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	<title>Altroquando &#187; Fulci</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>Sette note in nero &#8211; Viaggio nel cinema della precognizione e del tempo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 21:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fulci]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[morpheo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sette note in nero, uno dei film meno noti di uno dei registi più noti del cinema italiano]]></description>
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<p class="MsoNormal">Uno degli sceneggiatori (di cui eviterò di fare il nome) del glorioso cinema horror italiano degli anni ’70, è da poco venuto a trovarci qui in libreria.</p>
<p class="MsoNormal">Commentavamo i film del nostro catalogo, e tra aneddoti e feroci critiche, di tanto in tanto inframmezzava il tutto parlandomi del suo passato, del suo lavoro, degli uomini che ha conosciuto, con cui ha collaborato.</p>
<p class="MsoNormal">Mi raccontava di Mario Bava, per il quale ha sceneggiato <em>Cani arrabiati</em>, descrivendolo come un grande artista a tutto tondo, ottimo pittore e persona amabile.</p>
<p class="MsoNormal"><img class="aligncenter size-full wp-image-1151" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/lucio_fulci.jpg" alt="" width="245" height="300" /></p>
<p class="MsoNormal">Passava poi a Lucio Fulci, l’altro grande nome di quel cinema così povero ma che è rimasto nell’immaginario cinematografico internazionale; “Mario Bava era un grande artista”, diceva, “Lucio Fulci era completamente pazzo”. E continuando “lo sapevi che la moglie di Fulci si è suicidata? E sai come? Ha infilato la testa dentro al forno di casa. Che genere di marito poteva avere accanto una che decide di ammazzarsi così?”, esplodendo poi in una fragorosa risata.</p>
<p class="MsoNormal">Come dargli torto.</p>
<p class="MsoNormal">Evitai di fare commenti, vagamente terrorizzato.                                       <img class="alignright size-full wp-image-1155" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/sette-note-in-nero2.jpg" alt="" width="150" height="214" /></p>
<p class="MsoNormal">Da qui capivo a fondo il senso di “Un gatto nel cervello”, non uno dei migliori film di Fulci ma certo uno dei più inquietanti, soprattutto se lo si considera una sorta di autobiografia psicotica, idea che le argomentazioni del nostro cliente sembravano palesare.</p>
<p class="MsoNormal">Questo per introdurre l’ultima pubblicazione dell’ ottima casa editrice piacentina Morpheo, <em>Sette note in nero di Lucio Fulci. Viaggio nel cinema della precognizione e del tempo</em>, “uno dei film meno noti di uno dei registi più noti del cinema italiano”, come si legge in quarta di copertina.</p>
<p class="MsoNormal">E’ un libro che cerca di analizzare questa pellicola con un’analisi ad ampio raggio, mettendo in correlazione l’opera col mondo dell’arte, della letteratura, della musica e con stilemi cinematografici ormai cristallizzati nella cultura del nostro secolo.</p>
<p class="MsoNormal">Il fine del libro è la pura e semplice voglia di divulgazione, impreziosita dalla collaborazione con vari e veri <em>uomini di cinema</em> quali il direttore della fotografia Sergio Salvati e gli sceneggiatori Dardano Sacchetti e Ernesto Gastaldi, per evitare che nell’oblio del tempo si cancelli anche il ricordo di ciò che è stato questo genere, orribile e bellissimo, divertentissimo e terrificante, povero, poverissimo, ma ricco di indiscutibile creatività.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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