2255" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/art5.jpg" alt="" width="480" height="347" /></a></p>
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		<title>Focus On</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 23:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[abscondita]]></category>
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		<category><![CDATA[francesca woodman]]></category>
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		<category><![CDATA[roger ballen]]></category>
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		<description><![CDATA[Rinomati soprattutto per la nostra specializzazione in cinema, forse non tutti conoscono la nostra proposta di libri d'arte. Fra questi un'accurata scelta sempre più ampia di monografie fotografiche, selezionate fra i nomi meno di grido, ma non per questo meno meritevoli, del panorama fotografico mondiale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://"><img class="aligncenter size-full wp-image-2156" title="8-francesca-woodman" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/8-francesca-woodman.jpg" alt="" width="350" height="366" /></a></p>
<p>Rinomati soprattutto per la nostra specializzazione in cinema, forse non tutti conoscono la nostra proposta di libri d&#8217;arte. Fra questi un&#8217;accurata scelta sempre più ampia di monografie fotografiche, selezionate fra i nomi meno di grido, ma non per questo meno meritevoli, del panorama fotografico mondiale.</p>
<p>Particolarissima è la monografia che la casa editrice Abscondita dedica E.J. Bellocq.<img class="alignright size-medium wp-image-2150" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/2-bellocq1-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></p>
<p>Bellocq, vissuto tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del XX, si può definire come il primo artista di fotografia erotica. Questo a sua insaputa, perchè le lastre fotografiche da cui provengono le foto di questo bellissimo libro furono trovate per caso solo molti anni dopo la sua morte. Molto poco si sa del suo autore, eccetto che fosse idrocefalo, di bassa statura, riservato e frequentatore di bordelli.</p>
<p>Ma a dispetto di questa presentazione le sue fotografie, che hanno come soggetto prostitute e interni di case chiuse, hanno una sensibilità e intimità difficilmente riscontrabili in altri fotografi contemporanei. (E.J. Bellocq, Storyville Portraits, Abscondita, € 24).</p>
<p>Della casa editrice Phaidon (che vanta un vastissimo catalogo di libri d&#8217;arte, fotografia, cucina e cinema) proponiamo The Blue Room, l&#8217;ultimo lavoro fotografico del grande fotografo americano Eugene Richards.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2151" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/3-the-blue-room-phaidon-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></p>
<p>Frutto di un viaggio itinerante lungo vari stati dell&#8217;America rurale, The Blue Room raccoglie decine di scatti che catturano paesaggi abbandonati, vecchie fattorie ormai disabitate, con la loro scia di oggetti e ricordi<img class="alignright size-medium wp-image-2152" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/4-eugene-richards-the-blue-room-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" />lasciati nell&#8217;oblio per decenni, che riconducono al concetto di vulnerabilità dell&#8217;uomo, presente in tutti i lavori precedenti. Inoltre è il primo lavoro di Richards completamente a colori. (Eugene Richards, The Blue Room, Phaidon, 75 €).</p>
<p>Sempre della Phaidon e sempre di ambientazioni di interni è Boarding House di Roger Ballen. Ma a differenza di The Blue Room, gli scatti del fotografo sudafricano sono ricostruzioni oniriche, studiate con cura maniacale, di dettagli di stanze, dove elementi umani e animali, oggetti, graffiti e segni riconducono ad un simbolismo che ricorda il surrealismo di Man Ray e Ralph Eugene Meatyard.<img class="alignright size-medium wp-image-2153" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/5-ballen_boardinghouse-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></p>
<p>Le composizioni di Ballen, che appaiono allo spettatore allo stesso tempo belle quanto profondamente inquietanti, diventano dei tableaux vivants, dove personaggi grotteschi si mimetizzano con gli altri oggetti di queste &#8220;wunderkammern&#8221;. (Roger Ballen, Boarding House, Phaidon, 49,95 €)</p>
<p>Quando si parla di fotografia non si può fare a meno di menzionare Francesca Woodman, la fotografa americana morta suicida a soli 22 anni, la quale nonostante il brevissimo periodo di lavoro artistico ci ha lasciato un corpus fotografico di centinaia di scatti. Il lavoro della Woodman si incentra sull&#8217;interazione fra il proprio corpo e i luoghi incui esso si muove, giocando sull&#8217;idea di presenza-assenza, di dialettica di sguardi fra soggetto e spettatore, un rumore di fondo di qualcosa che sfugge nella pellicola. Il volume che presentiamo, edito dalla Silvana editoriale,uscito in occasione di <a href="http://"><img class="alignright size-full wp-image-2155" title="7-francesca-woodman-silvana" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/7-francesca-woodman-silvana.jpg" alt="" width="230" height="307" /></a>un&#8217;ampia retrospettiva a Siena, raccoglie moltissime foto scattate durante la fine degli anni &#8216;70, dando un&#8217;ampia testimonianza della profondità artistica di questa grande fotografa. (Francesca Woodman, a cura di Marco Pierini, Silvana, 35 €)</p>
<p>Infine, una menzione particolare per Eyemazing, rivista trimestrale che si occupa di fotografia contemporanea internazionale. Sempre attenta alle nuove proposte, Eyemazing mette a fuoco le nuove tendenze della fotografia di oggi, corredandole di esaurienti apparati critici e interviste agli autori. Un&#8217; appendice aggiorna sulle principali mostre di fotografia in giro per il mondo.Nell&#8217;ultimo numero, fra gli altri, un interessante intervista al fotografo francese Antoine d&#8217;Agata, da molti considerato come il Francis Bacon della fotografia.</p>
<p>Andrea</p>
