<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Altroquando &#187; RICHARD YATES</title>
	<atom:link href="http://www.altroquando.com/tag/richard-yates/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.altroquando.com</link>
	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 15:46:15 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Richard Yates – di Tao Lin – Il Saggiatore – 15€</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2011/10/18/richard-yates-%e2%80%93-di-tao-lin-%e2%80%93-il-saggiatore-%e2%80%93-15e/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2011/10/18/richard-yates-%e2%80%93-di-tao-lin-%e2%80%93-il-saggiatore-%e2%80%93-15e/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 10:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il saggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[RICHARD YATES]]></category>
		<category><![CDATA[tao lin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=8224</guid>
		<description><![CDATA[Haley Joel Osment disse che l’unico motivo per cui era andato alla New York University era che così adesso Dakota Fanning poteva dire a sua madre che non era un maniaco, ma uno che si era laureato alla New York University...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8231" title="taolin" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/taolin.jpg" alt="" width="250" height="341" /></p>
<p>“Io un criceto l’ho tenuto in mano solo una volta” disse Dakota Fanning sulla chat di Gmail. “Aveva delle zampette minuscole. Mi sa che ho pianto un po’.”<br />
“Io una volta ho visto un criceto mangiarsi i figli” disse Haley Joel Osment . “Avrei voluto battergli il cinque. Solo che lui non sapeva come si batte il cinque.”<br />
“Anche io mi mangerei i figli, se ne avessi. Non ne ho.”<br />
“Quanti anni hai?” disse Haley Joel Osment.<br />
“16. Mi sa che è un bene che non ho figli.”<br />
“Tu non hai 16 anni. Ne avrai 25.”<br />
“No, ne ho 16” disse Dakota Fanning “Oggi ho disegnato un criceto su un pezzo di carta rosa e poi l’ho posato in cima a un cestino pieno di carta, così il primo che lo svuota si trova il criceto che lo fissa, è carino.”<br />
Haley Joel Osment confermò che era carino. Dakota Fanning disse che nella vita di tutti i giorni lei non faceva facce. Lasciava che i muscoli si muovessero come veniva a loro, e tutti i giorni qualcuno le diceva “Sembri triste, smettila. Non hai il diritto di essere triste. Io sono triste. I miei sono divorziati. Di’ qualcosa che fa ridere.”<br />
Haley Joel Osment disse che lui quando faceva la faccia triste si sentiva bene.<br />
“Mia mamma ha visto un pacco che mi hai spedito e ha chiesto se eri un maniaco” disse Dakota Fanning sulla chat di Gmail una settimana dopo. “Le ho detto che non eri un maniaco. Che sei laureato alla New York University”. Haley Joel Osment disse che l’unico motivo per cui era andato alla New York University era che così adesso Dakota Fanning poteva dire a sua madre che non era un maniaco, ma uno che si era laureato alla New York University. Dakota Fanning disse che a novembre l’avrebbero portata in gita a vedere un museo di Manhattan e che Haley Joel Osment poteva raggiungerla e sedersi vicino a lei e potevano mangiare insieme.<br />
“Sarebbe bello” disse Haley Joel Osment.<br />
“Novembre è lontanissimo” disse anche.</p>
<p>Qualche settimana dopo si parlarono al telefono per quasi tre ore. Dakota Fanning disse che era andata a lavorare da McDonald’s e poi aveva attraversato a piedi un ponte e regalato 20 dollari a un senzatetto e al senzatetto aveva detto che odiava il suo lavoro e poi era tornata a casa e per un quarto d’ora aveva tentato di far roteare delle cose come un giocoliere. Haley Joel Osment era steso al buio sul suo materasso gonfiabile in un appartamento di Wall Street dove vivevano in tre. Nella sua stanza non c’erano finestre. Disse che quel giorno mentre camminava a un certo punto si era accorto che stava pensando “La vita è stupida. Io sono stupido.” Ma in una frase sola, non due. Dakota Fanning gli disse che era normale. Disse che aveva un violino rotto che conservava perché voleva sfasciarlo contro qualcosa, però ogni volta pensava “No, non ancora”. Quando non avevano niente da dire rimanevano in silenzio, e poi si dicevano “ciao” una quarantina di volte.<br />
