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	<title>Altroquando &#187; marcos y marcos</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>A SUON DI LIBRI – campionato di lettura ad alta voce – venerdì 2 dicembre ore 21.00</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 12:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[a suon di libri]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei un avido lettore della Marcos y Marcos? Ti svegli tutto sudato declamando Boris Vian?A Natale ti facevano alzare sulla sedia per recitare la poesia e non diventavi rosso?

E' arrivato il tuo momento.
Partecipa al contest romano della Marcos y Marcos!
Le librerie più marcos della capitale designeranno i loro campioni di lettura e li porteranno alla FINALISSIMA che si terrà il 10 DICEMBRE alla fiera Più Libri Più Liberi.
La serata sarà presentata da Felice Cimatti, autore di Senza Colpa nonchè conduttore di Fahrenheit su Rai Radio Tre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>AltroQuando e <a href="http://www.marcosymarcos.com/"></a><a href="http://www.marcosymarcos.com/">Marcos y Marcos</a> presentano</strong>:<br />
- avec la speciale partecipazione di <strong>FELICE CIMATTI</strong> -<br />
<em> A SUON DI LIBRI<br />
</em><span style="font-weight: normal;">Campionato di lettura ad alta voce<br />
</span><span style="font-weight: normal;">torneo di qualificazione altroquandiana</span></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: normal;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8361" title="marcoslo" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/marcoslo.jpg" alt="" width="373" height="397" /><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;">Sei un avido lettore della<strong> Marcos y Marcos</strong>? Ti svegli tutto sudato declamando<strong> Boris Vian</strong>?A Natale ti facevano alzare sulla sedia per recitare la poesia e non diventavi rosso?</p>
<p style="text-align: center;">E&#8217; arrivato il tuo momento.<br />
Partecipa al contest romano della Marcos y Marcos!<br />
<strong>Le librerie più marcos della capitale designeranno i loro campioni di lettura e li porteranno alla FINALISSIMA che si terrà il 10 DICEMBRE alla fiera Più Libri Più Liberi.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> -scegli un brano tratto da un libro marcos, della lunghezza massima di una pagina e mezza<br />
</strong><strong>-compila il modulo d&#8217;iscrizione in libreria (o mandaci una email) indicando Il tuo nome, cognome e il brano scelto.<br />
</strong><strong>-presentati il 2 dicembre con l&#8217;ugola tirata a lucido in altroquando.</strong></p>
<p style="text-align: center;">Ogni partecipante leggerà il brano da lui scelto e verrà giudicato da una giuria di tutto rispetto (si fa per dire) e dal pubblico accorso per la serata.<br />
Come in Highlander: ne resterà soltanto uno, che parteciperà in veste di scudiero altroquandiano (alabardato) alle finali contro i vincitori delle altre librerie romane (BUUUUUUU!).</p>
<h3 style="text-align: center;">Il premio?<br />
<span>L&#8217;intera collana a tiratura limitata<a href="http://www.marcosymarcos.com/tredici/tredici.html"> I Tredici</a> della Marcos y Marcos e soprattutto la gloria.</span></h3>
<p style="text-align: center;">La serata sarà presentata da <strong>Felice Cimatti</strong>, autore di <strong><em><a href="http://www.marcosymarcos.com/senza_colpa/senza_colpa.html">Senza Colpa</a></em></strong> nonchè conduttore di <strong>Fahrenheit</strong> su Rai Radio Tre.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> per info e chiarimenti<br />
comunica@altroquando.com</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-8433" title="locasuon" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/locasuon.jpg" alt="" width="300" height="424" /><br />
</strong></p>
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		<title>MARZOS Y MARZOS &#8211; LE PROPOSTE INEBRIANTI DI ALTROQUANDO &amp; MARCOS Y MARCOS</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2011/03/05/le-proposte-inebrianti-di-altroquando-marcos-y-marcos/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2011/03/05/le-proposte-inebrianti-di-altroquando-marcos-y-marcos/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 22:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tutto il mese di marzo, in occasione dell’uscita della collana Tredici, i 13 (appunto) titoli più rappresentativi della casa editrice, ristampati in edizione limitata (e più economici!), la Marcos y Marcos vi invita a brindare anderQuando, offrendovi una birra ogni titolo acquistato nella nostra libreria...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6787" title="marcos birra altroquando" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/marcos-birra-altroquando.jpg" alt="" width="250" height="250" />Per tutto il mese di <a href="http://www.altroquando.com/2011/03/02/marzos-y-marzos/">marzo</a>, in occasione dell’uscita della collana <a href="http://www.marcosymarcos.com/tredici/tredici.html">Tredici</a>, i 13 (appunto) titoli più rappresentativi della casa editrice, ristampati in edizione limitata (e più economica!), la <a href="http://www.marcosymarcos.com/">Marcos y Marcos</a> vi invita a brindare anderQuando, offrendovi una birra ogni titolo acquistato nella nostra libreria.</p>
<p>Ma spendiamo due parole per questa casa editrice a noi tanto cara…</p>
<p>…era il 1981, quando Marco Franza e Marco Zapparoli, in una mansarda, a Milano, fondarono questa casa editrice, ora una delle poche case editrici indipendenti che Milano possa ancora vantare.</p>
<p>Dopo un paio d’anni Marco Franza getta la spugna, e a lui subentra Claudia Tarolo.</p>
<p>Fine.</p>
<p>…non è vero! È anche grazie a loro che John Fante non è rimasto polvere, così come molti altri autori da loro pubblicati.</p>
