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	<title>Altroquando &#187; marsilio</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>Profonde letture estive &#8211; parte seconda&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 19:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[bompiani]]></category>
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		<description><![CDATA[...altri consigli per le vostre vacanze da chi resta a Roma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cimitero di Praga – Umberto Eco – <a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/">Bompiani</a> – 19,50€<img class="alignright size-full wp-image-7748" title="cimiterodipraga" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cimiterodipraga.jpg" alt="" width="120" height="180" /></strong></p>
<p>L’ultimo romanzo di Umberto Eco, tra i più grandi scrittori italiani viventi, è soprattutto una ricca documentazione e testimonianza dell’ondata antisemita che attraversò l’Europa nella seconda metà dell’ottocento e che sfociò nel genocidio della seconda guerra mondiale, alimentata da falsi documenti, tra cui i “Protocolli dei Savi di Sion”, ritenuto autentico anche da Hitler. Attraverso il diario di Simonini, da notaio a falsario fino a divenire membro dei servizi segreti (italiani, parigini, russi addirittura) ripercorriamo un periodo cruciale non solo dell’Italia ma dell’Europa intera. Il Risorgimento, la comune di Parigi, l’infittirsi della trama massonica fanno da sfondo a quest’opera, mentre sfilano personaggi come Alfred Dreyfus, Sigmund Freud, Ippolito Nievo.</p>
<p>A causa di una momentanea amnesia, il protagonista ripercorre le tappe della propria esistenza attraverso questo diario, nel quale si intromette l’abate Della Piccola, personaggio misterioso e complementare del primo.</p>
<p>A portare chiarezza nella trama un terzo personaggio, la voce narrante, cerca di ricongiungere i racconti di entrambi.</p>
<p><em>“è che gli italiani si sono modellati sui preti, l’unico vero governo che abbiano mai avuto da quando quel pervertito dell’ultimo imperatore romano è stato sodomizzato dai barbari perché il cristianesimo aveva fiaccato la fierezza della razza antica.</em></p>
<p><em>I preti…Come li ho conosciuti? A casa del nonno, mi pare, ho il ricordo oscuro di sguardi fuggenti, dentature guaste, aliti pesanti, mani sudate che tentavano di accarezzarmi la nuca. Che schifo. Oziosi, appartengono alle classi pericolose, come i ladri e i vagabondi. Uno si fa prete o frate solo per vivere nell’ozio, e l’ozio è garantito dal loro numero. Se i preti fossero, diciamo, uno su mille anime, avrebbero talmente da fare che non potrebbero starsene in panciolle mangiando capponi. E tra i preti più indegni il governo sceglie i più stupidi, e li nomina vescovi.</em></p>
<p><em>[…]</em></p>
<p><em>La civiltà non raggiungerà la perfezione finché l’ultima pietra dell’ultima chiesa non sarà caduta sull’ultimo prete, e la terra sarà libera da quella genia.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Di seta e di sangue – Qui Xiaolong – <a href="http://www.marsilioeditori.it/">Marsilio</a> – 18,50€<img class="alignright size-full wp-image-7749" title="disetaedisangue" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/disetaedisangue.jpg" alt="" width="120" height="180" /></strong></p>
<p>I gialli di Qui Xiaolong sono un ottimo modo per conoscere o approfondire la situazione attuale cinese, dalla rivoluzione culturale all’era post – Mao fino ad oggi. Uno sguardo diverso, profondo e coinvolto verso il regime comunista cinese e le sue contraddizioni.</p>
<p>Negli Stati Uniti dal 1989, dopo le proteste di piazza Tiananmen, l’autore mantiene un legame con le sue origini attraverso la narrazione. La serie dell’ispettore Chen Cao, al suo quinto caso, consacra Qui come il maestro del noir cinese, creando dei paralleli tra la Shanghai odierna e l’America degli anni trenta.</p>
<p><em>“La Cina socialista è finita in mano ai cani capitalisti. Gli tornò alla mente il ritornello di una recente canzoncina, a mo’ di contrappunto ritmico ai suoi passi. Tutto stava cambiando in maniera veloce e incomprensibile. Anche il suo jogging mattutino stava cambiando. In passato, mentre correva in solitudine illuminato dalle stelle, superato dai pochi veicoli in circolazione, si godeva la sensazione di una città che pulsava insieme a lui. Adesso, nonostante fosse molto presto, si sentiva circondato dalle auto che strombazzavano il clacson, oltre che dalle gru all’opera nel nuovo cantiere a un isolato di distanza. Dicevano che fosse l’ennesimo complesso residenziale per nuovi ricchi.</em></p>
<p><em>[…]</em></p>