Il giorno dopo Haley Joel Osment si fermò fuori dalla biblioteca sulla 76esima dove lavorava venticinque ore a settimana e sentì il sole sulla faccia e mangiò un’insalata. Era il 25 aprile. Haley Joel Osment aveva 22 anni. Dopo il lavoro, prese la metro 6 e andò alla Bobst Library della New York Univesity a sedersi davanti a un computer. Non era più uno studente, ma qualcuno si era sbagliato e gli aveva prolungato l’accesso fino al 2011. Era il 2006. Haley Joel Osment parlò con Dakota Fanning sulla chat di Gmail. Andò a casa. Si stese sul materasso gonfiabile. Lesse un racconto su una donna con una grave depressione nell’Illinois rurale.</p>
<p>Si svegliò intorno alle 2 del pomeriggio e fece la doccia e si vestì. Andò in cucina ascoltando musica sull’iPod con gli auricolari. Era solo in casa. Osservò la stanza in comune. Una volta nella stanza in comune aveva guardato un film coreano con il suo coinquilino. Nel film, un poliziotto colpiva per sbaglio un altro poliziotto con un calcio volante. Il film parlava di un serial killer. “La vita mi annoia” pensò Haley Joel Osment.[…]</p>
<p><strong><em>Richard Yates</em>, di Tao Lin, Il Saggiatore, 15€</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2011/10/18/richard-yates-%e2%80%93-di-tao-lin-%e2%80%93-il-saggiatore-%e2%80%93-15e/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>REVOLUTIONARY ROAD &#8211; RICHARD YATES &#8211; MINIMUM FAX</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/02/03/revolutionary-road-richard-yates-minimum-fax/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2009/02/03/revolutionary-road-richard-yates-minimum-fax/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 19:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[RICHARD YATES]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=1030</guid>
		<description><![CDATA[Revolutionary Hill è un classico esempio di sviluppo suburbano nell’America del dopoguerra.
Non è città, non è campagna. Il suo essere indefinito si estende anche ai suoi abitanti; tra loro c’è chi è completamente inserito in questa mediocrità e chi invece, come i Wheeler, pensa ancora di potersi salvare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Revolutionary Hill è un classico esempio di sviluppo suburbano nell’America del dopoguerra.<img class="alignright size-full wp-image-1040" title="rev" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/rev.jpg" alt="" width="300" height="400" /></p>
<p class="MsoNormal">Non è città, non è campagna. Il suo essere indefinito si estende anche ai suoi abitanti; tra loro c’è chi è completamente inserito in questa mediocrità e chi invece, come i Wheeler, pensa ancora di potersi salvare.</p>
<p class="MsoNormal">Non si lasceranno contaminare dagli stereotipi che caratterizzano gli abitanti delle orribili villette che li circondano.</p>
<p class="MsoNormal">E quando il continuo confronto con i vicini e gli amici li rivela tanto mediocri quanto loro, evidenziando il fallimento delle loro vite, la scelta di trasferirsi in Europa, a Parigi, sembra per un attimo soddisfare ogni desiderio di autoaffermazione, tipico della società americana.</p>
<p class="MsoNormal">April riacquista il suo atteggiamento da “regina annoiata e altera” di fronte ai suoi ospiti, Frank ritrova la stima della moglie, ottiene riconoscimenti lavorativi senza neanche troppi sforzi, intraprende una relazione extraconiugale che lo gratifica.</p>
<p class="MsoNormal">A che serve, allora, la Francia? Perché non realizzarsi qui, adesso? Un lavoro ben retribuito, il tentativo di convincere la moglie ad affrontare un percorso psicoanalitico, sembrano salvare Frank dal timore di rivelare ad April che lui, a Parigi, non vuole andarci e che, ad essere sinceri, non sa neanche bene il francese come le aveva fatto credere in precedenza.</p>
<p class="MsoNormal">La notizia dell’attesa di un terzo figlio allontana definitivamente l’argomento “trasferimento” dalle conversazioni dei Wheeler, che rimandano ogni progetto, per la felicità di Frank.</p>