<p>Sicuramente alcuni di questi sono editi anche da altre case editrici, più famose, a<a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bianca-Il-minotauro.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6696" title="bianca-Il-minotauro" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bianca-Il-minotauro.jpg" alt="" width="100" height="139" /></a> volte più economiche, ma chi, come noi, ama i libri, conosce benissimo l’importanza dell’oggetto “libro”.</p>
<p>La grafica della copertina, ricercata, dal 1997 a cura di Lorenzo Lanzi, le morbide pagine, ed il piacere di sostenere una casa editrice indipendente fanno il resto.</p>
<p>Ah, dimenticavo, fanno anche splendide feste!</p>
<p>Per quest’anno, anche se la data è ancora da destinarsi, saranno al circolo degli <img class="alignright size-full wp-image-6698" title="bianca-Scavare-una-buca" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bianca-Scavare-una-buca.jpg" alt="" width="80" height="112" />artisti a Giugno.</p>
<p>Ma torniamo agli autori:</p>
<p>Nel corso di tre decenni hanno portato al successo autori pubblicati in passato da editori maggiori, come John Fante, autore di Chiedi alla polvere, <a href="http://www.marcosymarcos.com/una_banda_di_idioti/una_banda.html">John Kennedy Toole</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/una_banda_di_idioti/una_banda.html">Una banda di idioti</a>, Pulitzer postumo nel 1981, o <a href="http://www.marcosymarcos.com/la_schiuma_dei_giorni/la_schiuma.html">Boris Vian</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/la_schiuma_dei_giorni/la_schiuma.html">La schiuma dei giorni</a>, nuove voci della narrativa americana,<img class="alignright size-full wp-image-6697" title="bianca-Una-banda" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bianca-Una-banda.jpg" alt="" width="100" height="140" /> come <a href="http://www.marcosymarcos.com/namesake.htm">Jhumpa Lahiri</a>, Pulitzer nel 2000, canadese, come <a href="http://www.marcosymarcos.com/bambina%20fiammiferi.htm">Gaetàn Soucy</a>, spagnola, come <a href="http://www.marcosymarcos.com/salmon_nuovo/Esporta1.htm">Ricardo M. Salmón</a>, Premio Juan Rulfo, e <a href="http://www.marcosymarcos.com/Controvento/Esporta1.htm">Angeles Caso</a>, Premio Planeta o indiana, come <a href="http://www.marcosymarcos.com/tappeto_rosso.htm">Lavanya Sankaran</a> e <a href="http://www.marcosymarcos.com/bulbul_sharma.htm">Bulbul Sharma</a>. Tra gli autori più rilevanti nella narrativa di genere, <a href="http://www.marcosymarcos.com/memorie_di_un_viaggiatore_spazia.htm">Stanislaw Lem</a> e i <a href="http://www.marcosymarcos.com/picnic.htm">fratelli Stugatskij</a> (fantascienza), <a href="http://www.marcosymarcos.com/tiro_mancino.htm">Charles Willeford</a> (giallo e noir), <a href="http://www.marcosymarcos.com/fredda_e_la_notte/Esporta1.htm">Carlene Thompson</a> (thriller).<br />
Tra gli autori italiani: <a href="http://www.marcosymarcos.com/Scavare_una_buca/Esporta1.htm">Cristiano Cavina</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/Senza_colpa/Esporta1.htm">Felice Cimatti</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/Finche_c_e_prosecco/Esporta1.htm">Fulvio Ervas</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/La_scommessa/Esporta1.htm">Lello Gurrado</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/mangiatore_di_pietre.htm">Davide Longo</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/Matrone/Esporta1.htm">Maurizio Matrone</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/Disastri/Charms_Disastri.html">Paolo Nori</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/Prossimi_libri/Prossimi.html">Bruno Osimo</a>, <a href="http://www.marcosymarcos.com/Il_tartufo_e_la_polvere/Esporta1.htm">Stefano Quaglia</a>.</p>
<p>Sicura di avervi già convinto con queste poche righe, voglio ugualmente approfondire l’argomento, proponendovi alcuni libri in particolare, uno per ogni altroquandiano…</p>
<p>Luke propone:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>L’uomo dei dadi – di Luke Rhinehart</strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-6705" title="uomodadi" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/uomodadi.jpg" alt="" width="120" height="180" />“Ecco le alternative.</em></p>
<p><em>Uno, tre o cinque: scriverò de </em><em>L’uomo dei dadi di Luke Rhinehart per divulgarne la storia.</em></p>
<p><em>Due, quattro o sei: accantonerò il libro e ne dimenticherò il contenuto.</em></p>
<p><em>Cinque.</em></p>
<p><em>Sia fatta la volontà del Dado.</em></p>
<p><em>… prendete un uomo appagato dal lavoro, dalla moglie, dagli splendidi figli e dalle amicizie interessanti; mettete che una sera, al termine di una partita di poker, il suddetto uomo trovi </em><em>per caso un dado caduto a terra sotto una donna di picche. “Se è Uno violenterò Arlene”, pensa Luke, il protagonista. “Gli altri numeri significano letto”.</em></p>
<p><em>Ciò che lo fissa dal pavimento è un incontrovertibile Uno.</em></p>
<p><em>Luke esce di casa, scende le scale e violenta Arlene, la moglie del suo migliore amico e collega…</em></p>
<p><em>E’ un’escalation di situazioni estreme e imbarazzanti, che culminano al termine del romanzo. Il matrimonio, il lavoro, il rapporto con i figli: tutto è deciso dal caso.</em></p>
<p><em>E gli atti immorali che Luke compie nel corso della vicenda ci convinciamo pagina dopo pagina che immorali non sono perché non c’è morale: è il Dado che sceglie, non l’individuo.</em></p>
<p><em>L’uomo dei dadi è un romanzo assurdo e sconvolgente, sempre coerente con l’incoerenza del Caso che domina la scena, sempre pervaso da una razionalità gelida e inattaccabile nonostante ciò che si racconta nel testo.</em></p>
<p><em>E’ un romanzo vibrante e insolito: si passa con fluidità improvvisa da scene di sesso roventi a lunghe dissertazioni sulla religione e sull’amore casto e puro; dalle violenze più efferate e gratuite (fisiche e psichiche) alle lacrime per le risate che provocano scene di una comicità surreale ed esilarante.</em></p>
