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	<title>Altroquando &#187; sovera edizioni</title>
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	<description>Libreria di Cinema. A Roma.</description>
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		<title>Tarantino Vs Kitano – di Angela Cinicolo – domenica 24 ottobre, ore 19</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 21:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[angela cinicolo]]></category>
		<category><![CDATA[kitano]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sovera edizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[presentazione del libro di Angela Cinicolo dedicato a due dei più importanti autori del cinema contemporaneo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5481" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/kitano-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /><a href="http://www.altroquando.com/2010/10/10/cinema-e-identita-–-incontri-sul-cinema/">Cinema e identità. Incontri sul cinema</a></strong></p>
<p><strong><em>Tarantino Vs Kitano</em></strong></p>
<p><strong>di Angela Cinicolo</strong></p>
<p><strong>Sovera Edizioni</strong></p>
<p><strong>con l&#8217;autrice interviene Mattia Artibani</strong></p>
<p>Quentin Tarantino e Takeshi Kitano sono senza ombra di dubbio tra i registi più influenti degli ultimi anni, apprezzati da pubblico e critica, entrambi personaggi mediatici. Soprattutto il primo a dir la verità, mentre la stella del regista giapponese si è andata progressivamente affievolendo, in particolar modo qui da noi tanto che i suoi ultimi film non hanno trovato una distribuzione.</p>
<p>Tarantino, il re del cinema post-moderno, esplode a livello planetario nel 1994, anno di <em><strong>Pulp Fiction</strong></em>. Palma d&#8217;oro a Cannes e istantaneamente elevata al rango di icona pop, la pellicola del regista californiano lanciò o meglio diede improvvisa ribalta ad un genere, il pulp appunto, fino ad allora rimasto di nicchia e poi diventato fenomeno di costume. Tutto questo facendo propria una pratica tipica del postmoderno, e cioè contaminando la cultura &#8220;bassa&#8221;, i sottogeneri letterari di cui si diceva, con quella &#8220;alta&#8221;. E che Pulp Fiction voglia essere un momento importante, &#8220;alto&#8221;, di cinema lo capiamo subito e da un elemento in particolare. La raffinatezza della sceneggiatura, che allora fece epoca per la spregiudicata frantumazione del racconto, dei tempi del racconto che rendevano possibile, ad esempio, la &#8220;resurezione&#8221; di Vincent Vega-John Travolta: morto ammazzato e poi vivo e vegeto nell&#8217;episodio seguente&#8230;</p>
<p>Kitano invece, attore oltre che regista dei propri film, deve ad <em><strong>Hana-bi</strong></em> (Leone d&#8217;oro a Venezia &#8217;97) la propria fama internazionale. Anche in questo caso la novità, l&#8217;originalità, è rappresentata dal calare in un contesto abbastanza stereotipato come quello degli <em>yakuza-movie</em> elementi estranei al genere, che lo rivitalizzano e scavalcano al contempo. Per esempio la rarefazione dei tempi, che introducono una riflessività e profondità estranee al genere da cui pure si parte. Oppure la bellezza delle inquadrature, la poeticità dei disegni frutto del genio di Kitano stesso. <img class="alignright size-full wp-image-5487" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/pulpfitcion.jpg" alt="" width="250" height="375" /></p>
<p>Il testo di Angela Cinicolo, edito da Sovera, analizza il percorso di Tarantino e Kitano prendendo le mosse proprio dal rapporto che intercorre tra i loro film e la tradizione, cinematografica e non, alta o bassa che sia, su cui essi si innestano. Entrambe le filmografie, secondo Cinicolo, se da un lato omaggiano e citano le proprie passioni (musicali, letterarie, cinematografiche ovviamente), dall&#8217;altro innervano questo passato, questo sterminano patrimonio comune pop di nuovi sensi e nuovi significati. Questo è evidente soprattutto in Tarantino, laddove dalla commistione tra il cinema d&#8217;autore alla Leone e il cinema d&#8217;azione asiatico nasce un immaginario assolutamente esplosivo ed inedito. Oppure si pensi a come i cineasti abbiano rinnovato la rappresentazione cinematografica del samurai in <em><strong>Kill Bil</strong></em> e <strong><em>Zatoichi</em></strong>, rispettivamente. Un&#8217;autorialità quella di Kitano e Tarantino che, come dice l&#8217;autrice, è confermata e trae linfa da altre visioni e da altri autori, nel solco di una poetica postmoderna all&#8217;interno della quale l&#8217;autoreferenzialità non è mai sterile, ma gioco che stimola intelletto e immaginazione.</p>