<p class="MsoNormal">Ma non sarà lo stesso per April, e “il complesso di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia”.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><img class="alignleft size-full wp-image-1039" title="revolutionary-road" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/revolutionary-road.jpg" alt="" width="294" height="399" />Con cinismo ed ironia Richard Yates dipinge il dramma della società americana, ormai lontana dal sogno dell’american way of life.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">In piena onda Beat Generation (l’anno di pubblicazione è il 1961), l’autore ce ne mostra le contraddizioni: uno stile di vita che rifiuta le regole sociali, mettendone in mostra l’ipocrisia, il moralismo e la retorica, che sfocia però in percorsi autodistruttivi caratterizzati dall’abuso di alcool.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">Leggendolo non si può fare a meno di constatare che si tratta dell’inizio della fine, dei ribelli senza causa che non si differenziano poi molto dai giovani d’oggi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">Immergendovi in questo libro vi troverete spesso ad abbandonare la lettura per riflettere, per stupirvi della attualità del romanzo e per sperare, con non poco timore, che voi non siate e non sarete mai come i Wheeler.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">In occasione del quindicesimo anniversario della casa editrice, in concomitanza con l’uscita nelle sale cinematografiche del film tratto da questo libro ed interpretato da Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, minimum fax ripropone nella nuova collana “i quindici”, a distanza di sei anni dalla prima edizione,un romanzo considerato un capolavoro da molti critici, ma ancora poco conosciuto dal grande pubblico.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Claudia Bena</p>
<p class="MsoNormal">
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2009/02/03/revolutionary-road-richard-yates-minimum-fax/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EASTER PARADE- RICHARD YATES- MINIMUM FAX</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2008/12/18/easter-parade-richard-yates-minimum-fax/</link>
		<comments>http://www.altroquando.com/2008/12/18/easter-parade-richard-yates-minimum-fax/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 16:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[RICHARD YATES]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altroquando.com/?p=968</guid>
		<description><![CDATA[Il cinismo al femminile fa ancora più paura e qui ci sono due sorelle, vittime della vita e del caso, il cui rapporto non è di amore ne di odio, ma di assoluta indifferenza. Perché se ci sono dei sentimenti reciprochi, sono nascosti davvero bene. E’ il distacco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"> </p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-974" title="easterparade" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/easterparade.jpg" alt="" width="250" height="395" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Certo EASTER PARADE non è REVOLUTIONARY ROAD, ma vale lo stesso la pena di leggerlo. Il cinismo al femminile fa ancora più paura e qui ci sono due sorelle, vittime della vita e del caso, il cui rapporto non è di amore ne di odio, ma di assoluta indifferenza. Perché se ci sono dei sentimenti reciprochi, sono nascosti davvero bene. E’ il distacco. Lo stesso che usa Yates quando scrive, dando l’impressione di dire sempre, “affari tuoi!”. E se è vero che lui racconta soltanto e che “ambasciator non porta pena”, almeno ci lasciasse la possibilità di fargli i complimenti, perché la sua scrittura è magistrale, elegante, tagliente perché limata alla perfezione. Anche la trama, apparentemente secondaria, è invece, perfetta e incastrata tra gli alti e bassi che descrivono cinquant’anni della vita di Emily e Sarah, sorelle diverse nel carattere e nelle scelte. Yates narra, senza concessioni al sentimentale, i loro momenti di incontro e i loro momenti di distanza, fino al distacco finale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span> p.s. complimenti all’editore per la bella copertina<br />
</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altroquando.com/2008/12/18/easter-parade-richard-yates-minimum-fax/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