<p><em>Potrete anche odiare questo romanzo e il suo autore ma leggetelo, prima.</em></p>
<p>Saretti propone:</p>
<p><strong>Disastri &#8211; di Danil Charms</strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-6715" title="Disastri" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/Disastri.jpg" alt="" width="120" height="180" />&#8220;Io non sopporto le persone che riescono a parlare per più di sette minuti di fila&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Favvola</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;C&#8217;era una volta un uomo, lo chiamavano Semenov. Una volta Semenov è andato a passeggiare e ha perso il fazzoletto da naso. Ha cominciato a cercare il fazzoletto da naso e ha perso il cappello. Ha cominciato a cercare il cappello e ha perso il giubbetto. Ha cominciato a cercare il giubbetto ha perso gli stivali. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>- Bè &#8211; ha detto Semenov &#8211; così perdi tutto. Meglio se vai a casa. E&#8217; andato a casa, s&#8217;è perso. &#8211; No &#8211; ha detto Semenov &#8211; meglio se mi siedo un attimo. S&#8217;è seduto su un sasso e s&#8217;è addormentato.</em></p>
<p style="text-align: left;">Claudia propone:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La Principessa sposa &#8211; di William Goldman</strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-6717" title="principessasposaico" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/principessasposaico1.jpg" alt="" width="120" height="180" />&#8220;La principessa sposa è una favola ambientata a  Florin, luogo immaginario, dove incontrerete giganti turchi amanti delle  rime, spadaccini spagnoli in cerca di vendetta, principi ciccioni e  uomini in nero, nani siciliani con “la mente più acuta che si sia mai  dedicata a scopi illegali” e, naturalmente, la principessa, tanto bella  quanto poco colta, le cui scelte saranno spesso discutibili.<br />
Tenete conto che tutto ciò accade in una  dimensione situata “prima dell’Europa, ma dopo  Parigi”;<br />
dopo le tasse (“ma tutto avviene dopo le tasse”) e  parecchio dopo i  parrucchieri, perché “da che  esistono le donne, esistono i  parrucchieri”.</em></p>
<p><em>V’inserirà in un mondo, magico, più vero di quanto   potete immaginare, dove non vivono tutti felici e  contenti e dove non  tutti i cattivi muoiono, anzi:  “muoiono le persone sbagliate, e la  ragione è  questa: la vita non è giusta”.<br />
L’autore vi mette in guardia, vi prepara, non per  rovinarvi il finale, ma per non illudervi.</em></p>
<p><em> La Principessa sposa è un racconto, nel senso   letterale del termine. Avrete l’impressione ed il  desiderio di  leggerlo a qualcuno o di ascoltarlo.<br />
Come nei racconti orali, l’autore lascia spazio  all’immaginazione, alle chiose ed ai commenti.&#8221;</em></p>
<p>Stefano propone:</p>
<p><strong>L’ERBA ROSSA  &#8211; di Boris Vian</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6730" title="erbarossa" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/erbarossa.jpg" alt="" width="120" height="180" /><em>&#8220;Se ne andavano, senza preoccuparsi della strada, affiancati, costola a costola, come per creare Eva. Lazzuli trascinava un po’ la gamba e la sua tuta di seta greggia era spiegazzata. Wolf caminava a testa bassa, contandosi i piedi. Dopo un po’ disse con una specie di speranza:</em></p>
<p><em>&lt;&lt;E se passassimo dalle caverne?&gt;&gt;</em></p>
<p><em>&lt;&lt;Si&gt;&gt; disse Lazzuli. &lt;&lt;Qui c’è troppa gente.&gt;&gt;</em></p>
<p><em>In effetti era la terza volta nel giro di dieci minuti che incrociavano un vecchio stantio. Wolf stese il braccio a sinistra per mostrare che avrebbero girato ed entrarono nella prima casa. Era una casa appena spuntata, di circa un piano, perché si avvicinavano ai sobborghi. Scesero la scala della cantina, verde di muschio, e giunsero al corridoio generale che serviva la schiera. Da lì, senza sforzo, si accedeva alle caverne. Bastava tramortire il guardiano, che fu una cosa facile, perché gli restava solo un dente.&#8221;</em></p>
<p>“L’erba rossa”, romanzo pseudo-fantascientifico dai sapori post-atomici, che lentamente sfocia in una ricerca interiore. Come ne <em>La Schiuma dei Giorni</em> e <em>L’autunno a Pechino</em> le descrizioni sono di chiara derivazione surrealista, piene di giochi di parole e di avvenimenti che si accumulano in pochissime frasi. La morte è, in tutta l’opera di Vian, una viva presenza che entra ed esce dalla narrazione, portandosi via personaggi che durano un paio di capoversi.</p>
<p><strong>LA COMMEDIA UMANA &#8211; di William Saroyan &#8211; miniMarcos</strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-6731" title="commedia" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/commedia.jpg" alt="" width="120" height="180" />&#8220;Un treno merci, la cosa più notevole, sbuffava e sferragliava in lontananza. Il bambino rimase ad ascoltare, sentiva la terra tremare sotto di lui per il movimento del treno. Poi si era messo a correre, sempre più svelto: più veloce di chiunque altro al mondo anzi, ne era convinto.</em></p>
<p><em>Raggiunto l’incrocio fece appena in tempo a vedere il treno tutto intero che passava, dalla locomotiva all’ultima carrozza. Fece un saluto al macchinista, ma il macchinista non rispose. Salutò altri cinque tizi, sul treno, e non uno di loro gli rispose. Avrebbero potuto ricambiarlo, ma non lo degnarono nemmeno di un cenno. Alla fine apparve un nero che si sporgeva sul fianco di un carro merci. In mezzo al frastuono del treno, Ulysses sentì l’uomo che cantava:</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Amore mio non piangere, oggi non pianger più</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Un canto noi cantiamo per la casa del Kentucky</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Cantiam la vecchia casa, lontana, laggiù</em></p>