<p><a href="http://"><img class="alignleft size-full wp-image-2157" title="9-eyemazing" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/9-eyemazing.jpg" alt="" width="200" height="277" /></a></p>
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		<title>Inaugurazione Mostra fotografica di Laura Speciale</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/01/23/inaugurazione-mostra-fotografica-di-laura-speciale/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 13:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[laura speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Venite! Accorrete! Se siamo fortunati vengono anche le modelle!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong> <!--StartFragment--> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span><br />
</span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><img class="size-medium wp-image-2705 aligncenter" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/_mg_4595-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center"><span>Mostra fotografica di Laura Speciale</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>+</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center">aperitivo comprensivo</p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>Domenica 17 gennaio, ore 19</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">UNTITLED</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">«Non reputo troppo interessante e stimolante tutto ciò che non è umano in fotografia».</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Partire da questa affermazione, rubata proprio sulla soglia di una veloce conversazione con la fotografa, ci sembra il modo migliore per entrare senza riserve nell’universo della sua officina artistica: così, con la stessa leggerezza con cui ci si racconta in una frase, va intrapreso il viaggio attraverso i 20 ritratti in bianco e nero che ci presenta in questa carrellata dall’eloquente titolo <strong>Untitled</strong>. Dopotutto Freud raccontava che i suoi pazienti si lasciavano andare a confessioni e particolari rilevantissimi proprio indossando il cappotto, uscendo in punta di piedi, a seduta finita.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Ancora a titolo di informazione preliminare bisogna precisare che questi lavori non nascono e non prendono vita da un preordinato progetto ma, al contrario, lo sono diventati attraverso le stratificazioni, gli accostamenti ed i legami che soltanto il continuo studio nel tempo ed il tempo stesso sanno creare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Le ragazze ritratte sono amiche o conoscenti che la fotografa ha immortalato nel corso degli ultimi tre anni; ritratti prevalentemente nati sotto l’impulso di perfezionare una tecnica, con l’intento e la curiosità di fare pratica: «Man mano che trovavo delle persone e dei volti interessanti, chiedevo loro di farsi fotografare».</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Sono dunque fotografie scattate in studio, che bene ci raccontano della particolare attenzione e della perizia con cui la fotografa cura luci e misure. E proprio la luce, l’ombra ed il rapporto in cui essi continuamente si dispongono –fatti di per sé già fondamentali nel bianco e nero- diventano i canali privilegiati attraverso cui lasciare una testimonianza dei soggetti: «La luce è il racconto, le ombre sono gli spazi vuoti», sempre a detta dell’artista.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Ciò che sembra guidare il suo occhio, divenendo di fatto anche il fine della sua ricerca, è una sorta di rarefatto ed etereo estetismo che esalta la bellezza e la sensualità femminili senza mai sfiorare la volgarità, sempre al sicuro dal rischio di sconfinare nel banale; anzi, a voler osare un giudizio perentorio, questa vena fortemente estetica trova naturale compimento nel tentativo -spesso riuscitissimo- di restituire in modo netto, senza troppe mediazioni, il fascino della persona ritratta. Se compito dell’artista è trovare in cosa risieda il mistero della bellezza, la grazia della seduzione, allora possiamo affermare di trovarci di fronte ad una galleria di “bellezze su misura”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">La componente erotica che questi scatti sprigionano, a prescindere dalle nudità totali o parziali dei soggetti, si configura come una sorta di autocelebrazione della sensualità della fotografa, còlta essa stessa a specchiarsi nelle donne che ritrae giocando con la propria femminilità. Forzando leggermente i toni, potremmo sbilanciarci verso una sorta di personale rilettura del polimorfico mito di Narciso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Se siamo di fronte a ritratti di giovani donne svestite, se domina la volontà di lodare la bellezza, se emerge una diffusa patina erotica e se il codice usato è quello, inesistente nella realtà, e nella percezione ordinaria con cui di essa ogni giorno facciamo i conti, del bianco e nero, non si possono non ravvisare gli influssi e le suggestioni di un fotografo come Richard Avedon, dei nudi di Man Ray -che, immettendo nel surrealismo una accesa componente carnale, sondano i dominî dell’erotismo con punte di protopornografia- e, ancora, delle tantissime fotografie anonime scattate nelle <em>maisons closes</em> parigine negli anni ’20-’30 del secolo scorso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Come si possano poi elogiare la naturalezza e l’universalità della sensualità femminile ritraendo l’individualità e l’unicità dei volti, dei gesti e delle pose, rimane un enigma difficilissimo da risolvere ricorrendo alle sole parole.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Quindi buona visione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Alessandro Boni</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p><!--EndFragment--></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span> </span></p>
<p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: auto;" align="center"><span style="800;"><strong><br />
</strong> </span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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