<p><em>Quel ristorante economico, un tempo rinomato “per la sua dedizione al popolo lavoratore”, era scomparso, e al suo posto era sorta una caffetteria di Starbucks.”</em></p>
<p><strong>I detective selvaggi – Roberto Bolaño – <a href="http://www.sellerio.it/it/home/">Sellerio</a> – 16,50 €<img class="alignright size-full wp-image-7751" title="detectiveselvaggi" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/detectiveselvaggi.jpg" alt="" width="120" height="180" /></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sulle tracce di Cesàrea Tinajero, la mitica fondatrice della corrente poetica del realvisceralismo, questo romanzo, a metà fra un <em>on the road</em> e un poliziesco, è come un caleidoscopio rotto. Ci sono i protagonisti, Arturo Belano e Ulises Lima, che si muovono fra una Città del Messico notturna e il deserto del Sonora, e le voci narranti di tutti quelli che li hanno conosciuti. Queste voci, che si mischiano in salti temporali diacronici, creano la storia, o meglio, le storie, facendo diventare la realtà degli avvenimenti come un qualcosa di inafferrabile. Capolavoro dello scrittore cileno Roberto Bolaño (morto nel 2003 a soli 50 anni), è un vero e proprio romanzo “totalizzante”: amicizia, amore, morte, poesia, ricordo, la vita.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8220;Ricordo che Ulises amava la giovane poesia francese. Posso dirlo con certezza. Per noi, quelli del Pueblo Joven Passy, la giovane poesia francese era uno schifo. Tutti figli di papà o tossicomani. Cerca di capirlo una buona volta, Ulises, gli dicevo, noi siamo rivoluzionari, noi abbiamo conosciuto le carceri dell’America Latina, come possiamo amare una poesia come quella francese, no? E lo stronzo non diceva niente, rideva e basta&#8221;.</em></p>
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		<title>FRANK CAPRA – VITO ZAGARRIO – MARSILIO</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 19:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[frank capra]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[marsilio]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[zagarrio]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le ultime uscite della casa editrice Marsilio, una delle più prestigiose per quanto riguarda i libri di cinema, segnaliamo questo volume dedicato al regista italo-americano Frank Capra. Passato alla storia come il regista dei buoni sentimenti e dell'ottimismo, con annessa visione natalizia di La Vita è Meravigliosa, Frank Capra secondo la lettura che ne dà Vito Zagarrio possiede invece una complessità insospettabile in superficie... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
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<p class="MsoNormal"><strong>FRANK CAPRA – VITO ZAGARRIO – MARSILIO – 26€  <img class="alignright size-full wp-image-2663" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/capra1.jpg" alt="" width="190" height="280" /><br />
</strong></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Frank Capra più di ogni altro seppe incarnare lo spirito del new–<span>deal, che ad Hollywood fu declinato secondo i versanti dell&#8217;ottimismo, inguaribile ottimismo, della fiducia nelle capacità del popolo americano (c’era la grande depressione da superare), nonchè della fede cieca e illimitata circa le sorti delle giovane, ma già gloriosa democrazia stelle e strisce, qualunque cosa ciò volesse dire. Comunque sia, Capra fu il più efficace cantore di tale sistema valoriale – certo più complesso rispetto al quadro qui tratteggiato – eguagliato forse solo dal Ford di </span><em>Alba di Gloria</em><span> e di </span><em>Furore</em><span>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-full wp-image-2661" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/accaddedom.jpg" alt="" width="100" height="150" />Ora, tali caratteristiche possono essere interpretate fondamentalmente in due modi: o si dice che i Capra, e i Ford, furono oltre che grandi registi anche efficaci propagandisti di valori essenzialmente positivi e sinceramente democratici; oppure si dice che i loro film, come ad esempio </span><em>La Vita è Meravigliosa</em> o<em> Mr. Smith va a Washington </em>di Capra<span>, furono invece espressione di un’ideologia conservatrice e populista. Manifesti reazionari insomma, oltre che stucchevoli nella forma. In entrambi i casi, a Ford venivano accordate una problematicità, un’ambiguità e una tensione sconosciute a Capra.  <img class="alignright size-full wp-image-2665" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/stewart.jpg" alt="" width="200" height="262" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Forse per invertire questa tendenza, e per dare a Capra ciò che è di Capra, la Marsilio ha recentemente pubblicato una monografia dedicata al regista di <em>Accadde Una Notte</em><em>: </em><em><strong>Frank Capra. Il cinema americano tra sogno e incubo</strong></em>, €26.<span> </span>Come recita l’introduzione di Vito Zagarrio, autore oltre che di questo volume anche del &#8220;castorino&#8221; dedicato a Capra, <em><strong>Frank Capra. Il cinema americano tra sogno e incubo</strong></em> è “una proposta di controlettura” dell’opera del regista italoamericano, un tentativo di rivalutazione alla luce della più recente bibliografia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-2667" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mrdedds.jpg" alt="" width="180" height="280" /></p>