<p><em>Ulysses provò a salutare anche lui, e a quel punto accadde un fatto inatteso e sorprendente. Quell’uomo, nero, diverso da tutti gli altri, rispose al saluto di Ulysses: “Toorno a caasaa, proprio a caasaa mia!”</em></p>
<p><em>Il bambino e il nero continuarono a mandarsi saluti, finché il treno non fu del tutto fuori vista. Poi Ulysses si guardò intorno. Tutto gli appariva strano, affascinante e senza logica. Era il suo mondo. Strano, pieno di erbacce e spazzatura, ma bello. Un vecchio con una balla sulle spalle si stava avvicinando lungo la ferrovia. Ulysses salutò anche lui, ma l’uomo era troppo vecchio e troppo stanco per dar confidenza a un ragazzino. Si limitò a lanciargli un’occhiata come se tutti e due fossero già morti e sepolti&#8221;.</em></p>
<p>dario propone:</p>
<p><strong>Happy Birthday, turco! &#8211; di Jacoub Arjouni</strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-6734" title="turco" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/turco.jpg" alt="" width="120" height="180" />Il ronzio era insopportabile. La mia mano colpiva alla cieca. Senza alcun risultato. Orecchio, naso, bocca – erano bersagli di attacchi spietati. Mi giravo e rigiravo. Non avevo scampo. Micidiale.</em></p>
<p><em>Alla fine aprii gli occhi e localizzai la maledetta mosca. Se ne stava, grassa e nera, sulle lenzuola bianche. Questa volta non sbagliai mira; mi alzai per lavarmi le mani. Evitai lo specchio. Andai in cucina, misi l’acqua a bollire e cercai i filtri per il caffè. Poco dopo avevo davanti una tazza di caffè fumante. Era l’11 agosto 1983, il mio compleanno.</em></p>
<p><em>Il sole era già alto nel cielo e ammiccava dalla finestra. Bevvi il caffè, sputai un po’ di fondo che mi era rimasto in bocca sulle piastrelle della cucina e cercai di ricordare la sera prima. Mi ero concesso una bottiglia di Chivas per salutare il giorno seguente in modo adeguato. A un certo punto ero uscito a cercare compagnia. Alla fine avevo trovato un pensionato, che abita insieme al suo bassotto al piano di sopra. Di tanto in tanto ci facciamo un paio di partite a back-gammon. L’avevo incontrato nel corridoio, mentre usciva a pisciare con il suo cane.</em></p>
<p><em>“Sera, signor Maier-Dietrich. Che ne direbbe di un’oretta tra uomini, in compagnia di una bottiglia d’acqua di fuoco?”</em></p>
<p><em>Si era dichiarato favorevole e ci eravamo dati appuntamento per dopo.</em></p>
<p><em>“Stia attento che nessuno le calpesti il cane per sbaglio” gli avevo gridato dietro, ma probabilmente ormai non mi sentiva più.</em></p>
<p><em>Mi ero guardato una dozzina di morti alla televisione e versato il primo bicchiere di Chivas dritto nel fegato. Poi Maier-Dietrich aveva suonato alla porta ed era entrato zoppicando nel mio appartamento. Era stato un russo a fregargli la gamba, mi raccontava spesso, non senza una certa dose di umorismo.</em></p>
<p><em>La serata era trascorsa come previsto. Avevamo parlato di auto che non potevamo pagare e donne che non potevamo scopare. Per lui quei tempi erano finiti comunque. Più tardi avevamo fregato due bottiglie di Mariacron dalla cantina del fruttivendolo del pianterreno e a un certo punto eravamo crollati svenuti sui rispettivi letti…</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
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		<title>Cercando Alice – Camilla Trinchieri – Marcos y Marcos – 17€</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 20:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[...se a combattere sono uomini, fratelli, mariti e figli, a casa restano donne, madri, mogli, sorelle, a lottare, sole, contro le conseguenze sempre disastrose di conflitti ingiusti e crudeli...]]></description>
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<p><!--[endif]--> <!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Durante la seconda guerra mondiale si svolge il dramma privato di una famiglia divisa dal conflitto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Una moglie americana per un diplomatico fascista non è certo un trofeo da esibire, e Alice non riesce proprio a nascondere il suo giudizio su questa guerra, anche davanti a chi non dovrebbe.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Al dolore di un’ingiustizia mondiale si aggiunge il tradimento.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Alice è arrabbiata, delusa, impaurita. Pensa solo a punire suo marito, a salvare i suoi figli, a scappare da Praga per raggiungere la neutrale Svizzera.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">È invece costretta ad andare a Roma, poco prima che i suoi connazionali inizino a bombardarla. È una nemica. I suoi figli si vergognano di essere americani. Le sue paure si trasformano in paranoie, l’affetto per i figli in ansia, ma la diagnosi è solo una: la guerra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">È il 1943, ormai troppo tardi per raggiungere la Svizzera. Con un accanimento che sfiora l’ossessione arriva a Como, trova il modo per superare il confine, ma sotto quel filo spinato passano solo Susie e Claire, le figlie, alle quali è in seguito raccontata dal padre la tragica morte della madre sotto il fuoco tedesco.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Cambridge, Massachusetts, 1956.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Susie ormai è una donna. Vive in America e aspetta un figlio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Quella tragica notte, ne è sicura, non ci sono stati spari.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Ora che il padre è morto, si sente libera di continuare la sua ricerca. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Un ultimo tentativo per liberarsi da sensi di colpa e supposizioni lunghi dieci anni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Insieme con quelli di sua madre, s’intrecciano i ricordi di una bambina in tempo di guerra, il suo punto di vista, le sue idee.