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	<title>Altroquando &#187; sceneggiatura</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>Prigionieri, Minimum Fax, €16</title>
		<link>http://www.altroquando.com/2009/08/04/prigionieri-minimum-fax-e16/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 20:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[hasak-lowy]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
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		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Daniel Bloom, sceneggiatore di successo, vorrebbe salvare un matrimonio, essere un buon ebreo e un buon padre, fare qualcosa che serva al proprio paese.
Ma soprattutto, vorrebbe terminare la sua ultima, maledetta sceneggiatura...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">Daniel Bloom è uno sceneggiatore di Hollywood, uno sforna-blockbuster tra i più stimati e pagati. Può vantarsi di aver scritto film come <em>Luna di Miele a Helsinki</em>, anche se lui ci tiene a precisare che l’orrido titolo è parto del solito produttore tanto prepotente quanto imbecille, essendo infatti <em>Prigionieri</em> l&#8217;intestazione originaria del manoscritto bloomiano.<a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/captives.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1771" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/captives.jpg" alt="" width="82" height="124" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Insomma, Daniel Bloom, da sempre ossessionato dal cinema, è un pezzo grosso a Hollywood. Forse grosso proprio no, non è un tycoon insomma, non è Spielberg, ma si difende bene. Potrebbe pensare addirittura di mettersi in proprio, di fondare una propria casa di produzione e dire così addio per sempre ai grossolani produttori pronti a storpiare i succulenti frutti della sua immaginazione.</p>
<p class="MsoNormal">Daniel Bloom è in perfetta forma, ha moglie e figlio e cane, e “una bella casa spaziosa sull’inabbordabile mercato immobiliare della California del sud”. <span> </span></p>
<p class="MsoNormal">Ma non tutto fila liscio &#8211; grazie, direte voi, sennò dove sarebbe il romanzo?- e insomma Daniel Bloom due o tre problemini ce l’ha.</p>
<p class="MsoNormal">Con la moglie i rapporti sono fortemente al ribasso. Sesso, neanche a parlarne. Il figlio adolescente è, appunto, il figlio adolescente e minaccioso incombe il bar mitzvah.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/obaama.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1776" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/obaama.jpg" alt="" width="71" height="114" /></a>Poi insomma, non è che l’America se la passi benissimo. L’era Bush è agli sgoccioli, potremmo essere nel 2008 infatti, e le persone come Bloom, che di politica se ne sono più o meno disinteressati negli anni ruggenti, si ritrovano a domandarsi come sia stato possibile ridursi così. Vorrebbero fare qualcosa, velleitari e confusi. E dato che a Daniel l’unica cosa che riesce di fare con sicuro profitto è scrivere sceneggiature, ecco l’idea:</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">un serial killer che stufo delle ruberie di industriali finanzieri e similia, decide di farli fuori uno ad uno, fino ad arrivare, inevitabilmente, a portare l’attacco ai piani alti, laddove tutto si decide. A dargli la caccia è uno sbirro, il cui padre è portato prima sul lastrico e poi alla tomba da quegli stessi speculatori che il nostro killer rimpinza di piombo. Così lo sbirro fluttuante tra l&#8217;odio verso i potenti e il senso del dovere &#8211; perfetta miscela hollywoodiana &#8211; non sa che fare. Prendere o lasciarsi sfuggire il giustiziere solitario?</p>
<p class="MsoNormal">Cercando la risposta a questo e ad altri enigmi esistenziali inizia il primo romanzo di Tood Hasak-Lowy, <em>Prigionieri</em>, Minimum Fax, €16. Romanzo che non si sa se definire come il primo dell&#8217;era Obama o l&#8217;ultimo<a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/hasak-lowy.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1768" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/hasak-lowy.jpg" alt="" width="116" height="109" /></a> dell&#8217;era Bush. Nel dubbio, che immagino stia dilaniando anche te, o lettore immaginario!, posso assicurare con una certa sicumera che nel libro di Hasak-Lowy si avverte con chiarezza il senso di un passaggio, di una transizione</p>
<p class="MsoNormal">Comunque sia, <em>Prigionieri</em> è un libro molto divertente, con una serie di improbabili personaggi che accompagnano Daniel tra una famiglia in sfacelo, un tragicomico viaggio in Israele, un cane morente, un produttore sciroccato, un agente camaleontico, un paese alla deriva più totale&#8230; Ma tra tutti questi è soprattutto un problema ad angosciare Daniel: come terminare la sua fottuta sceneggiatura!</p>
<p class="MsoNormal">Per chiudere, segnalo tra i tanti il personaggio del “rabbino cazzuto”, Ethan Brenner, dedito alla Torah in maniera appassionata. Quasi quanto alle droghe.</p>
<p class="MsoNormal">Era forse dai tempi del “drugo” Lebowski che non si vedeva un fattone di tale spessore. Impressionante.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Story &#8211; Robert Mckee &#8211; International Forum Edizioni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 21:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[robert mckee]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Da anni tutti coloro che gravitano attorno al mondo della sceneggiatura televisiva e cinematografica hanno un mito. Si chiama Robert Mckee e le sue lezioni sulla "Struttura della Storia" tenute a Los Angeles, New York e Londra hanno acquisito l'aura di eventi irripetibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da anni tutti coloro che gravitano attorno al mondo della sceneggiatura televisiva e cinematografica hanno un mito. Si chiama Robert Mckee e le sue lezioni sulla &#8220;Struttura della Storia&#8221; tenute a Los Angeles, New York e Londra hanno acquisito l&#8217;aura di eventi irripetibili. </p>
<p>L&#8217;International Forum Edizioni ha avuto il merito di pubblicare in Italia <em>Story</em> che sicuramente è il libro che meglio comunica la forma e l&#8217;essenza di una sceneggiatura. O comunque apre un confronto aperto con la scrittura cinematografica a stelle e strisce con cui bisogna fare i conti, a prescindere dalla condivisione di principi e strutture.<a href="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mckee.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1411" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/mckee.jpg" alt="" width="220" height="242" /></a></p>
<p><em>Story</em> non parla di formula (ma di forma), demistifica le strutture drammatiche, minimizza la caratterizzazione e va oltre la meccanica essenziale di come si scrive una sceneggiatura. Fin qui nulla di nuovo, soprattutto nel decidere di distruggere gli elementi tipici. </p>
<p>La grandiosità del libro è la sua pars costruens. Utilizza esempi, tratti da oltre cento film di cinematografie distanti tra loro, per dissezionare le scene e farci scoprire perchè funzionano, arrivando ai valori duraturi che sostanziano i classici. Il percorso di Mckee parte dal problema della storia (che diventa strumento di vita) per individuarne gli elementi (strumenti di un orchestra) e i principi del suo design e alla fine arrivare al lavoro dello sceneggiatore mentre crea la sua arte.</p>
<p><em>Story</em> così diventa una lezione di filosofia che trasforma il mestiere dello scrivere per il cinema in forma artistica. Nello stesso tempo è l&#8217;emblema del pragmatismo che rifiuta le idee per trasformarle in storie che possano essere vendute e permettano di catturare l&#8217;attenzione del pubblico. Gli insegnamenti e i consigli contenuti nel libro permettono al lettore di trovare delle risposte personali ed innovative.</p>
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