<p class="MsoNormal"><span> Un libro che si sofferma soprattutto sul primo Capra (1929-34), quello cioè secondo Zagarrio meno riconciliato, e a cui meglio si applica il concetto di “non–lieto fine”: cioè una rilettura dei famosi happy end capriani. Talmente enfatici da risultare non reali, posticci, e quindi segno di una complessità che richiede uno sguardo critico più profondo, che non si lasci ingannare dalle apparenze del volemose bene capriano.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una visione originale, quella di Zagarrio, che vale la pena di approfondire. Buona lettura. </span></p>
<p class="MsoNormal">
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		<title>Studio Illegale &#8211; Duchesne &#8211; Marsilio</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/09/25/studio-illegale-duchesne-marsilio/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[duchesne]]></category>
		<category><![CDATA[marsilio]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[coloro che bevono il caffè alla macchinetta;
coloro che lavorano troppo;
coloro che non sanno se il collega è un amico o un collegacollega;
coloro che mangiano male;
coloro che escono con le persone con cui lavorano;
coloro che ricevono tante mail;
coloro che hanno un capo che fa il simpatico e che alla fine ti fa lavorare troppo e ti paga poco (perché non sei l’unico, ale =));]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><strong>DUCHESNE- STUDIO ILLEGALE- MARSILIO</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1876" title="770_studio-illegale" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/770_studio-illegale.jpg" alt="" width="400" height="600" /></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che bevono il caffè alla macchinetta;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che lavorano troppo;</span></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1879" title="cimg2309" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/cimg2309.jpg" alt="" width="213" height="320" /></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che non sanno se il collega è un amico o un collegacollega;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che mangiano male;</span></p>
<p>coloro che escono con le persone con cui lavorano;</p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che ricevono tante mail;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che hanno un capo che fa il simpatico e che alla fine ti fa lavorare troppo e ti paga poco (perché non sei l’unico, ale);</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che nelle situazioni che contano sbagliano il vestito;<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che alla fine mollano tutto;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che rimorchiano nonostante tutto;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che hanno messo su la pancia, e chi l’avrebbe mai detto;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che non sanno bene che nome dare al lavoro che fanno;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che hanno una segretaria in comune con altre sette persone, ma che comunque ce l&#8217;hanno;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che fanno la segretaria a otto persone;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che la colazione diventa pranzo, il pranzo diventa aperitivo, l&#8217;aperitivo diventa cena;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>coloro che inevitabilmente hanno messo su la pancia;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> <img class="aligncenter size-full wp-image-1878" title="red-tie" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/red-tie.jpg" alt="" width="450" height="245" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Tutti loro avrebbero potuto scrivere questo libro, </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>ma l’ha scritto DUCHESNE e l’ha scritto pure bene. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una ventata di nuovo, contemporaneo, leggero, ironico, che ogni tanto ci vuole.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Un libro che ci fa capire che tutti noi lavoratori, siamo anche un po’ avvocati, se gli avvocati sono così.</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>David Lynch &#8211; a cura di Paolo Bertetto &#8211; Marsilio Editore</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2008/08/24/david-lynch-a-cura-di-paolo-bertetto-marsilio-editore/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 16:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[lynch]]></category>