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Da due voci così temporaneamente distanti, si arriva a un finale unico, commovente, dove emerge la forza dell’amore (familiare, naturalmente, perché quello coniugale è vissuto solo come sofferenza e incomprensione) e l’intendimento che spesso le azioni dei nostri genitori sono a fin di bene, senza sfociare nella cieca giustificazione, disapprovando la dove è giusto.</span><img class="alignright size-full wp-image-3121" title="camillatrinchieri" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/camillatrinchieri.jpg" alt="" width="350" height="350" /></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">In parte autobiografico, in parte lavoro di ricostruzione storica, l’ultimo romanzo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camilla_Trinchieri">Camilla Trinchieri</a> – il secondo tradotto</span><span style="font-size: 10pt;"> in italiano dopo “il prezzo del silenzio”, Marcos y Marcos, 2008 – racconta la guerra da un punto di vista femminile, perché se a combattere sono uomini, fratelli, mariti, figli, a casa restano donne, madri, mogli, sorelle, a lottare, sole, contro le conseguenze sempre disastrose di conflitti ingiusti e crudeli.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">La guerra è “il tempo delle donne”, come ripete continuamente la simpatica Ersilia, romana che dalle operazioni belliche ci guadagna con il mercato nero, e nonostante ciò resta un personaggio positivo, poiché nessuno nel libro subisce condanne e giudizi. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">E l’autrice si riappropria di questo spazio con un libro al femminile, per un pubblico femminile che si sentirà tradito e ferito quando Alice vivrà questi momenti, ricorderà i conflitti adolescenziali e generazionali tipici delle ragazze, e piangerà nel finale, perché, come recita un proverbio ceco, “tutto ha una fine, eccetto la salsiccia, che ne ha due”.</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marcos per una notte &#8211; 5 Dicembre 21.00</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/12/01/marcos-per-una-notte-5-dicembre-2100/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[josé pablo feinmann]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[stefano lenci]]></category>

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		<description><![CDATA[C'è chi da bambino vuole fare l'astronauta, chi guidare i camion, chi  sposarsi con un calciatore. Io invece da piccolo voglio diventare Marcos y  Marcos. Beeing Marcos y Marcos. O almeno uno dei due. Ma nell' attesa di diventare grande, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-2277" title="marcos" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/marcos.jpg" alt="" width="253" height="425" /><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><strong>La crema dell&#8217;editoria spalmata in AnderQuando</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">C&#8217;è chi da bambino vuole fare l&#8217;astronauta,<br />
chi guidare i camion, chi  sposarsi con un calciatore.<br />
Io invece da piccolo voglio diventare Marcos y  Marcos.<br />
Being Marcos y Marcos.<br />
O almeno uno dei due.<br />
Ma nell&#8217; attesa di diventare grande, sono quanto mai gaudente  nell&#8217;annunciarvi che i Marcos sbarcano a Roma,<br />
in occasione della fiera della  &#8221;piccola e media editoria&#8221; che si terrà dal 5 all&#8217; 8 dicembre all&#8217;eur,<br />
e hanno  avuto la bella pensata di incontrare<br />
i loro fan romani da Altroquando,<br />
in una  serata a loro dedicata.<br />
Volete i particolari?<br />
posso solo darvi qualche piccola  anticipazione&#8230;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">Ci vediamo sabato,</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">Marcos, Altroquando y tu</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2276" title="marcos_per_una_nottec" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/marcos_per_una_nottec.jpg" alt="" width="500" height="311" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; color: black; font-size: small;"><span> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cristiano Cavina &#8211; I frutti dimenticati &#8211; Marcos y Marcos &#8211; 23 aprile</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/04/09/cristiano-cavina-i-frutti-dimenticati-marcos-y-marcos-23-aprile/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 12:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano cavina]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo battezzammo l’11 novembre, con una cerimonia molto semplice, parenti e amici più stretti soltanto.
         La notte prima della funzione me ne andai persino in discoteca a festeggiare l’imminente ingresso di mio figlio nel seno della santa Chiesa cattolica e la mia futura, spettacolare morte.
         Era una specie di 25 aprile personale.
         Tornai a casa alle sei; se Anna avesse ancora avuto dei dubbi sulla scelta di non stare più con me, sparirono quella mattina.
         Come se niente fosse mi svegliai alle otto.
         “Quando sei venuto a letto?” mi chiese, sollevando appena la testa.
         La luce che filtrava degli scuri giocava con il suo profilo.
         Le mentii.
         Non erano neanche le tre, dissi.
         “Bene” rispose, appoggiando la testa sul cuscino.
         Fece un profondo respiro, prima di rimettersi a dormire.
         Sapeva che non era vero.
         Finsi di non capire che se ne era accorta.
         Era il nostro ultimo risveglio insieme.
         Anna aveva preso l’abitudine di dormire su un fianco, con il viso rivolto alla finestra.
         Potevo vedere solo la sua schiena.
         Una catena montuosa sorta all’improvviso, che non avevo avuto il coraggio di valicare.