<p><strong>L&#8217;autrice</strong></p>
<p>Angela Cinicolo è napoletana e laureata in Storia e Critica del Cinema presso l&#8217;Università degli Studi di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221;. Redattrice del magazine on-line <em>Movieplayer.it</em>, ha collaborato con il free press romano <em>Acchiappafilm </em>e scrive per diverse webzine tra cui <em>Close-Up</em>.</p>
<p><strong><em>Tarantino Vs Kitano</em>, di Angela Cinicolo, </strong><a href="http://www.soveraedizioni.it/default.asp?iId=HILHG"><strong>Sovera Edizioni</strong></a><strong>, 15€</strong></p>
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		<title>Una giornata&#8230;– Sovera Edizioni – venerdì 11 ore 18.30</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 23:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[monica cardarelli]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sovera edizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del romanzo "Una giornata..", di Monica Cardarelli, Sovera Edizioni. Con l'autrice sarà presente Flavia Weisghizzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-4594" title="giorn" src="http://www.altroquando.com/wordpress/documenti/giorn-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" />Altroquando presenta</strong></p>
<p><strong><em>Una giornata&#8230;</em></strong></p>
<p><strong>di Monica Cardarelli</strong></p>
<p><strong>Sovera Edizioni</strong></p>
<p><strong>interviene Flavia Weisghizzi</strong></p>
<p><strong>venerdì 11 giugno, ore 18.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Recensione di Gianni Maritati</em></p>
<p>“Un lavoro sulle delusioni, i tradimenti, i dubbi che ciascuno di noi ha nella propria vita”. Così Monica Cardarelli spiega la genesi del suo nuovo libro, un racconto che s’intitola semplicemente “Una giornata…”, appena pubblicato da Sovera Edizioni.<br />
Il protagonista di questa “giornata particolare”, per ricordare il titolo di un famoso film di Ettore Scola, si chiama Bruno: davanti ad una tazza di caffè, nel bar all’angolo, è chiamato a fare un bilancio sincero della propria vita e a chiedersi se è ancora capace di riprenderne le redini, con un nuovo senso di responsabilità verso i suoi affetti più cari e di appartenenza al mondo e alla storia: un’impresa che ha dell’impossibile, quasi, “in quel lunedì mattina di una Bologna assolata, fra turisti e bambini che andavano a scuola”. Alternando passato e presente, dialoghi e ricordi, l’autrice fissa un momento che ci è familiare: quel leggero stordimento che ci coglie quando all’improvviso si dubita delle nostre certezze, si cerca di capire se la nostra vita è stata ben spesa, se la fastidiosa solitudine che ti soffia gelida dentro è uno stato d’animo temporaneo o l’avvisaglia ineluttabile di una “condizione umana” tragica e disperante… Bruno dovrà cercarsi da solo le sue risposte, guardare in faccia la sua insoddisfazione e, come i salmoni, risalire la corrente per verificare se le radici della sua esistenza sono ancora vive e vitali.<br />
Non è facile, per uno scrittore, rievocare sulla pagina una vertigine simile, accompagnata più dalla voglia di fuggire che dalla necessità di capire. Monica Cardarelli ci riesce perché si è calata completamente nell’anima spezzata e contesa del “suo” Bruno e ne ha fatto un personaggio universale. E questo forse grazie anche al suo amore per il teatro, grande e insostituibile metafora della vita. L’autrice, infatti, nata a Prato e laureata in Lingue e Letterature straniere, risiede a Roma dove svolge la sua attività dedicando un’attenzione particolare al teatro rivolto ad un pubblico di adolescenti. Ha conseguito premi e riconoscimenti per le sue pubblicazioni fra le quali ricordiamo, sempre per i tipi di Sovera, un libro del 2001: “Pensieri, parole scritte, lunghi silenzi”. Un titolo suggestivo che sembra preludere alla “giornata” di Bruno, uomo sperso nel viavai della vita, che nel liquido scuro e incomprensibile del caffè vuole ritrovare, con uno sforzo terribile ma necessario di autoanalisi e presa di coscienza, lo zucchero dolce di un nuovo futuro.</p>
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