		<category><![CDATA[marsilio]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[è utile sapere che c’è un regista cinematografico, David Lynch, che ha il progetto di scrivere con le immagini l’irrealtà che incombe. Questo piccolo volume pubblicato da Marsilio sviscera questa tematica, rappresentando un punto di partenza non banale per un’analisi su Lynch]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" align="right">
<p class="MsoNormal" style="left;">Sgranocchiate pure i popcorn, ma non fate troppo rumore<br />
Al.</p>
<p class="MsoNormal" style="left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-469" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/david_lynch_photo1.jpg" alt="" width="432" height="288" /></p>
<p class="MsoNormal" align="right"><span><strong>David Lynch &#8211; a cura di Paolo Bertetto &#8211; Marsilio Editore</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="right;"><em>Recensione di Marco Chieffa</em></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span> </span>Chi non si è mai creato un bel fantasma (immagine della fantasia, incubo oppressivo o apparizione che sia) con cui convivere non legga questo libro. Se poi tra i tanti interessi non si viene sfiorati dalla passione cinematografica, allora non è proprio il caso di frequentare questa raccolta. Per tutti gli altri (secondo me la maggioranza è inseguita da spettri del grande schermo) è utile sapere che c’è un regista cinematografico, <a href="http://www.altroquando.com/2008/09/12/interpretazione-tra-mondi-il-pensiero-figurale-di-david-lynch/">David Lynch</a>, che ha il progetto di scrivere con le immagini l’irrealtà che incombe. Questo piccolo volume pubblicato da Marsilio sviscera questa tematica, rappresentando un punto di partenza non banale per un’analisi su Lynch.</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>Ben curato da Paolo Bertetto, docente di cinema presso “La Sapienza” di Roma, ogni suo capitolo è un saggio criticamente stimolante di autori diversi su un singolo film. Nella raccolta mancano degli approfondimenti su alcuni lungometraggi (<em>The Elephant Man</em><span>,</span><em> Dune</em><span>, </span><em>Una storia vera </em><span>e</span><em> Cuore selvaggio</em><span>) perché ad interessare è un particolare aspetto: come Lynch abbia costruito una configurazione complessa di fantasmi psichici. </span></p>
<p class="MsoNormal">Il libro investiga sulle leggi inusuali e nascoste che reggono un universo ulteriore e supplementare. I meccanismi tra mondo e immaginario, diversamente da Buñuel, Resnais e Robbe-Grillet, sono meno facilmente riconducibili a un percorso interpretativo: domina l’illogicità e la contraddizione. Il fantasma è forte e dominante, la scena psichica non diventa un’ altra dimensione ma il mondo più rilevante.</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>Marco Giallonardi nell’analisi di<strong> </strong><span><em>Eraserhead la mente che cancella</em></span> mette da parte gli studi di stampo psicanalitico e si concentra più correttamente su un esame delle figure e delle forme; Ofelia Catanea efficacemente vede <em>Velluto blu</em><span> all’insegna dell’estetica del masochismo secondo l’accezione di Deleuze; il mistero di Laura Palmer nella versione di </span><em>Fuoco cammina con me!</em><span> è ricondotto da Enrico Carocci alla sua natura di enigma insondabile;</span><em> </em><span>Andrea Minuz analizza </span><em>Strade perdute</em><span> dalla originale prospettiva della cooperazione richiesta allo spettatore; la complessità di </span><em>Mulholland drive</em><span> è sondata da</span><em> </em><span>Barbara Grespi alla luce del concetto perturbante freudiano e di quello di isteria recitativa; infine Andrea Bellavita affronta </span><em>Inland Empire</em><span> all’insegna della ripresa mostruosa e della categoria di assorbimento in cui lo spettatore è liberato dall’impegno di ricercare una chiave interpretativa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>La raccolta si conclude con la biografia del regista del Montana, un’aggiornata filmografia e un’accurata bibliografia.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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