         Il giorno prima,[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><strong>Altroquando American Attraction    <img class="alignright size-full wp-image-1390" title="cristiano-cavina-i-frutti-dimenticati" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cristiano-cavina-i-frutti-dimenticati.jpg" alt="" width="207" height="320" /></strong></em><br />
(con un certo entusiasmo)<br />
present-s:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Giovedì 23 aprile<br />
dalle 21,30</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Cristiano Cavina<br />
</strong><br />
sarà presente in AnderQuando<br />
per parlare del suo ultimo libro</p>
<p style="text-align: left;"><strong>I frutti dimenticati</strong></p>
<p style="text-align: left;">e di tanti altri argomenti<br />
con <strong>Carlo D&#8217;Amicis<br />
<span style="font-weight: normal;">scrittore e conduttore di fahrenheit</span></strong><strong> </strong></p>
<p>in una serata  che si prospetta<br />
quanto mai interessante<br />
e altra</p>
<p><em>attendiamovi numerosi </em></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span>CRISTIANO CAVINA- I FRUTTI DIMENTICATI- MARCOS Y MARCOS</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> [...]</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Lo battezzammo l’11 novembre, con una cerimonia molto semplice, parenti e amici più stretti soltanto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>La notte prima della funzione me ne andai persino in discoteca a festeggiare l’imminente ingresso di mio figlio nel seno della santa Chiesa cattolica e la mia futura, spettacolare morte.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>Era una specie di 25 aprile personale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>Tornai a casa alle sei; se Anna avesse ancora avuto dei dubbi sulla scelta di non stare più con me, sparirono quella mattina.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>Come se niente fosse mi svegliai alle otto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>“Quando sei venuto a letto?” mi chiese, sollevando appena la testa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>La luce che filtrava degli scuri giocava con il suo profilo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>Le mentii.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>         </span>Non erano neanche le tre, dissi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Bene” rispose, appoggiando la testa sul cuscino.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Fece un profondo respiro, prima di rimettersi a dormire.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sapeva che non era vero.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Finsi di non capire che se ne era accorta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Era il nostro ultimo risveglio insieme.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Anna aveva preso l’abitudine di dormire su un fianco, con il viso rivolto alla finestra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Potevo vedere solo la sua schiena.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una catena montuosa sorta all’improvviso, che non avevo avuto il coraggio di valicare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il giorno prima, nel studio che un tempo era stato di don Elvis, avevo compilato insieme a padre Menetti il registro parrocchiale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Dovevo indicare il nome di madre, padre e rispettivi genitori.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Avevo la testa tra le nuvole.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Con un tempismo perfetto, il messaggio dello sconosciuto mi aveva raggiunto quel pomeriggio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Mentre mi sedevo davanti a don Menetti, non potevo sapere che era stato ricoverato senza possibilità di dimissioni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Muccinelli Anna di?” dovette recitare due volte l’arciprete, inseguendo con lo sguardo la sua grafia affusolata.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nella fretta non cancellai il messaggio, ma spensi il telefono.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Giancarlo e Teresa” dissi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sembrava uno scrivano d’altri tempi, chino su quel vecchio volume.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Cavina Cristiano di Nicoletta e?” chiese.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Si fermò a guardarmi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Impiegò qualche secondo a rendersi conto dell’errore e cercò di mascherarlo con uno sfogo improvviso di tosse.</span></p>
<p class="MsoNormal">[...]</p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p>Cristiano Cavina<br />
È nato a Casola Valsenio (Ravenna) nel 1974 e cresciuto nelle case popolari con la madre e i nonni materni.<br />
Non sa chi sia suo padre, ma non ne ha mai fatto un dramma; cresciuto in una famiglia al femminile è un <img class="alignleft size-full wp-image-1389" title="cavina" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cavina.png" alt="" width="243" height="296" /> convinto sostenitore delle donne. E oggi che è diventato padre dice  semplicemente: “Io e mio figlio partiremo alla pari: saremo entrambi  esordienti, senza precedenti esperienze”.<br />
 Le sue passioni sono evidenti fin da piccolo, leggere tantissimo e di  tutto, avventura, fantascienza, classici russi, americani  contemporanei&#8230; e inseguire il pallone nel campo dell’AC Casola,  dove gioca in tutte le categorie, dai pulcini agli esordienti all’under  18.<br />
 Allergico agli studi, si mantiene con qualsiasi lavoro gli capiti:  muratore, portalettere, pizzaiolo.<br />
 Cresce con i racconti dei vecchi, conosce così la storia che c’è dietro  la sua famiglia e il suo paese.<br />
 I suoi libri sono i tanti volti di Cristiano Cavina, quello del bambino  legato al paese, alla famiglia, quello dell’adulto che scopre un  “padre” proprio quando sta per avere un figlio; c’è il mondo vissuto  attraverso i racconti della nonna Cristina, dove rivediamo l’Italia degli anni cinquanta, c’è il mondo delle scuole elementari, fatto di giochi, fantasie, paure e sogni adolescenziali, c’è il mondo adulto, di oggi, contemporaneo, ma che resta sempre aperto al passato, con “fantasmi” che rientrano nella vita del protagonista ma non dall’ingresso principale.<br />
Cristiano Cavina è così, un uomo semplice che mette in scena la realtà che ha conosciuto da vicino donandole la forza dell’avventura. Non sapremo mai quanto di vero ci sia in quelle sue pagine macchiate di inchiostro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>William Goldman – La principessa sposa – Marcos y Marcos</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 14:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[WILLIAM GOLDMAN]]></category>

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		<description><![CDATA[La principessa sposa è una favola ambientata a Florin, luogo immaginario, dove incontrerete giganti turchi amanti delle rime, spadaccini spagnoli in cerca di vendetta, principi ciccioni e uomini in nero, nani siciliani con “la mente più acuta che si sia mai dedicata a scopi illegali” e, naturalmente, la principessa, tanto bella quanto poco colta, le cui scelte saranno spesso discutibili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><strong>WILLIAM GOLDMAN – LA PRINCIPESSA SPOSA – MARCOS Y MARCOS</strong></p>
<p>William Goldman ha quaranta anni, un’avviata carriera artistica ed una famiglia nella norma, con          un figlio ciccione ed una moglie psichiatra infantile che ne giustifica l’obesità (“è perché sceglie, in questa fase, di non essere snello” continua a ripetere). <img class="alignright size-full wp-image-1317" title="goldman" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/goldman.jpg" alt="" width="340" height="453" /><br />
Suo figlio compie dieci anni e lui decide di regalargli il libro che, alla sua stessa età, gli insegnò ad amare la lettura.<br />
Trovato il testo originale scopre che, quando suo padre glielo lesse, decise – saggiamente – di saltare tutte le critiche ed i riferimenti sociali e politici inseriti dall’autore e di tenere solo la favola: “Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie d’ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli”.<br />
Decide quindi di completarne il lavoro, riscrivendolo affinché tutti possano apprezzarlo come lui in precedenza.</p>
<p class="MsoNormal">La principessa sposa è una favola ambientata a Florin, luogo immaginario, dove incontrerete giganti turchi amanti delle rime, spadaccini spagnoli in cerca di vendetta, principi ciccioni e uomini in nero, nani siciliani con “la mente più acuta che si sia mai dedicata a scopi illegali” e, naturalmente, la principessa, tanto bella quanto poco colta, le cui scelte saranno spesso discutibili.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1318" title="principessasposa" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/principessasposa.gif" alt="" width="331" height="472" /> Tenete conto che tutto ciò accade in una  dimensione situata “prima dell’Europa, ma dopo  Parigi”;<br />
dopo le tasse (“ma tutto avviene dopo le tasse”) e  parecchio dopo i parrucchieri, perché “da che  esistono le donne, esistono i parrucchieri”.</p>
<p class="MsoNormal">V’inserirà in un mondo, magico, più vero di quanto  potete immaginare, dove non vivono tutti felici e  contenti e dove non tutti i cattivi muoiono, anzi:  “muoiono le persone sbagliate, e la ragione è  questa: la vita non è giusta”.<br />
L’autore vi mette in guardia, vi prepara, non per  rovinarvi il finale, ma per non illudervi.</p>
<p class="MsoNormal">La Principessa sposa è un racconto, nel senso  letterale del termine. Avrete l’impressione ed il  desiderio di leggerlo a qualcuno o di ascoltarlo.<br />
Come nei racconti orali, l’autore lascia spazio  all’immaginazione, alle chiose ed ai commenti.<br />
William Goldman è nato a Chicago nel 1931.</p>
<p class="MsoNormal">Scrive, oltre a numerose novelle, più di 25  sceneggiature per il cinema. Due di queste gli  valgono l’oscar: “Butch Cassidy” (1969) e “Tutti gli  uomini del presidente” (1976).<br />
Tra le altre sceneggiature, le più famose sono : “Il maratoneta” (1976); “Misery” (1990); “Chaplin” (1992); “Maverick” (1994); “La figlia del generale” (1999).<br />
<span> </span>Nel 1987 cura inoltre l’adattamento cinematografico della “Principessa sposa”, uscito in Italia col titolo “La storia fantastica”.</p>
<p class="MsoNormal">claudia bena</p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo dei dadi &#8211; Luke Rhinehart</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2008/11/05/luomo-dei-dadi-luke-rhinehart/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 14:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[rhinehart]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco le alternative.
Uno, tre o cinque: scriverò de L’uomo dei dadi di Luke Rhinehart per divulgarne la storia.
Due, quattro o sei: accantonerò il libro e ne dimenticherò il contenuto.
Cinque.
Sia fatta la volontà del Dado.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">Ecco le alternative.</p>
<p class="MsoNormal"><span><span>Uno, tre o cinque: scriverò de <em>L’uomo dei dadi</em></span><span> di Luke Rhinehart per divulgarne la storia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Due, quattro o sei: accantonerò il libro e ne dimenticherò il contenuto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Cinque.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sia fatta la volontà del Dado.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/luke-rhinehart2.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-939" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/luke-rhinehart2.jpeg" alt="" width="135" height="115" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nel 1971 esce negli Stati Uniti <em>L’uomo dei dadi </em></span><span>(la battagliera Marcos Y Marcos lo ha pubblicato in Italia nel 2004), di Luke Rhinehart, pseudonimo di Gorge Cockcroft, ex-psichiatra brillante e di successo rifugiatosi nella comunità hippie che vive e gira il mondo a bordo di un trimarano (forse). </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>L’uomo dei dadi </em></span><span>è la sua autobiografia romanzata (non c’è dato sapere quali particolari siano inventati e quali siano invece tratti dalla vera storia dell’autore).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non è un romanzo che resta memorabile per la tecnica narrativa: Rhinehart scrive bene e semplice, certo, ma la sua scrittura è molto istintuale, passa senza difficoltà dalla prima alla terza persona così come gli viene, non come cifra stilistica tipica della scrittura post-moderna. Del resto lo specifica anche l’autore stesso nella breve prefazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ciò che davvero interessa di quest’opera è il concetto che ne sta alla base:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>prendete un uomo appagato dal lavoro, dalla moglie, dagli splendidi figli e dalle amicizie interessanti; mettete che una sera, al termine di una partita di poker, il suddetto uomo trovi <em>per caso</em></span><span> un dado caduto a terra sotto una donna di picche. “Se è Uno violenterò Arlene”, pensa Luke, il protagonista. “Gli altri numeri significano letto”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ciò che lo fissa dal pavimento è un incontrovertibile Uno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Luke esce di casa, scende le scale e violenta Arlene, la moglie del suo migliore amico e collega.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Da quel preciso momento l’esistenza dell’illustre psichiatra Luke Rhinehart volta prepotentemente pagina: sarà totalmente piegata alle volontà del Dado.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ogni sua scelta non sarà più una scelta, ma un ordine imposto dal Dado, dal Caso, e chi siamo noi per opporci a ciò che il caso muove?</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il concetto è semplice ma estremo. Senza possibilità di replica.<a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/luke_rhinehart1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-937" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/luke_rhinehart1-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></a><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Luke lascia decidere al Dado tutto: se deve mangiare e quando, se deve ubriacarsi e quanto, che ruolo deve assumere giorno per giorno, se essere Gesù Cristo o uno stupratore di minorenni, o un omosessuale, o ancora un barbone, quando deve amare la moglie e quando e con chi deve tradirla.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ un’escalation di situazioni estreme e imbarazzanti, che culminano al termine del romanzo. Il matrimonio, il lavoro, il rapporto con i figli: tutto è deciso dal caso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E gli atti immorali che Luke compie nel corso della vicenda ci convinciamo pagina dopo pagina che immorali non sono perché non c’è morale: è il Dado che sceglie, non l’individuo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Poi Luke, sempre seguendo il Dado, comincia a fare proseliti con i suoi pazienti (ho scritto che fa lo psichiatra, vero?), con la famiglia e con gli amici, con gli estranei, anche; diventa una specie di santone, ma con la coscienza a posto: lui non ha scelta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La religione del Dado si diffonde e le conseguenze spero le scopriate da soli.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>L’uomo dei dadi </em></span><span>è un romanzo assurdo e sconvolgente, sempre coerente con l’incoerenza del Caso che domina la scena, sempre pervaso da una razionalità gelida e inattaccabile nonostante ciò che si racconta nel testo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ un romanzo vibrante e insolito: si passa con fluidità improvvisa da scene di sesso roventi a lunghe dissertazioni sulla religione e sull’amore casto e puro; dalle violenze più efferate e gratuite (fisiche e psichiche) alle lacrime per le risate che provocano scene di una comicità surreale ed esilarante.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Potrete anche odiare questo romanzo e il suo autore ma leggetelo, prima.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Tra filosofia, narrativa e saggistica è una piccola opera unica, di un’originalità che dopo quasi quaranta anni risulta ancora fresca, contemporanea.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Questo il Dado mi ha detto di scrivere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Chi sono io per oppormi alle volontà del Caso?</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sia fatta la volontà del Dado.</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>JOHN KENNEDY TOOLE- UNA BANDA DI IDIOTI- MARCOS Y MARCOS</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 15:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi riapproprio del mio spazio recensorio per dirvene quattro su Ignacius O’Reilly]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>Mi riapproprio del mio spazio recensorio per dirvene quattro su Ignacius O’Reilly</em>&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">[...]Dentro di me si agita furiosa una battaglia fra il Pragmatismo e la Moralità. La Pace, splendido fine, giustifica veramente l’atroce mezzo, la Degenerazione? Simili a due personaggi di una commedia medievale, il Pragmatismo e la Moralità fanno a pugni sul ring della mia mente, ma io non posso aspettare che il match si concluda: sono troppo ossessionato dal problema della Pace. (Nel caso che qualche produttore più sensibile degli altri volesse comprare i diritti di questo <em>Diario</em><span> per ricavarci un film, io avrei alcuni suggerimenti tecnici da dargli: come colonna sonora, proporrei il rumore di una sega; inoltre, nella scena della battaglia, metterei gli occhi del protagonista in sovrimpressione e ciò darebbe alla sequenza un carattere simbolico. Per quel che riguarda il ruolo del protagonista, sono certo che possa trovare qualche nuova “scoperta” in una drogheria o in un motel o in qualche altro squallido posto. Per gli esterni suggerirei di girarli in Spagna, in Italia o in qualunque altra parte del mondo che magari la troupe desidera vedere, come per esempio, l’America settentrionale.)[...]</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>JOHN KENNEDY TOOLE- UNA BANDA DI IDIOTI- MARCOS Y MARCOS</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>            </span><em>Ignacius, manipolatore machiavellico e spesso inconsapevole di questo libro, è un antieroe. Pachidermico, irriverente ed indigesto, tira le fila di questo mondo di equivoci esilaranti ed intrecci perfetti.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>I personaggi, tutti assurdi, rincorrono le loro piccole manie, ricercano la loro utopica coerenza, sostengono la loro personale visione delle cose. E, una volta descritti, basta farli incontrare tra loro che il gioco è fatto, che si crea la banda di questi geniali, improbabili, idioti,</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>Superiore a tutti, per mole e sregolatezza, c’è lui, il trentenne e indolente, Ignacius. Le sue sicurezze? I libri di Boezio, l’odio per lo stile borghese, la sua cameretta dalle lenzuola ingiallite.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>Lui ci regala perle di saggezza desueta e vicende rocambolesche una dietro l’altra, ma solo fino a quando, per qualche motivo, non gli si chiude la valvola (non ne so molto di più sulla valvola). Perchè con la valvola chiusa, Ignacius non riesce più a fare niente. Come biasimarlo?</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-413 aligncenter" title="bandaidioti" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/bandaidioti.gif" alt="" width="220" height="330" /></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Georgia; font-size: small;">Una Banda di idioti di John Kennedy Toole è un romanzo che ti rimane dentro per un sacco di tempo.<br />
Parte piano ma se hai pazienza, ti avvolge come una comoda coperta.<br />
È divertente, struggente, e il protagonista, il gigante Ignatius Reilly, è un grande di cui ci si innamora facilmente, per intenderci, ai livelli di Garp di John Irving. <br />
Una delle cose migliori uscite nell&#8217;ultimo periodo.</span></p>
<p align="right"><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;">Niccolò Ammaniti</span></p>
<div style="text-align: -webkit-right;"><span><br />
</span></div>
<p align="right"><span style="font-family: Georgia; font-size: small;"><a href="http://www.marcosymarcos.com/toole%20recensioni.htm"></a></span></p>
<p> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
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